Le incredibili foto a penna di Juan Casas

Fare le foto con la macchina fotografica? Banale, lo fanno tutti. Molto più originale, e difficile, è farle utilizzando... una bic. É quello che deve aver pensato Juan Francisco Casas, artista spagnolo di 33 anni che realizza ritratti incredibilmente simili a fotografie solo con una penna a sfera blu. Non ci credete? Sfogliate la fotogallery: rimarrete a bocca aperta.
 

Sorrisi beffardi, teste mozzate e volti tumefatti. Sembra proprio che lo scultore catalano Samuel Salcedo abbia un debole per le facce, non scolpite nel marmo, ma realizzate con i materiali più disparati.
Latta, corde, legno e resine poliestere sono solo alcuni degli "ingredienti" delle sue bizzarre creazioni, tra cui questa smorfia che accoglie i visitatori di una mostra d’arte contemporanea a Berlino.
Ha invece puntato su un soggetto un po’ meno espressivo - ma di sicuro impatto - l’austriaco Michael Marcovici, autore dell’opera d’arte più costosa del mondo: un cubo formato da 10 milioni di banconote (vere), tutte da 100 dollari, impilate una sull’altra. Per una cifra da capogiro: un miliardo di dollari (più di 750 milioni di euro).

Che arte mai è questa? (slideshow)
L'arte del cassonetto (guarda)

[E. I.]

Non si è mai troppo cresciuti per giocare al Lego: evidentemente la pensa così Nathan Sawaya, autore di queste originali sculture. Questi uomini di mattoncini, che sembrano "sciogliersi" sul pavimento dell’appartamento newyorkese dell’artista, sono solo alcuni dei suoi lavori. Dopo aver vinto il concorso nazionale Master Lego Builder nel 2004, Sawaya non ha esitato a lasciare il suo lavoro di avvocato per dedicarsi solo alla sua passione, che ha riscontrato un enorme successo di pubblico.
Tra poco le sue opere saranno in esposizione in un museo statunitense (il Lancaster Museum of art in Pennsylvania), con il titolo “Art of Bricks” (arte del mattoncino): per la prima volta un museo ospiterà una sezione dedicata esclusivamente ad opere realizzate in Lego.

© foto Juan Francisco Casas Testi e ricerca fotografica di Franco Severo

La precisione dei dettagli è sbalorditiva: e infatti la tecnica  di Juan Casas è riconducibile alla corrente artistica chiamata iperrealismo, o realismo fotografico.
E pensare che c'è chi fa arte con l'immondizia....

Il lavoro di Francisco prende spunto da ritratti fotografici che lui stesso realizza e che poi  riproduce su carta utilizzando esclusivamente penne Bic. Per ogni pannello ne utilizza 4 o 5. E si tratta di opere gigantesche, alte anche più di due metri. Per portarle a termine impiega fino a due settimane.

Ti piace l'arte moderna? Non perderti questa fotogallery.

In una recente intervista ha dichiarato "Ho cominciato per gioco: volevo realizzare qualcosa di così realistico che sembrasse una fotografia. E volevo crearlo con uno strumento che tutti possono avere in tasca: la Biro. Non credo che qualcuno lo abbia mai fatto prima".
E noi non crediamo che chiunque, con una penna blu, sia in grado di fare ritratti così realistici.

Volete appendevi una delle opere di Juan Casas in salotto? Magari questo irriverente auto ritratto? Preparatevi a sborsare fino a 15.000 euro.

L’effetto fotografico, così realistico da ingannare a prima vista l’osservatore, è dato da un sapiente utilizzo della sfumatura e del tratteggio. E a differenza della matita, la Bic non concede spazio agli errori perché non può essere cancellata.

Ma perchè lavori così grandi? Secondo l'artista per dare una dimensione spettacolare a soggetti e scene altrimenti banali.

Vi piacciono le opere di Juan Francisco Casas? Potete ammirarle fin da subito sul suo sito web juanfranciscocasas.com mentre da Gennaio 2010 saranno in mostra presso la galleria d'arte Fernando Pradilla di Madrid.

Ma Juan Casas non è solo Bic blue. Dategli dei colori a olio e guardate cosa è in grado di fare: riuscireste a distinguere questo lavoro da una fotografia?

Sorrisi beffardi, teste mozzate e volti tumefatti. Sembra proprio che lo scultore catalano Samuel Salcedo abbia un debole per le facce, non scolpite nel marmo, ma realizzate con i materiali più disparati.
Latta, corde, legno e resine poliestere sono solo alcuni degli "ingredienti" delle sue bizzarre creazioni, tra cui questa smorfia che accoglie i visitatori di una mostra d’arte contemporanea a Berlino.
Ha invece puntato su un soggetto un po’ meno espressivo - ma di sicuro impatto - l’austriaco Michael Marcovici, autore dell’opera d’arte più costosa del mondo: un cubo formato da 10 milioni di banconote (vere), tutte da 100 dollari, impilate una sull’altra. Per una cifra da capogiro: un miliardo di dollari (più di 750 milioni di euro).

Che arte mai è questa? (slideshow)
L'arte del cassonetto (guarda)

[E. I.]