Le grandi invenzioni che non hanno fruttato nulla ai loro creatori

Dai fiammiferi al kalashnikov, dal world wide web alla banda magnetica delle carte di credito, dal Tetris al mouse, fino alle patatine in busta: come avere un'idea geniale e non guadagnarci nulla.

Una buona idea può renderci ricchi? Ad alcuni è successo. Mark Zuckerberg, il patron di Facebook, per esempio, è oggi considerato tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di 52.5 miliardi di dollari (2016). Ma non funziona sempre così: altri inventori, nonostante le loro scoperte abbiano cambiato la nostra vita, sono rimasti a bocca asciutta… Dopo aver colto il momento eureka, non sono riusciti a metterlo a frutto per pigrizia, questioni politiche e a volte anche generosità...

La carta di credito. Senza Ron Klein forse oggi non avremmo la carta di credito: è lui ad aver inventato il metodo di codifica della banda magnetica con informazioni semplici, come un numero di conto, da applicare al retro delle carte di debito e di credito. Ma nonostante l’importanza della sua invenzione, non ha mai fatto soldi col suo brevetto. E sì che avrebbe potuto. Ad ogni modo, non gli è andata male ed è diventato ricco per via di altre invenzioni, come i software usati nel mondo della finanza e delle borse.

Le patatine in busta. Le sfoglie di patatine fritte sono probabilmente una delle poche invenzioni fatte… per dispetto. Mentre lavorava come chef al Moon Lake House nel 1853, George Crum servì un piatto di patatine fritte a un cliente che si lamentava che le patatine erano troppo spesse e morbide. Indispettito, Crum tagliò le patate talmente sottili che vennero fuori come sfoglie di patatine al posto delle normali patatine fritte. Fu un grande successo e quando Crum finalmente aprì il suo ristorante, decise di chiamarle Saratoga Chips e metterne una ciotola su ogni tavolo. Peccato che non avesse brevettato la ricetta e molte altre persone (e aziende) si misero a vendere patatine fritte fatte così, senza attribuirgli alcun credito.

I fiammiferi. L’inventore inglese e chimico John Walker ha creato i fiammiferi moderni, iniziando a venderli nel 1827 nella sua città natale, Stockton. Peccato che Walker non era soddisfatto della sua invenzione nata per caso miscelando potassio e antimonio, e non l’ha mai brevettata, pur ricevendo incoraggiamento da Michael Faraday e altri scienziati. Rifiutando il brevetto, Walker non ha ricevuto né denaro né fama per i fiammiferi, se non dopo la morte, nel 1859 quando si è scoperto che era lui il primo ad averli prodotti e venduti.

Il Kalashnikov. Aver inventato il fucile automatico più utilizzato al mondo, non ha portato bene a Mikhail Kalashnikov, che ha creato l'AK-47 mentre lavorava come designer di armi per l'Unione Sovietica nel 1947. L'arma oggi continua a essere imbracciata da soldati, combattenti per la libertà, terroristi, insorti e trafficanti di droga in tutto il mondo: si stima che ce ne siano circa 100.000.000 in giro per il mondo. Ma Kalashnikov lavorava nella Unione Sovietica comunista, e non ha mai ricevuto gli introiti finanziari che gli sarebbero spettati. Solo un grande rimorso. Pochi mesi prima della sua morte nel 2013, ha scritto una lettera per chiedere il perdono della Chiesa ortodossa russa per la sua invenzione, erché si sentiva responsabile per le morti causate dal Kalashnikov. "Il dolore nella mia anima è insopportabile” - si legge. “Continuo a farmi la stessa domanda irrisolvibile: se il mio fucile ha preso la vita delle persone, vuol dire che io sono responsabile per la loro mor

Il mouse. Se avete fatto clic, in una qualsiasi parte dello schermo con il mouse per leggere questa notizia, lo dovete a Douglas Engelbart (in foto), che svelò il mouse nel 1968 al fianco di altre novità, tra cui quella che sarebbe diventata l'ipertesto, gli schermi condivisi e persino la videoconferenza. Anche se detiene più di 20 brevetti, Engelbart non ne ha mai avuto uno per il mouse: lo aveva creato semplicemente come un dispositivo per far funzionare più intuitivamente il suo computer nel 1964, e non ha mai considerato le applicazioni commerciali che avrebbe potuto avere. Poco scaltro: la società per cui lavorava, la SRI, ha brevettato il mouse del computer e in seguito concesso in licenza ad Apple per circa 40.000 dollari dell’epoca, nessuno dei quali però è andato a lui.

Tetris. Se c’è un videogame famoso ancora oggi, quello è Tetris: ha venduto più di 70 milioni di copie, generando diversi miliardi di dollari da quando è stato creato nel 1984. Ma come Kalashnikov, Alexey Pajutnov, il suo inventore (in foto) era cittadino della ex Unione Sovietica, allora governata dal Partito Comunista, che non favoriva la creazione individuale e riteneva tutte le invenzioni proprietà del governo. Il gioco inizialmente venne commercializzato in Occidente attraverso il Game Boy, Nintendo, senza che Alexey vedesse un rublo. Il governo gli promise un risarcimento dopo un periodo di 10 anni, ma il crollo dell'Unione Sovietica ha reso ciò impossibile e l’inventore del Tetris non è rientrato in possesso della sua creazione fino al 2004, quando la Tetris mania era bella che finita.

Il web. Tim Berners Lee (in foto) era solo un giovane fisico e lavorava al Cern di Ginevra quando nel 1989 ebbe l’idea del world wide web. “Quel programma mi serviva a tenere traccia del complesso di relazioni fra persone, idee, progetti e computer di quella straordinaria comunità di scienziati”, ha raccontato in un’intervista a Repubblica. “Era solo ad uso personale. Poi nel 1989 scrissi un memo ai miei capi, un memo storico anche se allora non potevo saperlo. Proponevo di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti: lo chiamai il Web”. Berners Lee non hai mai brevettato la sua invenzione. Se oggi possiamo navigare su internet liberamente, lo dobbiamo (anche) a lui.

Una buona idea può renderci ricchi? Ad alcuni è successo. Mark Zuckerberg, il patron di Facebook, per esempio, è oggi considerato tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di 52.5 miliardi di dollari (2016). Ma non funziona sempre così: altri inventori, nonostante le loro scoperte abbiano cambiato la nostra vita, sono rimasti a bocca asciutta… Dopo aver colto il momento eureka, non sono riusciti a metterlo a frutto per pigrizia, questioni politiche e a volte anche generosità...