Focus

Le facce nascoste in Google Earth

Smorfie, sorrisi, labbroni ed enigmatici profili: sulla superficie del nostro pianeta si possono scovare migliaia di volti disegnati da alberi, canyon, capannoni industriali e campi coltivati. Un nuovo software tedesco è in grado di rintracciarli. E noi gli abbiamo dato una mano.

Guarda anche: facce di pietra, scherzi della mente o la natura che parla?
Trovato un "uomo" su Marte: le foto

Vi è mai capitato di guardare le foto di un paesaggio di campagna e scorgere, nei rilievi di una collina, la sagoma di un gigantesco naso? Uno studio di design tedesco ha dato vita a un progetto che perlustra le foto catturate da Google Earth a caccia di luoghi che, dall'alto, somiglino a una faccia. Un'idea che può apparire un po' insolita, ma che sta svelando un'incredibile quantità di smorfie e sorrisi nascosti nei luoghi più inaspettati del nostro pianeta, come vi mostriamo nelle prossime immagini.

Il volto nella foto appare scrutando le immagini satellitari della regione di Magadan Oblast, in Russia, un'area caratterizzata da deserti di montagna e tundra.

Julia Laub e Cedric Kiefer, berlinesi fondatori di Onformative, hanno ideato Google Faces, un'applicazione che, grazie a uno speciale algoritmo specializzato nel riconoscimento facciale, spulcia le mappe di Google Earth a caccia di profili dall'aria almeno vagamente umana.

Nella foto, una faccia imbronciata nell'estremo oriente russo, nella regione dello Yevrey.

Quando il sistema di face tracking individua un'area di terra che somiglia a una faccia, evidenzia le sue caratteristiche e invia le coordinate ai due designer tedeschi, che possono salvarsi uno screenshot della zona.

Lavorando in questo modo, l'algoritmo ha già effettuato un paio di volte il "giro del mondo" inviando ai suoi creatori una serie di ritratti a volte ben riusciti, ma talvolta indecifrabili trovati sulla superficie terrestre. I designer di Berlino pensano di farlo continuare nelle sue indagini ancora per alcuni mesi, per vedere quali altri "faccioni" saprà scovare.

Le labbra da Angelina Jolie, nella foto, non sono altro che le pareti rocciose, alte una quarantina di metri, di un canyon del Darfur occidentale, Sudan.

Auto volanti, lettere misteriose, sculture giganti: le rivelazioni di Google Earth
I canyon più spettacolari (guarda)

Il software lavora mimando i movimenti degli occhi impegnati nel distinguere le fattezze umane in paesaggi sconosciuti. In particolare i suoi ideatori si sono ispirati alla tendenza tipicamente umana di rintracciare immagini familiari come quella di un volto negli oggetti inanimati, per esempio le nuvole: un fenomeno conosciuto come "pareidolia" (dal greco "para", simile, e "eidolon", immagine).

Un altro volto nascosto nella regione russa del Magadan Oblast.

Lo sceicco megalomane che vuole farsi notare da Google Earth (guarda)
La dedica (scritta col GPS) più grande del mondo

Non sarà immediatamente riconoscibile, ma un profilo antropomorfo c'è anche nella riserva del Denali National Park, in Alaska: si possono distinguere occhi, naso e persino un buffo taglio di capelli.

Uomini-scoglio, fantasmi di gesso, serpenti: i capolavori scolpiti dalla natura

L'idea per la creazione del software è arrivata da una scoperta effettuata dalla sonda Viking su Marte nel 1976: il profilo famigliare di una faccia scolpita nelle rocce della Cydonia, una regione del Pianeta Rosso.

Anche questo ghigno mezzo sdentato è stato fotografato in Russia, nella Repubblica di Yakutia.

Un altro "sorriso" marziano (guarda)
Mussolini scolpito su una roccia marziana?

Nel caso di Marte, l'aspetto umanoide del volto era determinato da un gioco di ombre sulla piccola porzione di superficie esaminata. Il suolo poteva apparire antropomorfo, ma è il nostro cervello che tende a riportare le immagini sconosciute a realtà più famigliari che siamo abituati a riconoscere, come quella di un volto.

Nella foto, un profilo trovato da Google Faces in una zona industriale: notate una folta chioma verde, gli occhi lunghi e stretti con tanto di sopracciglia a cespuglio, e un'enorme bocca aperta.

Questa è una delle facce scovate dal face tracker nel Regno Unito, in particolare nel Kent. Distinguerla non è semplice, ma vi diamo un indizio: gli alberi formano la sagoma della bocca e le narici di questo fantomatico individuo messo di profilo.

Diamo una mano al software con altre immagini di volti scovati da Google Earth pescate dalla Rete. Qui, il volto di un nativo americano sembra nascondersi tra le colline di Alberta, Canada. Non solo, dall'orecchio parrebbe spuntargli la cuffia di un iPod... che cosa starà ascoltando?

Una carrellata di facce di pietra (vai alla gallery)

Quello nascosto tra le sabbie peruviane potrebbe assomigliare al volto, così come abbiamo imparato a conoscerlo, di Gesù.

Il profilo spettrale di una donna sbuca dei campi dell'Ohio: niente paura, gli occhi non sono altro che alberi disposti a cerchio, e la bocca una macchia di vegetazione più scura.

Vi è mai capitato di guardare le foto di un paesaggio di campagna e scorgere, nei rilievi di una collina, la sagoma di un gigantesco naso? Uno studio di design tedesco ha dato vita a un progetto che perlustra le foto catturate da Google Earth a caccia di luoghi che, dall'alto, somiglino a una faccia. Un'idea che può apparire un po' insolita, ma che sta svelando un'incredibile quantità di smorfie e sorrisi nascosti nei luoghi più inaspettati del nostro pianeta, come vi mostriamo nelle prossime immagini.

Il volto nella foto appare scrutando le immagini satellitari della regione di Magadan Oblast, in Russia, un'area caratterizzata da deserti di montagna e tundra.