L'atlante della bellezza

La geografia della bellezza riscritta da una fotografa che celebra una femminilità autentica e libera da stereotipi: volti di donne normali e bellissime, da ogni parte del mondo.

Andare a cercare la bellezza in ogni angolo del mondo, lontano dalle immagini stereotipate e ormai piuttosto uniformi dei canoni che spesso ci vengono imposti. È questa la missione di Mihaela Noroc, una fotografa di Bucharest, Romania, che ha lasciato il suo lavoro e investito i propri risparmi per realizzare The Atlas of Beauty, un atlante della bellezza che descriva la femminilità in tutta la sua ricchezza di culture, tradizioni e diversità. Nel 2013 la fotografa ha iniziato a viaggiare per tutti i continenti, con lo zaino in spalla e la fotocamera al collo, per ritrarre le donne che mostrano la propria bellezza con naturalezza e senza artefatti (qui una ragazza cilena).

A novembre 2014 si è concluso il primo viaggio della fotografa attraverso più di 30 paesi in Europa, Asia, Oceania, nord, sud e centro America. A giugno 2015 è iniziata la seconda parte del viaggio, che coprirà altre 30 nazioni non ancora visitate (nella foto una donna tibetana).

Una ragazza etiope impiegata come cameriera. All'origine del progetto della Noroc c'è la ferma convinzione che la bellezza si trovi ovunque, indipendentemente dalla professione, dall'origine e dalle condizioni sociali.

Non è tanto una questione di moda, di abiti o acconciature. Piuttosto, è un modo di rimanere fedeli a se stessi e alle proprie peculiarità. Una volontà di non lasciarsi omologare, il saper valorizzare la propria ricchezza (qui siamo a Cuba).

Una ragazza della popolazione amazzonica dei Kichwa, in Ecuador, posa in abiti da sposa. «I trend globali cercano di renderci tutti uguali, ma siamo così belli proprio perché diversi» racconta. «Dopotutto, la bellezza è negli occhi di chi guarda, e chi guarda è sempre diverso».

Una giovane donna curda fotografata a Istanbul, Turchia.

Una venditrice di ciambelle di Bishkek, Kirghizistan. La fotografa documenta le vite delle sue modelle nei luoghi in cui vivono e lavorano.

Una ragazza inglese.

Ania, è nata in Polonia, senza una gamba. È stata abbandonata da piccola e dopo essere stata in orfanotrofio è stata adottata da una famiglia belga.

Delyara, una ragazza dell'Ossezia fotografata per le strade di Vladikavkaz, in Russia.

Barbara e Caterina, madre e figlia di Milano, Italia.

Cornelia, dalla Germania. Ha avuto il tumore al seno per due volte.

Patrizia e Rebecca, due sorelle svizzere.

Athina, nata da madre etiope e padre greco. Vive ad Atene e ama correre.

Una ragazza Sikh.

Una giovane donna di Medellin, Colombia, una delle città più miste e multietniche visitate dalla Noroc.

Shiraz, Iran. L'Atlante della Bellezza è un modo per documentare, e conservare, le molte forme in cui la bellezza si presenta sulla Terra.

Mongolia. Una delle preoccupazioni della fotografa è che, fra 50 anni, le caratteristiche più importanti delle culture a cui apparteniamo possano essere andate perse, nel corso della globalizzazione dei canoni estetici.

Una donna di etnia Pamiri fotografata in Tagikistan.

A volte la bellezza è ferma, incontaminata e ancorata, anche fisicamente, nella propria cultura di appartenenza (nella foto una donna della foresta amazzonica dell'Ecuador in abiti tradizionali).

Altre volte è in viaggio, e si lascia contaminare, arricchire, guardare. Una ragazza finlandese in viaggio verso la Turchia.

Una donna metà libanese, metà rumena fotografata a Timisoara, in Romania.

Harlem, New York.

Noroc (sulla sinistra in primo piano nella foto), parla cinque lingue in modo fluente e non ha problemi a instaurare una comunicazione con i suoi soggetti.

In genere una foto ruba il tempo di 30 secondi, l'attimo fuggente di un incontro per strada (qui siamo a Bishkek, in Kirghizistan: una ragazza indossa abiti tradizionali prima di uno spettacolo folcloristico).

Altre volte una sessione fotografica può richiedere anche un'ora (qui una donna maori fotografata in Nuova Zelanda).

In ogni caso, la Noroc cerca sempre di far sentire i soggetti a proprio agio nella loro femminilità e cultura di appartenenza (nella foto: una donna del Corridoio del Wakhan, in Afghanistan).

Una giovane donna messicana.

Una donna siriana fotografata a Istanbul, Turchia.

Stessa posa, colori diversi. Qui siamo a San Francisco, USA.

Gli occhi di questa ragazza di Kathmandu, Nepal.

Emma, sudafricana.

La bellezza incontrata per caso al mercato di Dushanbe, Tagikistan.

Un sorriso in abiti tradizionali peruviani.

Una donna del Myanmar. Mihaela Noroc vorrebbe continuare a documentare la bellezza intorno al mondo, e riuscire un giorno a pubblicare l'Atlante della Bellezza. Potete seguire il suo progetto su questo sito o sul suo account Instagram.

Andare a cercare la bellezza in ogni angolo del mondo, lontano dalle immagini stereotipate e ormai piuttosto uniformi dei canoni che spesso ci vengono imposti. È questa la missione di Mihaela Noroc, una fotografa di Bucharest, Romania, che ha lasciato il suo lavoro e investito i propri risparmi per realizzare The Atlas of Beauty, un atlante della bellezza che descriva la femminilità in tutta la sua ricchezza di culture, tradizioni e diversità. Nel 2013 la fotografa ha iniziato a viaggiare per tutti i continenti, con lo zaino in spalla e la fotocamera al collo, per ritrarre le donne che mostrano la propria bellezza con naturalezza e senza artefatti (qui una ragazza cilena).