La Barriera del Trono di Spade potrebbe esistere nella realtà?

La colossale opera difensiva starebbe in piedi davvero, o collasserebbe? La risposta di un glaciologo.

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Solida e millenaria, ma soltanto in TV.

Nella serie della HBO Il Trono di Spade, una colossale muraglia di ghiaccio alta 210 metri e lunga 480 km protegge i Sette Regni dalle Terre dell'Eterno Inverno, e tiene alla larga giganti e non morti. La fortificazione custodita dai Guardiani della Notte è immaginata spessa circa 10 metri, quel tanto che basta per permettere a una decina di cavalieri di cavalcare fianco a fianco sulla sua sommità. Avrebbe un'età di 8000 anni e sarebbe stata costruita dai Figli della foresta, con l'aiuto dei giganti e il ricorso alla magia.

 

In piedi per fiction. Ma una simile soluzione ingegneristica potrebbe esistere davvero, nella realtà? Se lo è chiesto Martin Truffer, un glaciologo dell'Università dell'Alaska a Fairbanks. E la risposta lineare è che no, non starebbe in piedi: la struttura di ghiaccio immaginata da George R.R. Martin in Cronache del ghiaccio e del fuoco (il ciclo di romanzi fantasy a cui si ispira Game of Thrones) collasserebbe sotto il suo stesso peso.

Truffer ha calcolato che il peso di una barriera di ghiaccio alta 200 metri genererebbe una pressione alla base pari a 1,8 megapascal. Quella che tipicamente fa sì che il ghiaccio scorra verso il basso in un ghiacciaio è di appena 0,1 megapascal.

 

Il fattore clima. Dal momento che nella serie la Barriera è circondata da foreste - per sostenere le quali occorrerebbe una temperatura di 14 °C circa - un'opera simile si deformerebbe nel giro di pochi mesi. Portarla a -40 °C ridurrebbe la pressione di un centinaio di volte, ma lo si potrebbe fare soltanto in Antartide, e comunque anche in queste condizioni non garantirebbe 8000 anni di vita: dopo un migliaio di anni al massimo sarebbe completamente appiattita, non il massimo, per un'opera difensiva.

 

Le stesse equazioni usate per questo studio dal tono leggero potrebbero servire a studiare il comportamento delle calotte di ghiaccio polare di Marte.

 

18 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini