Islanda all'uncinetto

Se vi trovaste nelle gelide terre islandesi, che cosa usereste per coprirvi? Strati e strati di maglioni di lana. Ed è proprio la lana il materiale che Eszter Burghardt, artista canadese di origini ungheresi, ha scelto per realizzare una serie di paesaggi in miniatura ispirati all'Islanda. Talmente realistici da sembrare veri.

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ghiaccio

Eszter Burghardt è un'artista canado-ungherese residente a Vancouver, ma rimasta stregata dai paesaggi dell'Islanda, paese in cui ha vissuto per qualche tempo a causa del lavoro. Sono stati proprio i ghiacci, i vulcani, i fiordi di questa terra a ispirare i lavori della serie "Wooly Sagas": paesaggi in miniatura (o "diorami") ricostruiti con il materiale che più di tutti difende dal gelo islandese: la lana.

Nella foto, due iceberg.

Guarda anche le altre opere dell'artista sul suo sito

fiordo

Il lavoro dell'artista comprende diversi compiti come lavare, tingere, infeltrire e lavorare la lana ricavata da allevamenti di pecore islandesi o semplicemente da vecchi maglioni da scartare. Qui, un caratteristico fiordo d'Islanda.

vulcano

Una volta dipinti, i diorami di lana vengono fotografati con la tecnica macro. L'artista cerca di sfruttare al massimo la luce naturale senza ricorrere a post-produzione computerizzata. Qui, un vulcano un po' meno irrequieto dell' Eyjafjallajökull.

Le spettacolari foto dell'Islanda dall'alto del fotografo Sandro Santioli

steam

L'artista è cresciuta particolarmente a partire dal 2009, dopo aver completato il suo viaggio di formazione in Islanda. Le sue opere sono state esibite in tutto il Canada ed è stata selezionata come vincitrice del Magenta Foundation’s Flash Forward Festival (un premio internazionale che dedica particolare attenzione ai fotografi emergenti) nel 2010. Nella foto, una colonna di vapore si innalza dal terreno vulcanico.

fiume

Un torrente affiancato da cespugli lanosi. La lana non è l'unico materiale che l'artista e fotografa utilizza. Nel 2010 Eszter Burghardt ha creato una serie di paesaggi commestibili utilizzando torte, zucchero e cioccolato.

Altri panorami da mangiare, e non solo con gli occhi: vai alla gallery

hraun

Ecco qui ricreato il paesaggio della penisola meridionale islandese di Hraun.

Forse per rilanciare l'immagine dell'Islanda dopo la crisi economico-politica che l'ha interessata l'ente del turismo locale ha bandito un concorso aperto anche agli stranieri per trovare all'isola un nuovo nome. L'iniziativa indetta dal team di Promote Iceland sta riscuotendo molto successo, e già sono piovuti suggerimenti sul possibile candidato: tra questi, "Niceland", "Terra che acchiappa le nuvole" o "Terra del Valhalla" (la mitica reggia del re Odino).

jokull

La rivisitazione in lana del fiordo di Jokul.

lava

Da una fessura del vulcano fuoriesce un rivolo di lava.

flood

Acqua e luci, sapientemente posizionate a circondare sculture di lana, garantiscono l'illusione. Qui un lago, o un tratto di mare compreso tra soffici montagne.

caldo

Il suolo islandese è ricco di geyser e fumarole (i cui benefici vengono sfruttati anche durante le cure termali). Basta appannare il vetro della fotocamera ed ecco che si ottiene l'effetto "vapore".

paesaggio

Un monte innevato sullo sfondo, l'acqua e le rocce in primo piano: un sapiente uso della messa a fuoco permette all'artista di rendere i suoi diorami estremamente verosimili.

Da non perdere: l'invasione dei "mini-puffi" (vai alla gallery)

Eszter Burghardt è un'artista canado-ungherese residente a Vancouver, ma rimasta stregata dai paesaggi dell'Islanda, paese in cui ha vissuto per qualche tempo a causa del lavoro. Sono stati proprio i ghiacci, i vulcani, i fiordi di questa terra a ispirare i lavori della serie "Wooly Sagas": paesaggi in miniatura (o "diorami") ricostruiti con il materiale che più di tutti difende dal gelo islandese: la lana.

Nella foto, due iceberg.

Guarda anche le altre opere dell'artista sul suo sito