Il mondo in foto: i vincitori del World Press Photo 2013

Le foto vincitrici del World Press Photo, prestigioso concorso di fotogiornalismo, documentano i momenti più belli o drammatici del 2012: le proponiamo qui in due serie, una delle quali dedicata alle fotografie più cruente e sconsigliata al pubblico più sensibile. A questa edizione del WPP, la 56esima, hanno partecipato 5.600 fotografi da 124 Paesi con con oltre 103 mila scatti.

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Le immagini premiate nelle ultime edizioni del concorso

Guerre, torture, violenze, povertà. Quello dipinto dagli scatti che vedrete è un panorama piuttosto desolante del mondo in cui viviamo. Forse, viene da pensare, perché è più facile che un fotoreporter si trovi a documentare una situazione drammatica piuttosto che un momento di calma quotidianità. Ma è bene che i drammi che ci circondano vengano alla luce, attraverso gli occhi della fotografia, e si mostrino nella loro violenta realtà. Piuttosto che rimanere sommersi e dimenticati alle fine di un servizio al telegiornale.

Nella foto, una nube di fumo si alza dalla città di Gaza, dopo un attacco israeliano nei territori Palestinesi il 18 novembre 2012.

Aleppo, 11 ottobre 2012: un combattente dell'Esercito Libero Siriano si prepara a lanciare una granata a razzo contro le forze governative.

Due soldati ribelli dell'esercito siriano fanno la guardia ad un deposito di armi alle porte di Aleppo.

Questa donna siriana di nome Aida ha perso tutto sotto a un bombardamento dell'Armata Siriana: un marito, due figli e una casa.

Le torce delle forze governative siriane fanno luce nel buio della città di Zabadani, mentre gli uomini fedeli ad Assad cercano le postazioni ribelli da attaccare.

Gli uomini della polizia statunitense cercano un sospetto armato in uno degli appartamenti di Rochester, New York. Ci troviamo in una zona denominata "Crescent", una mezzaluna dall'altissimo tasso di disagio sociale e criminalità.

A un anno dallo tsunami, ecco come appare la città giapponese di Ishinomaki: migliaia di persone risiedono ancora in alloggi provvisori mentre nei quartieri restano soltanto macerie.

Pausa dal lavoro per una donna keniota che si guadagna da vivere come raccoglitrice di spazzatura vicino al grande slum di Nairobi. La ragazza vorrebbe avere più tempo per sfogliare i libri in cui si imbatte mentre smista i rifiuti.

La reazione di una donna alla vista della propria vetrina rotta durante una manifestazione a Barcellona il 29 marzo 2012, nel giorno dello sciopero generale dei lavoratori.

Natalia, 15enne brasiliana dipendente da crack, posa per una foto nello slum di Manguinhos, Rio de Janeiro, anche conosciuto come "Crackland".

Due giovani della riserva indiana di Pine Ridge tengono una bandiera degli Stati Uniti al contrario in segno di protesta, il giorno della commemorazione di una sparatoria tra gli attivisti del Movimento degli Indiani d'America e gli uomini dell'FBI nel 1975. Pine Ridge è uno dei luoghi più poveri degli USA da decenni con un tasso di disoccupazione al 90% e un'aspettativa di vita maschile di 48 anni.

Ogni mattina i bambini che vedete si recano a lezione sotto a un ponte della ferrovia di Nuova Delhi, India, e prima di sedersi e ascoltare il maestro puliscono un pezzetto di pavimento. Rajesh Kumar Sharma, 40enne dell'Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell'India, ha fondato questa scuola gratuita per preparare i bambini meno abbienti ai test di ammissione delle scuole governative.

Il momento finale del Pacu Jawi, la tradizionale corsa dei tori che si tiene alla fine della stagione dei raccolti a Batu Sangkar, Sumatra, Indonesia.

Il riscaldamento di una squadra di bambini della ginnastica artistica della provincia cinese dello Zhejiang.

Una nuotatrice è lanciata fuori dall'acqua durante una competizione di nuoto sincronizzato alle Olimpiadi di Londra 2012.

Lo schermidore italiano Andrea Baldini esulta dopo la vittoria contro il giapponese Yuki Ota ai giochi olimpici di Londra.

Suweys, 19 anni, vive a Mogadiscio ed è capitano di una squadra di basket femminile. Ad ogni partita le ragazze sfidano gli estremisti islamici perché praticare questo sport è vietato alle donne.

Il lottatore di sumo Kenji Daido fotografato a Tokyo.

Una partita di football americano in un ex campo militare portoghese di Dulombi, in Guinea Bissau.

La preghiera prima del pranzo di un ospite di una mensa dei poveri di Youngstown, Ohio. Si stima che una persona su tre a Youngstown viva al di sotto della soglia di povertà.

Per 43 anni Mirella, 71 anni, ha diviso la vita con Luigi. E continua a farlo, anche se nella loro coppia è subentrato un terzo incomodo: la malattia di Alzheimer. La donna è diventata la principale caregiver del marito.

La polizia a caccia di gang a San Salvador (El Salvador).

Ora che Rio de Janeiro si prepara alle Olimpiadi 2016, la vita nelle favelas sta lentamente migliorando. In molte si costruiscono nuove strade, i bambini giocano e le madri accompagnano i figli a scuola. L'abuso di alcol e droghe rimane comunque alto. Che cosa accadrà quando i giochi saranno finiti?

Ritratto dell'artista ed attivista per i diritti umani cinese Ai Weiwei.

Una casuario australiano (Casuarius casuarius) fotografato all'ora di pranzo. Questo pennuto a rischio estinzione è fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema australiano, perché si fa vettore di semi su distanze lunghissime.

Nuove ricerche mostrano che il Pinguino Imperatore (Aptenodytes forsteri) è capace di triplicare la propria velocità nel nuoto rilasciando milioni di bolle che riducono l'attrito tra le piume e l'acqua marina ghiacciata. Grazie a questa tecnica i pennuti, come questo fotografato nel Mare di Ross, in Antartide, raggiungono anche i 30 chilometri orari.

Uno squalo balena attende che la risacca gli riempia le fauci di plancton. Siamo nella riserva marina di Hanifaru Bay, Maldive.

Le foto che seguono documentano fedelmente la realtà cruenta della guerra, delle torture e delle violenze sui civili nelle zone di conflitto e potrebbero urtare la sensibilità di alcuni utenti.

Per vedere ugualmente le foto segui questo link

Guerre, torture, violenze, povertà. Quello dipinto dagli scatti che vedrete è un panorama piuttosto desolante del mondo in cui viviamo. Forse, viene da pensare, perché è più facile che un fotoreporter si trovi a documentare una situazione drammatica piuttosto che un momento di calma quotidianità. Ma è bene che i drammi che ci circondano vengano alla luce, attraverso gli occhi della fotografia, e si mostrino nella loro violenta realtà. Piuttosto che rimanere sommersi e dimenticati alle fine di un servizio al telegiornale.

Nella foto, una nube di fumo si alza dalla città di Gaza, dopo un attacco israeliano nei territori Palestinesi il 18 novembre 2012.