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Il cervello di Cartesio

Un software permette di elaborare la forma del cervello a partire da resti umani anche incompleti: il metodo, applicato al teschio di Cartesio, ha rivelato una anomalia del cervello del filosofo francese.

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Lo studio del cervello dei "geni riconosciuti" è un campo di ricerca relativamente sviluppato. Si basa sul presupposto che la morfologia del cervello - lo studio della forma e della struttura del cervello - possa rivelare dettagli che spieghino intelligenza e genialità. Nel secolo scorso non sono mancate le occasioni - si è per esempio studiato il cervello di Einstein - ma come si fa quando i resti umani non ci sono più, perché decomposti, come nel caso di Cartesio?

 

Un'equipe di ricercatori di anatomia medica forense ha prelevato il teschio (che è privo della mandibola e della parte inferiore) del filosofo e scienziato francese dalla teca dov'è esposto, al Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi, per sottoporlo a una tomografia computerizzata (TC) e, dalla scansione, costruire un modello 3D completo del cranio e del cervello che lo occupava.

 

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Ricostruzione in 3D del cervello di René Descartes (Cartesio). | Charlier Philippe et al.
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Il cranio di Cartesio (1596-1650): gli odierni studi scientifici sulla morfologia del cranio sono molto distanti da quelli (pseudoscientifici) della frenologia. Questa era una pratica, diffusa nel 1800, con la quale si presumeva di poter dedurre psiche e inclinazioni di una persona studiando la forma e le proporzioni del cranio. Il maggiore esponente italiano di questa pratica fu Cesare Lombroso (1835-1909). |

Il modello digitale risultante dalla TC è stato infatti analizzato ed elaborato grazie a un programma che tiene conto dei meccanismi di formazione e sviluppo del cranio umano. L'equipe è riuscita così a risalire al volume e alla forma del cervello di Cartesio.

 

Il volume, paragonato a quello di 102 cervelli studiati in dettaglio nel secolo scorso, è stato classificato come perfettamente normale, ma lo studio (sommario, in inglese) ha rivelato un anomalo rigonfiamento nell'area della corteccia frontale (nel momento in cui il software ha "riempito" il modello 3D), ossia una zona cruciale per l'elaborazione del significato delle parole e per il pensiero astratto.

 

Non è possibile sapere se Cartesio sia nato con questa "anomalia" o se sia stato l'utilizzo a strutturare in quel modo il suo cervello. Forse, per risolvere l'enigma, ci può aiutare proprio lui: "non è sufficiente avere una buona mente", scriveva agli inizi del 1600, "l'importante è usarla nel modo giusto".

 

24 maggio 2017 | Davide Lizzani