I segreti per correre una maratona

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Stefano Baldini, vincitore della maratona olimpica di Atene (2004) con il tempo di 2 ore, 10 minuti e 55 secondi

Abbiamo incontrato Stefano Baldini, il trionfatore italiano alla Maratona di Atene del 2004. A lui abbiamo chiesto alcuni consigli per i nostri maratoneti focusiani.
(Carlo Dagradi, 12 aprile 2008)

Stefano, qual è la prima regola per diventare maratoneti?
«Non avere nessuna fretta: oggi la Maratona è una corsa estremamente “di moda” e tantissimi sono spinti a farla con entusiasmo. Questo è un fatto certamente positivo, perché correre fa davvero bene al corpo e alla mente. Ma non deve far dimenticare che l’approccio di chi, per la prima volta, si avvicina a questa esperienza deve essere del tutto privo di agonismo».

Quindi, conta molto il tempo che si dedica all’allenamento…
«Sì, anche e soprattutto in termini di qualità. Mentre ci si allena bisogna ascoltare al massimo il proprio corpo, senza chiedergli sforzi eccessivi. Sei mesi di allenamento, come quelli che proponete voi, sono davvero alla portata di tutti. Richiedono un certo impegno, senza dubbio, ma soprattutto vanno vissuti come un’esperienza gioiosa e senza “pretese”. L’obiettivo è arrivare al traguardo, ma arrivarci con la felicità e la preparazione che consente di godere al meglio di tutte le emozioni bellissime di New York».

Non è un caso che quella città abbia visto crescere una delle gare più belle al mondo…
«Già, soprattutto per la partecipazione straordinaria della gente. New York è ottima come prima maratona, e va fatta con lo spirito giusto. Se si arriva troppo provati al traguardo, o se si è troppo tesi durante gli allenamenti perché si vuole a tutti i costi avere un’altra prestazione, si rischia di non prendere il meglio da questo straordinario sport».

01 Aprile 2008