I segreti dei tatuaggi dei criminali russi

Dalle foto ufficiali degli archivi di polizia e dagli studi del criminologo Arkady Bronnikov, una selezione di fotografie scattate tra gli anni '60 e '80 nelle prigioni sovietiche, dove i tatuaggi erano storie scritte in un codice tramandato da generazioni. Ecco in breve che cosa rappresentavano alcuni dei simboli più ricorrenti.

0102030405060708091011111211314151161171181920Approfondimenti
01

La casa editrice Fuel sta pubblicando una raccolta di oltre 180 fotografie tratte dagli archivi ufficiali di polizia e dal catalogo personale del criminologo Arkady Bronnikov.

Nella foto, i dollari, i grattacieli e il mitra con incise le lettere "US" celebrano lo "stile mafioso" americano. Gli occhi significano "ti tengo d'occhio" e si rivolgono agli altri detenuti.

02

Arkady Bronnikov ha lavorato al Ministero degli Interni dell'Unione Sovietica dal 1963 al 1991.

Questi tatuaggi imitano quelli che nella gerarchia criminale vengono definiti "vor v zakone" (ladri nella legge). Questo galeotto però non fa parte di questa categoria. Secondo Bronnikov, non appena un detenuto arrivava in prigione o nel campo di lavoro, si rendeva conto che i "vor v zakone" detenevano grande potere, così cercavano di elevare il loro status copiandone lo stile.

03

Bronnikov ha raccolto fotografie e interviste da metà anni Sessanta a metà anni Ottanta nelle prigioni dell'Urss, principalmente negli Urali e in Siberia, diventando il più grande esperto di simbologia "criminale" sovietica e costruendone l'archivio più completo.

Ecco di nuovo gli occhi sul petto, a dire: "posso vedere tutto". Scene di battaglia e cavalieri in armatura rappresentano i carnefici, categoria che, sempre nella gerarchia criminale, risponde ai comandi del "pakhan".

04

Nel 2013 la casa editrice Fuel ha acquisito la collezione di Bronnikov, che conta ben 918 fotografie, e alcuni documenti ufficiali di polizia, allo scopo di pubblicarne una selezione in due volumi.

La scritta sul ventre cita in russo la frase "homo homini lupus", mentre sulle braccia si legge: "vivi nel peccato, muori ridendo". Il pirata con il pugnale tra i denti con l'acronimo "IRA" (anche nome di donna) simboleggia l'odio verso i prigionieri che collaborano con le autorità.

05

L'immagine di Lenin è ricorrente nei tatuaggi dei galeotti, a volte accompagnato dalle lettere "BOP" che portano un doppio significato. L'acronimo sta per "leader della rivoluzione d'ottobre", ma "vor" significa anche "ladro". Sebbene le immagini di Lenin e di Stalin avessero spesso un valore patriottico, alcuni se le facevano tatuare per proteggersi, poiché si pensava che alle guardie fosse impedito di sparare all'immagine dei grandi leader.

06

Benché l'archivio avesse uno scopo unicamente pratico, e cioè quello di decodificare il linguaggio dei galeotti, le foto tradiscono il lato umano delle persone ritratte.

Il serpente intorno al collo simboleggia la dipendenza da una droga. Spesso i reclusi erano alcolisti o tossicodipendenti. I pantaloni indossati da questo detenuto sono quelli "riservati" ai prigionieri recidivi considerati particolarmente pericolosi, condannati per i crimini più gravi.

07

L'aquila bicefala è il simbolo della Russia fin dal XV secolo. Durante gli anni dell'Unione Sovietica, quando falce e martello rappresentavano lo stato, tatuarsi questo simbolo era un atto di ribellione l'autorità sovietica. Sul petto a sinistra si vede la Statua della Libertà, metre a destra un oscuro personaggio impugna una pistola e rappresenta l'essere pronti a commettere violenza. Su un braccio si legge "memento mori".

08

Mentre i volti dei galeotti sembrano fornirci uno spiraglio sui loro sentimenti, i tatuaggi hanno permesso a Bronnikov di decifrare la loro storia criminale.

Sopra la croce si legge: "Oh signore, salva e proteggi il tuo servitore Viktor". Sotto la croce invece: "Dio, non giudicarmi dalle mie azioni, ma dalla tua misericordia". Sopra il pube ancora "ebu nuždu i gore", che significa pressappoco (ma molto più volgare): "al diavolo la povertà e il dolore".

09

Il testo sulle palpebre dice: "Non svegliarti". I tatuaggi sugli occhi venivano fatti inserendo un cucchiaio di metallo sotto la palpebra per evitare che l'ago perforasse il bulbo oculare.

101

Questo ladro è tatuato in stile tradizionale: il busto è coperto da una chiesa (a volte da una croce), il che ostenta la devozione alle tradizioni dei ladri. Il numero delle cupole della chiesa, in questo caso sei, rappresenta il numero di condanne. Sulla gamba sinistra si nota un galeone, a rappresentare il passato da migrante. Sulla gamba destra un genio esce da una lampada, anche questo a significare la dipendenza da una droga.

111

Sulla coscia sinistra un boia incappucciato è in piedi di fronte a una donna seminuda. Si tratta di un tatuaggio comune a persone condannate per avere ucciso un familiare, in questo caso una donna. Significa anche "morte ai traditori". La donna nuda con il serpente sull'avambraccio invece significa che questo detenuto ha commesso un reato a causa di una donna.

121

Le campane simboleggiano che chi le porta ha terminato un'intera pena detentiva e sta attendendo di uscire. Nella scritta che le accompagna il detenuto maledice i "signori comunisti-satanisti" per l'infanzia passata a fare la fame. La finestra con le sbarre sta a significare che il detenuto ha passato del tempo in una scuola correzionale speciale. Altri tatuaggi simboleggiano la ribellione contro le autorità e la legge.

13

Sulla gamba sinistra la parola "slon", che significa letteralmente "elefante" è anche acronimo di "sventure fin dalla tenera età". Le maschere sulla gamba destra rappresentano la felicità prima della prigione e la tristezza dopo la prigione.

14

Nel testo sul polso sinistro si legge "zlo" e significa "male". Può essere interpretato come "mi vendicherò sull'autorità". L'acronimo "BARS" viene interpretato come "morte agli attivisti", ovvero a chi collabora con la polizia. Quasi tutti gli acronimi potravano un doppio significato. Quello più neutro veniva rivelato alla polizia, se interrogati, per nascondere quello reale. Per esempio "morte ai poliziotti, libertà ai ladri" poteva diventare "amo l'halva, la marmellata e lo zucchero".

151

Qui si legge: "la prigione per un carcerato [chiamato comunemente "zek"] è una scuola di criminalità". Com'è comprensibile, significa che una persona condannata per reati minori imparerà durante la prigionia a migliorare le sue doti criminali.

161

Questo prigioniero è affetto da sifilide. Chi soffriva di malattie veneree in prigione veniva chiamato "buketnik". La figura dello scrittore è spesso esibita nei tatuaggi dai borseggiatori, che utilizzano oggetti affilati e appuntiti per portare a termine i loro furti. La candela è un motivo tradizionale dei ladri. La finestra con le sbarre significa "nato in cella" o "la prigione è il mio destino". Il pirata sul braccio indica un'inclinazione al sadismo e l'insofferenza verso i collaboratori.

171

In questa foto è ritratto un prigioniero politico estone. Sulla sua spalla c'è una stella, che ne denota lo status di semi-autorità. Si tratta di un nazionalista che ha lottato per la sovranità delle repubbliche baltiche.

18

Quest'uomo è un assassino. Lo si comprende dal guerriero con la spada rappresentato sul petto e dal pugnale sul collo. Le due "stelle dei ladri" sulle clavicole fanno di lui un'autorità, così come la spallina militare disegnata sulla spalla.

19

Sul petto di quest'uomo si legge: "chi non è con me è contro di me". La svastica indica probabilmente simpatie nazi-fasciste, ma potrebbe essere un atto di ribellione contro l'amministrazione della prigione o del campo di lavoro. Durante l'Unione Sovietica tatuaggi come questo venivano rimossi chirurgicamente. Il tatuaggio di una sirena può indicare una sentenza per violenza su un minore.

20

L'acronimo "SOS" ha diversi significati, tra cui "salvami dal giudizio" o "padre, salva tuo figlio". Ogni croce sulle nocche rappresenta una condanna portata a termine. Sulla mano si legge anche "Tanja" (il nome di una donna) e, sopra il sole che sorge, "amore silenzioso".

La casa editrice Fuel sta pubblicando una raccolta di oltre 180 fotografie tratte dagli archivi ufficiali di polizia e dal catalogo personale del criminologo Arkady Bronnikov.

Nella foto, i dollari, i grattacieli e il mitra con incise le lettere "US" celebrano lo "stile mafioso" americano. Gli occhi significano "ti tengo d'occhio" e si rivolgono agli altri detenuti.