Buon appetito! I ristoranti più strani dove dirlo

Qual è il posto più strano dove si può mangiare? Per chi cerca un'alternativa alla solita pizzeria o al ristorantino vista mare, ecco l'elenco dei locali più curiosi dove potersi dire "buon appetito". Appesi a una gru o dentro una caverna, seduti sul WC o su blocchi di ghiaccio, sott'acqua o sotto le stelle, dentro una prigione o tra le bare di un cimitero, senza vestiti o indossando solo abiti bianchi: ce n'è davvero per tutti i gusti. E, a sorpresa, senza necessariamente dover andare dall'altra parte del mondo.

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Non poteva mancare all'appello la città dove tutto è possibile: Dubai, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. All'interno dell'esclusivo hotel dei record Burj al Arab, soprannominato "la vela di Dubai", è possibile scendere sotto il livello del mare per pranzare o cenare al ristorante Al Mahara gustando le sue specialità di pesce (neanche a dirlo!). Gli ospiti vengono fatti accomodare intorno a un gigantesca vetrata cilindrica che permette di ammirare la vita subacquea del Golfo. Considerata una vera e propria attrazione turistica, in realtà non è proprio alla portata di tutte le tasche, ma d'altro canto si trova all'interno di un hotel 7 stelle...

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Per una serata tra le stelle, se di stelle vere si parla, si può cenare sospesi in aria a 50 metri di altezza, tra menu raffinati e panorami mozzafiato. È il Dinner in the Sky, il temporary restaurant che da anni fa tappa nelle principali città del mondo: una struttura che ricorda una grande gondola, sospesa in cielo grazie a una gru, da cui ammirare i monumenti e gli scorci più suggestivi della città.
Nato in Belgio alcuni anni fa ma fin da subito diffuso in tutto il mondo, questo "ristorante volante" può ospitare 22 ospiti alla volta, proponendo menu firmati dai più grandi chef. Il prezzo non è affatto economico (da 800 a 1500 euro a persona), ma l'esperienza è di quelle da provare una volta nella vita.
E se la vostra città non rientra tra le tappe programmate, potete sempre affittarlo e in un apio d'ore verrà installato anche nel giardino di casa.

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Avete mai sognato di avere un ristorante tutto per voi? Niente camerieri che volteggiano tra i tavoli, niente vicini chiassosi, nessuna sedia da spostare per far accomodare qualcuno al tavolo dietro al vostro. Tutto questo è possibile, almeno se si hanno 500 euro da investire in un'esperienza culinaria davvero unica.
Si chiama "Solo per due" e non a caso: ha un unico tavolo con solo due posti disponibili, caratteristica che gli vale il record del ristorante più piccolo del mondo. E il primato è tutto italiano, perchè questo locale si trova a Vacone, in provincia di Rieti, un'ora di auto circa da Roma.
Aperto 24 anni fa in un'incantevole casa di campagna del XIX secolo, ha mantenuto nel tempo la sua romantica impronta originale, rivolgendosi in particolare alle coppie di innamorati a cui vengono riservate tutte le attenzioni per una serata indimenticabile.

Micro e macro: quando le dimensioni contano davvero.

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Aggrappato sul fiano di una scogliera a strapiombo sul fiume Yangtze con i tavoli dentro una grotta: non è forse tra i più comodi da raggiungere, ma sicuramente è uno dei ristoranti più pittoreschi al mondo.
Il Fangweng Restaurant si trova nel distretto cinese di Yiling, a pochi passi dalla celebre Three Travelers’ Cave, la magnifica grotta dei primi tre viaggiatori - così chiamata per le poesie incise sulle sue pareti risalenti all'anno 819 - ricoperta di stalattiti e stalagmiti.
Costruito a centinaia di metri da terra, quello che più colpisce non è tanto il bel panorama sul fiume o la vista dei bungee jumpers che si lasciano cadere nel vuoto dal ponte di fronte, quanto il senso di instabilità ed equilibrio precario dell'intera struttura che genera un brivido costante anche ai più avventurosi.

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Queste due signorine, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sono in bagno ma al ristorante. L’arredamento non lascia dubbi: il tema di questo locale è la toilette. Nel 2006 un ristoratore di Kaohsiung (Taiwan) ha aperto il primo Modern Toilet Restaurant, che in pochissimo tempo è diventato una vera e propria catena di ristoranti.
Qui non esistono piatti e scodelle, ma gabinetti, vasche da bagno e lavabi in miniatura, dove vengono serviti piatti tipici della cucina locale. Si può anche prendere soltanto un gelato da passeggio, ma al posto del cono o della coppetta viene servito in contenitori di plastica a forma di WC.

Per completare l'esperienza, non perdere la gallery: WC per tutti i gusti.

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Un gruppo di nudisti mangia in un ristorante di New York nel giorno del Clothing Optional Dinner quando - come dice il nome stesso - i vestiti non sono richiesti. E anche gli imbarazzi sono banditi: chi di solito ama essere libero dal giogo degli indumenti qui, una volta al mese, può trovare un’atmosfera elegante e raffinata, diversa dalle spiagge e dai luoghi selvaggi dove di solito si ritrovano i naturisti.
I camerieri e le persone dello staff sono vestite ma i clienti devono abbandonare, sciarpe, cappotti, vestiti e biancheria intima nel guardaroba all’entrata.
E per evitare spiacevoli incidenti in queste sere non sono servite minestre calde.

Guarda anche la singolare protesta di un gruppo di inglesi contro la dipendenza dalla benzina: tutti nudi in bicicletta per le strade di Londra.

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Una pentola galleggia sul soffitto come per magia, prende una curva e si precipita verso il basso con una ripida spirale che termina direttamente sul tavolo. Follia? Allo Schwerelos di Amburgo no.
Niente più attese nè camerieri in questo ristorante: si ordina tramite i touchscreen disposti su ogni tavolo e i piatti arrivano al tavolo trasportati da un'incredibile sali-e-scendi di binari, scivoli e anelli.
Abolito totalmente il servizio al tavolo, lo Schwerelos ha creato un sistema di montagne russe davvero ingegnoso per trasportare pietanze e bevande dalla cucina al tavolo, facendo fluttuare il tutto sopra le teste dei clienti.
L'idea innovativa è stata replicata al FoodLoop dell'Europa Park: cosa poteva esserci di meglio delle montagne russe per cibi e bevande per un ristorante all'interno di un parco a tema?

Non perderti la gallery sulle montagne russe a... pedali.



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Può sembrare ridicolo, ma questa volta è per una buona causa. Il cameriere della foto porta in testa un enorme preservativo, come se fosse un cappello. Il motivo? È presto detto: il signor Mechai Viravaidya, proprietario di questo ristorante di Bangkok, in Thailandia, da anni è impegnato nella battaglia contro l’Aids e ha ideato il locale proprio per promuovere l’uso dei contraccettivi.
Al Cabbages and Condoms – letteralmente "preservativi e cavoli" – con il caffè invece del cioccolatino ogni cliente ha in omaggio un profilattico. La ragione di un nome così particolare è che Viravaidya vorrebbe che i profilattici fossero diffusi quanto i cavoli.

Ma c'è anche chi con i profilattici ha rivestito un'intera galleria: guarda qui.

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L'idea in realtà non è delle più nuove, risale anzi alla notte dei tempi, ma rispolverare il baratto e portarlo al ristorante è comunque una sfida. Ha aperto nel centro di Firenze L'e'Maiala (colorita espressione toscana che significa “La situazione è grave”), il primo ristorante anticrisi dove è possibile pagare la cena con merci e oggetti vari anzichè in vile denaro. Una formula anticrisi che porta con sè il sapore antico di usanze ormai perdute.
Attenzione però: è necessario accordarsi telefonicamente con i proprietari il baratto già in fase di prenotazione, mettendo sul piatto gli oggetti con cui si intende pagare il conto. Sono ben accetti prodotti e primizie della terra, ma anche artigianato locale e oggettistica di antiquariato o modernariato, preferibilmente tipici toscani.

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Ci sono luoghi capaci di trasformare l'esperienza di una cena in qualcosa di molto più profondo. Chi prenota un tavolo alla Fortezza Medicea di Volterra sa di non andare in un ristorante qualsiasi, ma in una prigione, e nemmeno in disuso. La fortezza infatti ospita un carcere di massima sicurezza in cui ladri, assassini e mafiosi scontano il loro debito con la giustizia. 
Gli ospiti, dopo aver ricevuto il nulla osta dal Ministero di Grazia e Giustizia e aver lasciato cellulari e oggetti di metallo all'ingresso, vengono fatti accomodare nella cappella sconsacrata del 14° secolo, trasformata per l'occasione in una sala da pranzo con tanto di candele dove sarà servito il menu della cena preparato e servito dai detenuti.
Il tour di otto cene benefiche e solidali della stagione 2011/2012, terminato lo scorso giugno, ha una doppia valenza sociale e benefica: da un lato rappresenta un'occasione concreta di riabilitazione per i detenuti, dall'altro è un modo per fare beneficenza. Il ricavato infatti viene interamente devoluto a progetti umanitari.

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“Presto, infermiera: 1.800 cc di Vodka! E passatemi quei gamberi saltati, subito!” Non è la parodia della fiction “ER - medici in prima linea", ma è quello che può capitare di sentire in un ristorante di Taipei (Taiwan) al DS Music restaurant.
Qui per avere un cocktail bisogna dire “Vorrei ordinare una medicina” ed ecco che arriva subito un’infermiera pronta a somministrarvi la bevanda per via “endovenosa”. Se si deve andare alla toilette invece bisogna chiedere della “sala emergenza”. All’ingresso una caposala registra i clienti con un finto “misuratore di pressione”. E tutto intorno sedie a rotelle, stampelle e apparecchi ai raggi X decorano – si fa per dire - l’ambiente.

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Un esercito di gastronauti ha invaso le strade di Ferrara, cellulare alla mano, armato di sedie, tavolini e cesto da pic nic. Nessuna protesta o manifestazione. ma l'ultima tappa dell'ormai famosa Street Dinner, l'iniziativa tutta italiana di "social dinner open air" alla sua terza edizione. Le uniche certezze per i 300 partecipanti - di bianco vestiti, come richiede l'organizzazione - sono la data e l'originalità dell'evento, ma tutto il resto rimane segreto fino all'ultimo momento, quando una serie di sms comunica il luogo dell'aperitivo sotto le stelle, dove ritirare sedie, tavolo e vettovaglie e, infine, la tanto sospirata location della cena. Che ovviamente si svolge all'aperto, in luoghi affascinanti dove non si sono mai organizzati eventi prima.

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Un gatto dorme beato in una delle cucce sparpagliate tra le mura di casa. Niente di strano, se non fosse che il locale in questione è un bistrot, precisamente il Cafe Neko (che in giapponese significa “gatto”) di Vienna.
In quello che è il primo “Cat Cafe” europeo, i cinque gatti residenti – Sonja, Thomas, Moritz, Luca e Momo - la fanno letteralmente da padrone girando tra i tavoli, saltando sulle sedie, leccandosi pigramente o appisolandosi qua e là, mentre i clienti, tra un caffè e un dolcetto, possono farli giocare, coccolarli o semplicemente godere della loro compagnia.
Nati in Giappone per la felicità degli amanti dei felini, che qui difficilmente possono tenerli nei loro piccolissimi appartamenti, il successo di questa moda ha in breve valicato i confini del Sol Levante per sbarcare anche nel nostro continente. E il primo è stato aperto proprio da un giapponese doc, Takako Ishimitsu.
I residenti felini, che provengono tutti da un rifugio per animali abbandonati, non sembrano per nulla disturbati dal via vai di avventori. Poche regole ferree vietano ai clienti di infastidirli se non gradiscono le loro attenzioni o se stanno dormendo, ma solitamente sono proprio loro ad avvicinarsi regalando fusa a profusione.
Ovviamente, i cani qui non possono entrare.

È vero che i gatti si affezionano più alla casa che al padrone?

Guarda anche un'intera passerella di gatti.

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Alcuni clienti cinesi cenano "comodamente" seduti su panche di ghiaccio. Realizzato ogni anno ex-novo dallo Shangri-la Hotel di Harbin, in Cina, in occasione del locale Festival del Ghiaccio e della Neve, questo ristorante di ghiaccio per compensare il grande freddo propone pasti molto caldi, soprattutto zuppe e minestre, che i clienti divorano per riscaldarsi. Per quanto possa sembrare strano, la temperatura interna stabile a meno 3-4 gradi sotto zero risulta confortevole a confronto con quella esterna, che spesso scende a meno 20 gradi.

Arte da brividi: guarda le sculture di neve giganti del Sapporo Snow Festival in Giappone.

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A fronte di dieci milioni di cani macellati ogni anno per finire nei piatti di alcuni locali cinesi (la stima è dell’Animals Asia Foundation di Hong Kong), per fortuna ci sono anche locali in cui i cani ci vanno per mangiare. Qui i padroni possono accomodarsi sul tavolo con i propri amici a quattro zampe per mangiare insieme a loro. È il caso del Coolbaby, il primo ristorante per cani di Pechino dove, a prezzi modici, i padroni possono scegliere il menù più indicato per il loro amico con specialità studiate apposta in base alle esigenze delle differenti razze, età e misure. Ma non solo: la struttura di oltre 40 ettari è un enorme parco divertimenti per cani con annessi negozio, piscina, toilette e percorsi dedicati interamente agli amici a quattro zampe.

La moda dei ristoranti per cani è arrivata anche in California: guarda qui.
Sai cosa quali alimenti fanno male al tuo cane? Scoprilo con il nostro multimedia.

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Si chiama Lucky Hotel, ma è un ristorante e in qualche modo anche un albergo... per i morti.
Il locale si trova, infatti, in un vecchio cimitero musulmano della città di Ahmedabad, in India. Offre piatti rigorosamente vegetariani a ben 300 clienti al giorno, che mangiano, chiacchierano e sorseggiano tè con i biscotti seduti su tavoli di legno, disposti tra 22 famose tombe di santi e poeti sufi. È per questo che il proprietario ha deciso di non demolirle e i clienti sembrano apprezzare: quelli più affezionati si dicono felici di poter riflettere sulla brevità della vita, tra una portata e l’altra.

Morte 2.0: arriva la lapide interattiva.

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Leggete attentamente il menù e prenotate sul touch screen il vostro piatto preferito: subito un androide travestito da samurai arriverà al vostro tavolo con la pietanza richiesta. Non siamo in un film di fantascienza ma all'Hajime Restaurant, il primo ristorante giapponese in Thailandia ad aver "assunto" camerieri robot (vedi video qui sotto).
Gli inservienti meccanici fanno di tutto per guadagnarsi la mancia, incluso danzare per i clienti tra una portata e l'altra e ritirare in un batter d'occhio i piatti sporchi. Inutile dire che il locale ha grande successo, e c'era da sperarlo: per allestirlo la giovane imprenditrice Lapassarad Thanaphant ha speso la bellezza di 30 milioni di Baht (oltre 750 mila euro).
Più umani dell'uomo: gli androidi più simpatici in circolazione

[E. I.]

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Se si pensa che il ristorante, vero e proprio così come noi lo conosciamo, è nato come luogo di “ristoro” nel XVIII secolo, è difficile credere a quello che si può fare qui. In questo ristorante di Tokyo, in Giappone, gli avventori non si riposano mai: allo Zauo infatti il cibo bisogna guadagnarselo. Armati di canna ed esche, i clienti devono pescarsi la cena in una delle vasche del ristorante, scegliendo poi se farsi cucinare il pesce dallo chef o arrostirlo da sè su uno dei barbecue a disposizione.
Un problema che nei primi ristoranti non si sarebbe mai potuto presentare: allora non si mangiava pesce, ma solo minestre servite calde per rifocillare i viaggiatori che si fermano in questi locali prima di riprendere il cammino.

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Atmosfera gotica e la possibilità di fare le ore piccole. Nel Club Count Dracula di Bucarest, infatti, più tardi si arriva e meglio è. Ma sia chiaro: si entra solo per una libera scelta, come avvisano i signori dal mantello nero che accolgono i clienti all’ingresso. Per cena però niente sangue umano: la cucina è quella tipica della Romania.
Pare che il ristorante sia stato costruito proprio sulle ceneri della casa di Vlad III, crudele signore di Valacchia dal 1456 (detto anche l’impalatore), a cui si è ispirato lo scrittore Bram Stoker, nel suo romanzo “Dracula”. La storia del vampiro di Transilvania è una delle storie più raccontate soprattutto al cinema: 160 sono i film che hanno per protagonista Dracula e 650 quelli in cui fa solo da “comparsa”.

Entra nella vera casa di Dracula, vampiro extra-lusso.

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In questo ristorante si mangia da cani, e non è un insulto alle qualità dello chef. Il TrueFoodForDogs, a Newport Beach, California, è un ristorante dedicato esclusivamente a Fido e propone cibi accuratamente selezionati per essere a misura di cane. Si va dalla carne con verdura, al pesce, alla pasta, dal tacchino alle patate arrosto. Tutte pietanze di alta cucina adatte anche per il consumo umano, nel caso qualche accompagnatore volesse servirsi. I padroni possono partecipare ai corsi di cucina per cani organizzati presso il locale, mentre una volta al mese si tiene un imperdibile "Yappy Hour": aperitivo a buffet per quadrupedi e bipedi, così ci si conosce e si scambiano quattro chiacchiere.

Non poteva mancare all'appello la città dove tutto è possibile: Dubai, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. All'interno dell'esclusivo hotel dei record Burj al Arab, soprannominato "la vela di Dubai", è possibile scendere sotto il livello del mare per pranzare o cenare al ristorante Al Mahara gustando le sue specialità di pesce (neanche a dirlo!). Gli ospiti vengono fatti accomodare intorno a un gigantesca vetrata cilindrica che permette di ammirare la vita subacquea del Golfo. Considerata una vera e propria attrazione turistica, in realtà non è proprio alla portata di tutte le tasche, ma d'altro canto si trova all'interno di un hotel 7 stelle...