Curiosità

I flash mob che hanno fatto storia

Piccoli e grandi eventi collettivi che prendono vita in luoghi simbolo, attraverso il passaparola. Giusto il tempo di lasciare il segno e poi svanire nel nulla. Ecco i più famosi.

Un flash mob (dall'inglese flash "rapido" e mob "folla" ma anche "mobile" nel senso di cellulare) è un incontro inaspettato di persone che si riuniscono in un luogo stabilito per compiere tutti assieme un'azione, e poi disperdersi. I partecipanti di solito si accordano usando le nuove tecnologie: social network, sms, la posta elettronica, forum. E in genere lo fanno in silenzio e senza lasciar trapelare nulla prima dell'evento. Per poi svanire altrettanto misteriosamente. Il primo flash mob di cui si ha notizia sarebbe avvenuto a Manhattan nel giugno 2003, quando una grande folla di flash mobber si recò nel negozio Macy fingendo di voler acquistare un tappeto dell'amore. Da allora, flash mob di varie dimensioni sono apparsi nella città di tutto il mondo, anche nella variante smart mob, cioè con una valenza meno artistica e più politica o di protesta (dall'inglese smart "intelligente" e mob "folla"). Ecco alcuni esempi famosi...






Il silenzio è traditore
. Non poteva che intitolarsi così lo smart mob nato per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto accade nella Siria martoriata dalla guerra civile. Un gruppo di persone in strada a Sidney mima silenziosamente scene di guerra all'ordine del giorno nel paese mediorientale. Gli organizzatori appartengono a un gruppo di attivisti australiani non violenti che usano il silenzio come tecnica di comunicazione da l silenzio prendono anche nome: Silence is betrayal.

Questo video invece è stato girato in un ufficio di collocamento a Madrid, dove si è tenuto un un flash mob discreto con un gruppo di musicisti che si è esibito nella canzone dei Beatles Here come the sun, sotto l'accorta regia di un programma radiofonico.


Dedicato a Oprah
. Ecco un flash mob gigante di quelli possibili solo negli Usa: migliaia di persone accennano gli stessi passi di danza a un concerto dei Black Eyed Peas in strada a Chicago nel 2009, organizzato per festeggiare la 24esima edizione dello show di Oprah Winfrey la regina della tv americana.






Sempre Chicago nel 2010 ha ospitato anche lo smart mob contro la BP petroli colpevole di aver causato il disastro ambientale più grande della storia americana: lo sversamento di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. i partecipanti si sono recati all'ingresso del BP Bridge al Millennium Park di Chicago, durante la finale della Stanley Cup di hockey (un evento con centinaia di migliaia di fans) e hanno aperto un ombrello nero in segno di protesta.

Leggi anche: Flash mob in piazza.



Ma quanto pubblico ha un flash mob? Bè, a esclusione dei passanti che possono essere decine come migliaia, tutti quelli che riesce a raccattare in rete. Questo Flash Mob organizzato nel 2008 nella stazione Grand Central a New York, per esempio, è stato visto su Youtube più di 33 milioni di volte. E' una sorta di candid camera con 200 attori che all'improvviso si immobilizzano come statue. Il successo virale del video non è casuale: dietro c'è la sapiente organizzazione di Improve Everywhere, un gruppo che ha all'attivo più di 100 eventi collettivi nei luoghi simbolo di New York.



Insomma se c'è una patria dei flash mob quella è proprio la grande mela, dove si sono esibiti anche i Super Zeros (gioco di parole tra "supereroi" e "zero"), una gruppo di buontemponi vestiti da superoi Marvel che hanno improvvisato balletti e performance in strada e nei mezzi pubblici.


Un altro Flash mob musicale di dimensioni giganti è avvenuto due anni fa al Festival di Bayonne nel sud della Francia in concomitanza di un concerto di Lady Gaga. Le popstar usano spesso i flash mob per creare attenzione attorno ai loro concerti o per il lancio di un nuovo brano.




E infine, forse non lo ricordate ma anche noi di Focus.it due anni fa abbiamo organizzato a un flash mob assieme a Frascati Scienza a Piazza di Spagna a Roma dove un gruppo di 40 giovani ricercatori si sono messi a ballare la Haka, la danza tradizionale maori per sottolineare l'importanza della scienza.

Leggi anche: La comunicazione della Notte Europea dei Ricercatori ha lasciato il segno.

8 luglio 2013 Eugenio Spagnuolo
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