I concorsi di iFocus: Rétro

Il concorso Rétro ha riaperto i cassetti impolverati delle soffitte, ma soprattutto quelli della memoria dei lettori di Focus. Tante foto quante storie, insomma. È stata dura, ma anche questa volta siamo riusciti a scegliere. Ecco una raccolta delle foto che ci hanno commosso e incuriosito di più: vincitore, finalisti e semifinalisti in ordine alfabetico del concorso Rétro.

01_paola8002_giuliobattistin03_cogni04_bip105_emilioealma_306_ss12307_franza64_208_marziafm09_paolapeppoli10_andreanastri_2alberta59angemore_2atera47_2barbaradelbonassolaciupinaradanger78davsandonato67elir_3enrico.dottorigarfa_2gennyb85giada50giutopognjak47griguaheric59mirgio_2mone_22nandoquarantanembokid1949nonnagioiaollipollipaolapipierom_2renatapatatarodolfinoruskymaterschitiz_3tembotina46tornado57verdicollineveredanyzorrokim_2Approfondimenti
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Festeggiamenti prima della leva di paola80 (Paola Inzadi)
 
Ho partecipato a questo concorso dopo avere sfogliato insieme a mia nonna Teresa di 91 anni il suo album fotografico. Qui è ritratto suo fratello minore Mario Steffenini, classe 1922, al rancio in caserma. È il quinto a destra nella tavolata in primo piano. Sul retro della foto c'è una scritta di suo pugno: "Cari genitori vi mando questa mia foto fatta al giorno della festa dell'artiglieria". Pochi anni dopo questa foto, alla fine della guerra, Mario fu dato per disperso. In realtà era rifugiato a Cassino e tornò a casa, tra le lacrime di gioia dei familiari, proprio il 25 aprile del 1945. Purtroppo, nel 1950, a soli 28 anni, morì per una disgrazia annegando in un fiume in un caldo pomeriggio estivo.

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Ricordi di Giulio Battistin
 
Mentre facevo questa foto in una festa paesana, la mia mente è tornata indietro nel tempo a quando ero bambino e in un cortile vicino a casa mia ogni sabato ragazzi e ragazze si incontravano con chitarra e fisarmonica e ballavano e cantavano, mentre noi bambini guardavamo con un po’ d’invidia.

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Rétro… spinto di cogni (Diego Cogni)
 
Anni Settanta, sfilata d'auto d'epoca in via Roma a Torino. A un certo momento una delle auto ha incominciato a scoppiettare e si è fermata. Evidentemente la vecchiaia si è fatta sentire, ma grazie all'aiuto del pubblico ha poi ripreso la sua lenta avanzata.

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Un classico senza tempo di bip1 (Bruno Ippolito)
 
Il Subbuteo, ci giocava mio padre, ci ho giocato io, ci giocano i miei figli.

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1946: gita a Orta con i mezzi a disposizione di Emilio e Alma (Alma Rossi)
 
Questa è una vecchia foto di mia zia che teneva con cura nel suo album. Sul retro è scritto: “Orta, 11 agosto 1946”. La guerra è finita e chi è stato fortunato è ritornato a casa. E allora tutti in pellegrinaggio, dal Sacro Monte di Varallo al Sacro Monte di Orta, con l'unico mezzo a disposizione, per ringraziare, ricominciare a vivere e sperare in un futuro migliore. “Giornata indimenticabile e piena di allegria!”, così disse zia Maria, seconda vicino alla cabina, quando mi parlava di quel giorno.

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Officina meccanica anni 50 di ss123
 
Quando il lavoro era sacrificio, ma dava dignità e benessere. Ho trovato questa foto nel polveroso archivio dell'azienda, al momento della dismissione del fabbricato.

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Motoraduno sul Monte Pasubio (VI) 15.08.1939) di franza64 (Francesca Zambon)
 
Le foto sono state eseguite da mio zio Francesco Zambon e mi sono pervenute in negativo. Fanno parte di un nutrito archivio che è ora in mio possesso. Rappresenta un momento di uno dei motoraduni sul Pasubio, organizzati dal 1934 al 1939, interrotti poi per gli eventi bellici e ripresi nel 1950. I raduni volevano essere una manifestazione di carattere sportivo e patriottico, con l’obbiettivo di commemorare gli innumerevoli caduti nella Grande Guerra. In particolare, negli anni 1938-1939 (anni cui si riferiscono le foto) si volle celebrare il ventennale della Vittoria.

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Diventar grandi di marziafm (Marzia Martinelli)
 
La foto è stata scattata nel 1934 e ritrae mio nonno Umberto pronto per la scuola. Sono momenti in cui si vuole diventare grandi, ma la strada è ancora molto lunga. Chissà in quel momento come pensava sarebbe stato il suo futuro.

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Un "Valentino" del passato di paolapeppoli (Paola Peppoli)
 
Ho trovato quest'immagine in una scatola dei ricordi arrivata a me tramite mio padre, ereditata da mio nonno paterno (1900-1959). Mio nonno, che non ho conosciuto, ha passato la sua vita tra la Jugoslavia (quando era ancora italiana) e l'Italia (prima nel nord e poi qui a Roma). Questa foto ritrae un parente di mio nonno in una delle prime gare motociclistiche (dietro la foto c'è una dedica scritta in slavo, una città che non capisco, e la data 9 ottobre 1956). La gara si è svolta sicuramente a Fiume dove lui viveva a quei tempi.

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C'era una volta... il calzolaio! di andreanastri (Andrea Nastri)
 
Foto scattata al Presepe Vivente di Codiverno nel gennaio 2010. Il soggetto mi ricorda quando da piccolo passavo interi pomeriggi nella bottega del calzolaio del mio paese. Mi incantavo a guardare il suo minuzioso lavoro e ad ascoltare i suoi racconti. Non dimenticherò mai l'odore della colla, del cuoio e dei lucidi. Emozioni di altri tempi, quando le scarpe ancora si riparavano perché si passavano da fratello a fratello.

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Complesso Musicale (1931) di alberta59 (Alberta Aresu)
 
La foto è stata scattata il 24 agosto 1930 a Milano, probabilmente da un fotografo del tempo. Il secondo da sinistra è mio nonno materno, allora aveva 26 anni, si guadagnava da vivere suonando insieme ai suoi amici (che non ho mai scoperto chi fossero). La foto era stata spedita ai suoi genitori che abitavano a Cagliari. Mia madre allora aveva appena 2 mesi. Nonno Alberto ha fatto del suo hobby il suo lavoro. Non l'ho mai conosciuto, sono nata nel 1959, due anni dopo la sua morte.

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I miei cari nonni di angemore (Angela Morea)
 
Questa foto ritrae i miei nonni materni con mio zio. Fu scattata in un piccolo paese della Puglia dal fotografo locale il 9 Settembre del 1943. L'ho ritrovata tra le cose appartenute a mia nonna circa 3 anni fa. Sono molto legata a questa foto perché sia i miei nonni, sia mio zio purtroppo sono mancati. Mi sembrava insolita nel suo genere perché a differenza delle altre foto di famiglia, in cui sono tutti seri e in fila, mi trasmette molta tenerezza.

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Dolcezza e armonia di atera47
 
Fin da piccola rimanevo colpita da questa cartolina, tutte le volte che sfogliavo l’album "Ricordi di famiglia". Adesso la custodisco gelosamente, soprattutto per ricordare l'amore e l'armonia che c'era tra i miei genitori. Fu inviata da mio padre alla mia mamma all’inizio dalla guerra 1944.

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1940 - Soldati con Wanda Osiris di barbaradel (Barbara Dellantonio)
 
Questa foto l'ho scovata nell'album dei ricordi di mio suocero Guglielmo, un arzillo novantunenne che ama ricordare le sue avventure in guerra (anzi, come dice mio marito, non parla d'altro!). È stata scattata da un suo commilitone (91° Auto Reparto Pesante, di stanza a Torino prima della partenza per la Francia e poi per la campagna di Russia) il 12 agosto 1940, nei pressi del castello di Stupinigi. All'esterno della Reggia dove Wanda Osiris stava girando con Macario il film “Non me lo dire”, questo folto gruppo di soldati ha incontrato per caso l'attrice, che si è prestata volentieri a uno scatto.

bonassola

Si parte! di bonassola (Flavia Brognoli)
 
Ho ritrovato questa fotografia in cantina, faceva parte di un album fotografico di quando ero bambina. Ricordo perfettamente quel giorno: la fotografia è stata scattata dal mio papà, ci troviamo fuori dalla nostra vecchia casa, io e la mamma siamo pronte a vivere una nuova avventura in sella alla nostra nuova Lambretta. Sono emozionatissima.

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Quando le armi non erano "intellligenti" di ciupinara (Paola Giordano)
 
Questa foto per me ha un grande valore affettivo: rappresenta mio nonno paterno Antonio, ritrattto a Mostrar (Bosnia-Herzegovina) nel 1942, durante un momento di tregua dalla guerra e di allegria. L’ho ritrovata qualche anno fa alla sua morte, durante il riordino delle sue cose. Era in un sacchetto, con altre foto contenute in un elmetto militare, il tutto riposto in un angolo, sotto un mobile in cantina. Mio nonno è quello in piedi, con il braccio appoggiato sul commilitone che versa il vino nel bicchiere. Ha sempre mantenuto fino alla fine lo stesso sorriso di uomo sereno e buono.

danger78

Mark Twain 1835 di danger78 (Andrea Falasca)
 
Mark Twain, pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens (Florida, 30 novembre 1835 – Redding, 21 aprile 1910), è stato uno scrittore, umorista, letterato, lettore universitario e conferenziere statunitense. Usò anche lo pseudonimo "Sieur Louis de Conte", per esempio per firmare la biografia di Giovanna d'Arco. È considerato una fra le maggiori celebrità americane del suo tempo. William Faulkner scrisse che fu il "primo vero scrittore americano". Dati i trascorsi da pilota dei battelli a vapore sul Mississippi, fatto di cui era orgoglioso, è ritenuto che lo pseudonimo che si attribuì di "Mark Twain" derivi dal grido in uso nello slang della marineria fluviale degli Stati Uniti per segnalare la profondità delle acque: by the mark, twain, ovvero: dal segno, due (sottinteso tese). Tale grido indica una profondità di sicurezza (appunto due tese, circa 3,7 metri).

donato67

Charme di donato67
 
La fotografia è stata scattata il 15 giugno di quest'anno a Torino, Piazza San Carlo, in occasione di una sfilata di macchine d'epoca. L'eleganza della ragazza unita a quella dell'automobile mi aveva molto colpito, è stato come sfogliare un vecchio album di ricordi e rivedere le immagini di mia madre da ragazza. Ho fantasticato sul suo mondo e sul suo stile di vita e ho provato a riprodurli dando un effetto rétro alla foto.

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Mamma di elir (Elisa Ragagnin)
 
Una foto ingiallita uscita da una vecchia scatola di latta fa riaffiorare vecchi ricordi. Si tratta di mia madre, a quel tempo giovanissima, immortalata da un fotografo da spiaggia a Jesolo nel lontano 1949.

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Prima comunione di garfa

Morbegno (SO), anni Venti. Foto trovata tra i ricordi di una cugina nata a Morbegno, interessante per le espressioni e l'abbigliamento dei bimbi in attesa della cerimonia.

gennyb85

Trasportare il fieno di gennyb85 Genny Blanzan
 
Squarcio di vita quotidiana degli anni ’60 a Paularo, un piccolo paesino di montagna nella Carnia, alto Friuli. I protagonisti sono alcuni uomini, tra cui i miei nonni, immortalati nella fienagione: l’erba tagliata e fatta diventare fieno nei prati di alta montagna veniva trasportata nei fienili con grandi slitte in legno per sfamare gli animali. Dalla foto traspare la fatica, la contentezza ma soprattutto la magia di un antico mestiere: la fienagione.

giutopo

Chiamatemi di giutopo (Giusi Mazzoleni)
 
Ho fatto questa fotografia anni fa a un mercatino dell'usato e l’ho scannerizzata per iscriverla al concorso Rétro.

gnjak47

1954... mia mamma di gnjak47
 
Eccola in posa da modella: io la vedo bellissima! Il gelataio dietro di lei dà un tocco di dolcezza.

grigua

La scatola magica di grigua

Grigua osserva affascinato le prime immagini TV (1954). Peccato che la foto sia tagliata in basso.

heric59

Le mie radici di heric59
 
La Foto ritrae i miei nonni Angelantonio e Francesca con i loro figli da sinistra: Rodolfo, Elvira, Angelo, in più mia nonna in dolce attesa della quarta figlia Elena. Era il 1912 nella loro casa di Innsbruck (Austria) e la foto è scattata da un fotografo del posto. Questa foto è patrimonio dei ricordi di famiglia

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Centro meccanografico di MIRGIO (Mirco Martini)
 
Anni Sessanta: quando i calcolatori funzionavano a schede perforate. Si era agli inizi della meccanografia nelle aziende, avevo 20 anni e già da cinque lavoravo nel centro meccanografico della ditta. Qui le macchine perforatrici erano un po' più moderne in quanto possedevano una memoria in cui si registravano i dati ripetitivi ed erano elettroniche. Purtroppo non ho alcuna foto degli anni precedenti quando le perforatrici erano meccaniche e bisognava pigiare forte sui tasti. La foto è stata scattata in occasione di una mostra tenuta nel CRAL dell'azienda. Io sono in fondo a sinistra vicino alla finestra, gli altri sono ovviamente i miei colleghi, il signore "anziano" in primo piano è il capufficio.

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Il peso della valigia di mone_22 (Simone Sapienza)
 
Questo scatto è stato realizzato nel villaggio-museo di Skanes, a Stoccolma: un intero villaggio in cui tutto è riprodotto come nel 1891, con l'intento di preservare e mostrare i costumi della provincia scandinava prima dell'era industriale. Questa donna, di passaggio, con la sua valigia, mi ha fatto tornare indietro di 120 anni, facendomi venire in mente le tante persone che nell'ultimo secolo sono emigrate per cercar migliori fortune, economiche e non solo. Il titolo, invece, è ispirato da un brano di Luciano Ligabue, che racconta la storia di una piccola bambina che girovaga in viaggio, accumulando esperienze e sentimenti.

nandoquaranta

Venditore di noccioline del 1960 di nandoquaranta (Ferdinando Quaranta)
 
Sagra in un paesino della Val Trebbia: i banchetti che più intrigano i bambini sono quelli di dolciumi. Le collane di nocciole, il reganisso (che è la radice della liquirizia), le stringhe e i tortiglioni di liquirizia sono messi in bella vista e sotto ogni possibile attacco batterico. Una delle prime foto che ho scattato.

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Macchina fotografica a soffietto anni Trenta di nembokid (Roberto Burchi)
 
Questa "vecchia gloria" l'ho vista e fotografata al mercatino Londinese di Portobello. Era esposta insieme ad altre macchine fotografiche davvero interessanti. Però era lei la "regina" e le dominava dall'alto del suo trono.

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Il ritratto di PAOLAP  (Piron Paola)
 
Quando mia madre è mancata mio padre mi ha dato una vecchia scatola di latta dove lei conservava le foto sue e della famiglia. Mi ha molto colpito questo ritratto, dove mia madre è molto giovane, perché ha l'aria di essere stato conservato in un portafogli. So che quando erano fidanzati mia madre è stata per una stagione a lavorare in Germania, ho immaginato quindi quale poteva essere la storia di questo ritratto.

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Il mio aeroplanino di pierom (Piero Minelli)
 
Questo giocattolino di latta mi fu regalato dai genitori intorno al 1946. Malgrado le difficoltà di quei tempi avevano voluto donarmi un oggetto moderno con cui giocare. Ne avevo un altro (che ancora possiedo, anche se più malandato) e facevo incrociare i loro voli sul tavolo di cucina, ascoltando il rombo di quei pochi veri aerei che si sentivano in cielo. Sono passati gli anni, ha perso l'elica, ma l'ho sempre portato con me tenendolo nella vetrinetta dei ricordi.

renatapatata

Cappelli: che passione! di renatapatata
 
Questa foto ritrae i miei nonni paterni, mio padre e due amici all'Amendola circa negli anni 1912-15, durante una villeggiatura. I personaggi ritratti sono Triestini.

rodolfino

Quando gli abiti erano su misura di rodolfino (Rodolfo Allegretti)
 
La foto fa parte del mio album di famiglia ma ignoro l'autore dello scatto. Ritrae mio padre, nella tintoria di mio Zio, mentre realizza un abito da uomo. Mio padre, classe 1927, ha svolto questa professione dal secondo dopoguerra fino agli inizi anni Sessanta. Successivamente è andato a lavorare come operaio alla SNIA BPD per seguire il sogno del “benessere” reso dal lavoro in fabbrica di quegli anni. Ha continuato comunque a confezionare qualche abito per coloro che ancora apprezzavano il valore della sartoria su misura.

ruskymater

Cara, dolce "Liretta" mia! di ruskymater
 
Ricercando tra le antiche cianfrusaglie che si trovano in ogni vecchia casa ormai disabitata da anni, ecco un portafoglio di pezza, vecchio, antico, consunto dagli anni. Lo apro, ed ecco una cara, dolce liretta risparmiata con grandi sacrifici da mia nonna Linda (1873-1964). Grande nonna, deceduta il giorno della mia maturità, senza sapere l'esito dell'esame che per lei era scontato!

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La lattaia di paese di schitiz (Tiziano Schiroli)
 
Questa è una diapositiva fatta moltissimi anni fa in un piccolo paesino della bassa Parmense, terra del Parmigiano Reggiano. Qui abitavano i nonni di mia moglie ed essendo zona agricola non era difficile imbattersi in queste figure. Il carrettino fatto in casa denota una certa creatività e riciclaggio di oggetti, tipico del mondo dei contadini.

tembo

Quando i figli davano ancora del lei ai padri di tembo (Giorgio Stefani)
 
Cartolina scritta a mano con penna e calamaio come si usava allora, ritrovata in soffitta. Io non ho conosciuto l'autore ma devo dire che scriveva bene. So che la persona che scriveva era in servizio militare nella Accademia per ufficiali a Torino.

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La Colonia di tina46
 
In quegli anni le famiglie che non potevano permettersi una vacanza mandavano i figli in colonia montana o marina (in questo caso). Si tratta di una foto scattata nel luglio 1956 a Jesolo nella colonia “Matteotti”. Nella foto ci sono io (sono la quarta in quinta fila da sinistra) con mia sorella. All’epoca avevo 10 anni.

tornado57

L'Esercito Americano al completo di tornado57
 
Questa foto l'ho scattata il 15 maggio 2011, in occasione della manifestazione di Niergnies in Francia. All'evento erano presenti anche aerei della II Guerra Mondiale e dei volontari con vestiti di tale periodo. L'effetto bianco e nero serve a dare un tocco più rétro alla foto.

verdicolline

La Lambretta di verdicolline (Andrea Pigliapoco)
 
La foto è stata scattata a Collina di Santa Maria Nuova (Ancona) nell’estate del 1954 da mio padre Olivo utilizzando una Comet II Film 127 Bencini. Ritrae mia madre Mirella alla guida della Lambretta e la sua amica Maria. Sul lato sinistro il pagliaio realizzato dopo la trebbiatura del grano.

veredany

Radiotelegrafista di bordo di veredany
 
Il mio papà, in secondo piano, durante la seconda guerra mondiale a bordo della sua nave nel Mediterraneo.

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Bang bang di zorrokim (Mariella Rossi)
 
La foto è stata scattata da mio zio nel 1955. I bimbi ritratti siamo il mio amico Giuseppe ed io. Suo padre era falegname e gli costruì il cavallo a dondolo che io amavo moltissimo e che "cavalcavo" insieme a lui, perchè non mi era permesso farlo da sola! Siamo ancora amici e ogni tanto ci rammentiamo dei "litigi" fatti per questo cavallo.

Festeggiamenti prima della leva di paola80 (Paola Inzadi)
 
Ho partecipato a questo concorso dopo avere sfogliato insieme a mia nonna Teresa di 91 anni il suo album fotografico. Qui è ritratto suo fratello minore Mario Steffenini, classe 1922, al rancio in caserma. È il quinto a destra nella tavolata in primo piano. Sul retro della foto c'è una scritta di suo pugno: "Cari genitori vi mando questa mia foto fatta al giorno della festa dell'artiglieria". Pochi anni dopo questa foto, alla fine della guerra, Mario fu dato per disperso. In realtà era rifugiato a Cassino e tornò a casa, tra le lacrime di gioia dei familiari, proprio il 25 aprile del 1945. Purtroppo, nel 1950, a soli 28 anni, morì per una disgrazia annegando in un fiume in un caldo pomeriggio estivo.