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Happy end: disastri aerei finiti bene

Il fotografo esploratore Dietmar Eckell ha girato il mondo alla ricerca di aerei abbandonati al loro destino, dopo un atterraggio di fortuna. Ha intitolato il suo progetto fotografico Happy End, cioè lieto fine, perché i disastri da lui immortalati sono accomunati da una singolare caratteristica: non hanno prodotto alcuna vittima né tra i piloti né tra i passeggeri. 

Il fotografo esploratore Dietmar Eckell ha girato il mondo alla ricerca di aerei abbandonati al loro destino, dopo un atterraggio di fortuna. Ha intitolato il suo progetto fotografico Happy End, cioè lieto fine, perché i disastri da lui immortalati sono accomunati da una singolare caratteristica: non hanno prodotto alcuna vittima né tra i piloti né tra i passeggeri. 

"I miracoli nella storia dell'aviazione
 sono rari - ha scritto Eckell - e i relitti sono difficili da trovare, ma mi piacciono le sfide e arrivare a queste meraviglie disperse nei 4 continenti da Papua Nuova Guinea al Circolo Polare Artico è stato come un pellegrinaggio".


What goes around: foto scatta in Canada nel 2010.

Eckell si è rivolto alla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, chiedendo un contributo ai navigatori per produrre un libro con le foto di Happy end. È partito da una richiesta iniziale di 4.000 euro, ma ad oggi ne ha ottenuti circa 10 volte di più da 700 utenti del sito, (invogliati anche dalle ricompense: chi offre più di 39 euro ha una copia del libro, ndr).

Ecco il video di Indiegogo per invogliare gli appassionati a finanziare il progetto


The scenic route to nowhere: foto scattata in Messico nel 2010.

Per trovare i relitti, Eckell prima esplora i forum su internet. Trovata una pista, passa a Google Earth. Poi contatta i politi della zona per avere ulteriori informazioni.


Passion is rebel to reason: foto scattata nel Sahara nel 2011.

In Papua Nuova Guinea Eckell è stato aiutato a trovare il relitto dalle tribù della zona che vivono senza elettricità o acqua corrente. 

Never eat more than you can lift: foto scattata in Canada nel 2011.

Eckell non è ancora riuscito a raggiungere alcune zone - come l'Antartide o la Groenlandia - per mancanza di fondi. Ora con il progetto di raccolta fondi sarà più facile raggiungere le zone più remote e riuscire a fotografare un maggior numero di relitti.


Fuel of life: foto scattata in Canada nel 2011.

Asleep at the switch: foto scattata in Islanda nel 2012.

La raccolta fondi sta andando a gonfie vele e si concluderà il 2 giugno.
Donando 9 dollari (7 euro circa) si può ricevere un libro digitale con il dietro le quinte di 15 ritrovamenti, con foto, mappe, dettagli precisi sulla posizione del relitto etc.

Life is a tide: foto scattata negli Stati Uniti nel 2012.

Conversion disorder: foto scattata negli Stati Uniti nel 2012

Knock on wood: foto scattata negli Stati Uniti nel 2012.

Happy end: foto scattata negli Stati Uniti nel 2012.

Landing on the red planet: foto scattata in Australia nel 2013.

Il fotografo esploratore Dietmar Eckell ha girato il mondo alla ricerca di aerei abbandonati al loro destino, dopo un atterraggio di fortuna. Ha intitolato il suo progetto fotografico Happy End, cioè lieto fine, perché i disastri da lui immortalati sono accomunati da una singolare caratteristica: non hanno prodotto alcuna vittima né tra i piloti né tra i passeggeri. 

"I miracoli nella storia dell'aviazione
 sono rari - ha scritto Eckell - e i relitti sono difficili da trovare, ma mi piacciono le sfide e arrivare a queste meraviglie disperse nei 4 continenti da Papua Nuova Guinea al Circolo Polare Artico è stato come un pellegrinaggio".


What goes around: foto scatta in Canada nel 2010.