Curiosità

Hacker vende casa per risarcire la banca che ha crackato

Ripaga i danni alla banca.

La pirateria non paga, o almeno questo è ciò che crede la stragrande maggioranza delle persone: da un lato, i “furbacchioni” pensano sempre che i controlli non possano mai riguardare i privati cittadini; dall’altro, i legalisti - ed i produttori - ritengono che le contromisure non siano mai sufficientemente severe. Fatto sta che tutti - o quasi - continuano a scaricare, crackare e rubare dati, convinti di rimanere impuniti: ebbene dovete sapere che in realtà non è affatto così e chi usa Internet per scopi illeciti è passibile di sanzioni analoghe a quelle che infliggerebbero a qualsiasi altro ladro.

Non ci credete? Allora provate a chiedere a Viktor Pletshchuk, l’hacker russo che nel 2008, insieme ad altri sette colleghi, è riuscito ad intrufolarsi nel server della banca scozzese RBS ed a trafugare i dati di migliaia di clienti: questi, poi, gli sono serviti per creare una montagna di carte di credito false, che sono state utilizzate contemporaneamente da circa 150 persone in diversi sportelli ATM sparsi in tutto il mondo. Facendola breve, Viktor creò una vera e propria associazione a delinquere di stampo hi-tech, che gli fruttò un bel gruzzoletto, tant’è che successivamente poté acquistare due nuove automobili - una BMW ed una Lada, per la cronaca - ed altrettanti appartamenti di lusso a San Pietroburgo.

La frode, però, non è passata inosservata presso le autorità americane, che nel 2009 hanno dapprima aperto le indagini a suo carico e quindi hanno deciso di processarlo ad un anno di distanza: la sentenza definitiva non ha impiegato molto ad arrivare - d’altra parte, il caso è abbastanza lampante - e Pletshchuk è stato punito in modo esemplare, con la condanna ad un maxi-risarcimento a RBS di quasi 9 milioni di dollari. Ovviamente, non si tratta di una cifra che si possa raccimolare in quattro e quattr’otto, per questo l’hacker è stato costretto a vendere all’asta praticamente tutti i suoi averi, case ed auto in primis.

Pertanto da oggi possiamo dire tranquillamente che la pirateria paga eccome e, se volete evitare di rovinarvi per sempre la vita, vi suggeriamo di giocare meno, di guardare film saltuariamente e d’ascoltare soltanto il vostro gruppo preferito, ma almeno di fare tutto legalmente. (sp)

21 settembre 2011 Luca Busani
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