Cultura

Il Grand Canyon è molto più giovane dei dinosauri

Un nuovo studio stabilisce la data approssimativa di formazione del Grand Canyon, ancora oggetto di dibattito.

È curioso, vista l'abbondanza di tecniche e metodi collaudati a disposizione, che ancora non si sia riusciti a stabilire la data di formazione del Grand Canyon (Usa), neppure all'interno di un ragionevole intervallo di tempo. Questo perché non è semplice determinare l'età di un'area soggetta all'erosione.

Il tema è da tempo motivo di dibattito tra i geologi, oltre che di curiosità tra quanti si chiedono se, molto prima dell'uomo, a godere di quello splendido panorama siano stati i dinosauri, prima di sparire dalla faccia della Terra.

Secondo alcune teorie il fiume Colorado avrebbe iniziato a scavare tra le rocce circa 17 milioni di anni fa, altre ci dicono che le varie formazioni hanno età diverse tra loro, mentre uno studio del 2012 aveva retrodatato il tutto a 70 milioni di anni fa. Dopo quasi tre anni una nuova ricerca, questa volta dell'Arizona State University, rimette tutto in discussione.

Molto più giovane. Lo studio, pubblicato il 10 giugno su Geosphere, sostiene che la parte occidentale del Grand Canyon ha tra i 6 milioni e i 18 milioni di anni di età. Il che esclude, tra le altre cose, che i dinosauri abbiano potuto vederlo: «Non c'è verso che i dinosauri abbiano convissuto con quello che chiamiamo Grand Canyon», ha dichiarato Andrew Darling, coautore della pubblicazione.

Dibattito concluso? Il risultato è stato ottenuto studiando la forma del paesaggio grazie a un software che ha messo a confronto la parte ovest del canyon con altre formazioni geologiche nella stessa zona e già datate con precisione. In base allo studio, le pareti rocciose del Grand Canyon risultano molto più ripide rispetto ad altre pareti delle zone circostanti, come quelle delle Grand Wash Cliffs, che secondo analisi precedenti ha tra i 12 e i 18 milioni di anni di età.

«Secondo noi questo significa che il Grand Canyon occidentale è più giovane e ha iniziato a erodersi più recentemente, ma più velocemente, rispetto all'area delle Grand Wash Cliffs.»

Chissà se questa è l'ultima parola o se, prima o poi, una nuova ricerca rimetterà i T-Rex in cima alla spettacolare gola del Colorado.

16 giugno 2015 Sara Zapponi
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