Curiosità

Gli schizzi di una goccia d'acqua

Perché una goccia che cade si trasforma in una minuscola esplosione di micro gocce? Una ricerca svela il mistero.

Qualche animo contemplativo, guardando fuori dalla finestra durante una piovigginosa giornata, potrebbe esserselo già chiesto: perché una goccia di pioggia schizza? Adesso, grazie a una ricerca dell'università di Warwick (GB), c'è una risposta.

Svelato il mistero. Secondo James Sprittles, professore di matematica dell'ateneo inglese, l'acqua che entra in contatto con una superficie solida non riesce a espandersi uniformemente a causa della resistenza opposta da un microscopico strato d'aria intrappolato tra il liquido e la superficie.

Parti del fluido, prima ostacolate poi improvvisamente liberate, decollano e generano così lo schizzo.

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Aria e tsunami. Curiosità a parte, la spiegazione ha a che fare proprio con il ruolo dell'aria: una pellicola dello spessore di un micron, cinquanta volte più sottile di un capello, può ingabbiare e fare resistenza all'espansione di una goccia d'acqua mille volte più grande.

I ricercatori fanno notare che, fatte le debite proporzioni, il fenomeno è comparabile all'effetto di uno strato d'aria dello spessore di un centimetro capace di bloccare l'espansione dell'onda di uno tsunami.

Applicazioni pratiche. Capire perché si creano queste interazioni ha anche delle applicazioni pratiche.

Nella stampa 3D, per esempio, una sola goccia di materiale costituisce il corpo principale di prodotti molto piccoli, come gli apparecchi acustici: controllare la fisica della deposizione del materiale può aiutare nella produzione di alcuni oggetti.

In ogni caso, persino se non ci fossero applicazioni concrete lo studio ci riporta a una verità fondamentale: anche i più piccoli e semplici eventi quotidiani nascondono un'affascinante complessità.

21 marzo 2017 Alessandro Pilo
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