Plutone e New Horizons Vai allo speciale

Da Star Trek e Star Wars l'ispirazione per la geografia di Plutone

Dal cratere Vader alla macula di Mordor, ecco i nomi scelti dal team di New Horizon per la morfologia del pianeta nano e del suo satellite Caronte.

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Plutone e Caronte (in falsi colori) ripresi da New Horizons. | CAMERA PRESS/ED/CS/NASA/contrasto

Dopo aver rivelato tutte le scaramanzie messe in atto dal team della missione New Horizons, adesso si scopre anche che gli ingegneri della Nasa sono come ragazzini con il pallino del fantasy e della fantascienza (potrebbe essere altrimenti?).

 


Nomi spaziali. Lo dimostrano le carte morfologiche di Plutone e Caronte che l’équipe di New Horizons ha compilato dando alle piane, alle macchie e ai numerosi crateri nomi come Vader, Kirk e Ripley. Tratti insomma da film e capolavori della letteratura fantastica e sci-fi, che potrebbero così riuscire ad aggiudicarsi un posto nel cosmo che hanno raccontato.

 

La nuova geografia di Plutone, in attesa di approvazione. |

Se sul nono quasi pianeta la regola di utilizzare appellativi mitologici ha limitato la scelta ad esempio a Cthulu, entità ideata dallo scrittore H. P. Lovecraft, o Balrog, creatura dell'universo immaginario di Tolkien, su Caronte le fantasie nerd dei ricercatori si sono scatenate. Giusto per citarne alcuni, sul massiccio satellite naturale saranno presenti la macula Mordor, i crateri Spock, Kirk, Sulu, Ripley, Uhura, Vader, Leia Organa e tanti altri con i nomi di personaggi e luoghi tratti da Star Trek, Alien, Il Signore degli Anelli, Doctor Who e Firefly.

 

Sempre che le scelte del team della Nasa vengano approvate dall’International Astronomical Union (IAU), l’ufficio governativo con sede a Parigi che si occupa di assegnare i nomi agli oggetti celesti.

 

Ingrandimento della macula (formazione geologica più scura) Mordor, sulla luna Caronte. Molti dei nomi proposti dalla Nasa provengono dall'immaginario di Star Wars e Star Trek. | Nasa

Una lunga ricerca. Questa selezione è il risultato di una lunga ricerca iniziata in aprile, quando la Nasa ha chiesto alla comunità internazionale di appassionati e astrofili di inviare le loro proposte per aiutare gli astronomi della missione New Horizons a battezzare tutto quello che avrebbero trovato sul pianeta e sulle sue lune. «Durante l’avvicinamento a Plutone non avremo tempo di farci venire in mente nomi», aveva spiegato infatti qualche mese fa il direttore della Nasa Planetary Science Division, Jim Green.

 

Ora il problema pare risolto, e manca solo l’ok della IAU perché Plutone si trasformi nella mecca degli appassionati di fantascienza.

 

3 agosto 2015 | Davide Decaroli