Geisha tecnologica

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Una geisha si autoscatta una foto con il cellulare|© Travelasia/Asia Images/Corbis
Evocatrice di grazia e bellezza, aristocratica e inavvicinabile, la figura della geisha è tutt’oggi avvolta da un alone di mistero. Prostitute di classe? Attrici? Donne oggetto da esibire? Niente di tutto questo. Contrariamente all’immagine sensuale e provocante che in Occidente abbiamo di loro, dalla loro comparsa le geisha hanno rappresentato l’unico esempio di donne istruite, emancipate e libere nella civiltà giapponese.
La geisha è una professionista nell’arte di far sentire gli ospiti a proprio agio intrattenendoli con spettacoli di danza, musica, battute di spirito e conversazione. E per far questo sono necessari anni di disciplina e studio.
Ancora oggi il rituale di formazione ed educazione della geisha non è molto diverso da quello di cento anni fa: le giovani aspiranti geisha (maiko) vivono in case speciali (okiya) in cui apprendono le abilità comunicative, l’arte dell’ospitalità, il canto tradizionale, il ballo, l’esercizio della calligrafia, ma anche come indossare il kimono, acconciarsi e truccarsi.
Oggi le geisha stanno via via scomparendo. Se in passato compensava la tradizionale figura femminile sottomessa all'uomo, poco istruita e priva di personalità, oggi la mutata condizione sociale della donna moderna sta oscurando la figura della geisha. Secondo il kenban, una sorta di albo professionale che obbliga coloro che vi sono iscritte al rispetto di regole morali ed estetiche molto severe, sarebbero poche migliaia in tutto il Giappone, concentrate principalmente nei distretti di Kyoto e Tokyo.
21 Gennaio 2012 | Rebecca Mantovani