Paese che vai, figuraccia che trovi

Comportamenti a tavola (e non), gesti con le dita, regali...: a seconda delle latitudini,  quella che nelle intenzioni vuole essere "una gentilezza", può trasformarsi in una mancanza di rispetto.

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"Porto qualcosa?" In alcuni Paesi islamici, in caso di invito a cena, la gaffe è dietro l'angolo. Tanto per cominciare, non si deve portare nulla da mangiare perché l’ospite potrebbe offendersi: avete forse paura di non trovare nulla di gradito? Questa potrebbe essere la sua interpretazione... E se optate per i fiori, attenzione: meglio di no, se il destinatario è donna, e tenete conto che il tulipano è considerato il fiore dei morti, mentre il giallo è il colore dell’odio.

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Eroi? No, grazie. Se dovesse capitarvi di essere in Giappone, per una cerimonia o per un incontro di lavoro e avete il raffreddore, attenzione: l'idea di andare all'appuntamento nonostante le condizioni di salute precarie non vi varrà un elogio per il senso di responsabilità o per lo spirito di sacrificio, anzi. Al primo starnuto (gesto che viene considerato di grande scortesia nel Paese del Sol levante) vi staranno tutti alla larga e vi faranno capire che sarebbe stato meglio se ve ne foste rimasti a casa!

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Basta così. A volte, a tavola, capita: siamo già abbondantemente sazi, ma nel timore che l'ospite possa offendersi, pensando che la cena non sia stata di nostro gradimento, mangiamo tutto quel che c'è ancora nel piatto, fino all'ultimo boccone. In India questo potrebbe avere l'effetto opposto: chi ci ha invitato penserà che abbiamo ancora fame. Per segnalare che siamo sazi, meglio lasciare un po' di cibo nel piatto...

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Piedi e scarpe da cartellino rosso. Anni fa la gaffe di Leo Messi ha fatto il giro del mondo: ha regalato un paio delle sue preziosissime scarpe da gioco a una conduttrice tv egiziana (allo scopo di venderle all'asta per devolvere il ricavato in beneficenza) e si è scatenato... un putiferio. La tradizione araba, infatti, associa alla parte più bassa del corpo, i piedi (e dunque anche le scarpe), l'idea di sporcizia e di disprezzo. Per questo viene considerato offensivo rivolgere la pianta dei piedi o la suola delle scarpe verso qualcuno.
Ma non è certo questa l'unica gaffe nella quale si rischia di incappare quando ci si confronta con una cultura diversa dalla propria... Eccone qualche altro esempio.

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Che oscenità. A Singapore (e in altri Paesi), guai a indicare (a un interlocutore) una persona con l'indice: è un gesto considerato osceno! Per intendere "proprio quella persona lì", meglio usare il pollice destro.

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Andate tutti al diavolo! Volete complimentarvi con un amico per un successo che ha conseguito? O semplicemente volete trasmettere soddisfazione per il buon esito di un esame, di una trattativa, di un problema? Se siete in Grecia evitate di fare la V con le dita: anziché "vittoria", nel Paese ellenico questo gesto significa "vai al diavolo!".

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Paese che vai, gesto di insulto che trovi. Allo stesso modo, il segno di Ok fatto con pollice e indice uniti in Brasile è un gesto di insulto, più o meno traducibile (sempre nel linguaggio dei gesti) al nostro dito medio.
Nei popoli mediorientali il pollice alla Fonzie ha lo stesso significato (il dito medio).

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Auguri taglienti. Coltelli? Fossero anche colorati, divertenti o di design, guai a regalarli se siete in Germania! Hanno fama (come del resto le forbici e, in altri Paesi, gli ombrelli) di portare sfortuna.

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Fammi lo sconto. In alcuni mercati africani, non accettate subito il prezzo che i venditori vi propongono per l'acquisto di un prodotto o di una merce, senza chiedere uno sconto. In questo caso nessuno si offenderà, per carità, ma non trattare sul prezzo (magari per non risultare invadenti o poco rispettosi) potrebbe farvi passare per ingenui e creduloni.

"Porto qualcosa?" In alcuni Paesi islamici, in caso di invito a cena, la gaffe è dietro l'angolo. Tanto per cominciare, non si deve portare nulla da mangiare perché l’ospite potrebbe offendersi: avete forse paura di non trovare nulla di gradito? Questa potrebbe essere la sua interpretazione... E se optate per i fiori, attenzione: meglio di no, se il destinatario è donna, e tenete conto che il tulipano è considerato il fiore dei morti, mentre il giallo è il colore dell’odio.