Le mappe dei record

Lavoro, cultura, crimine, svago... I primati (nel bene e nel male) delle regioni d'Italia: una discussione tra i lettori di Focus.

Quali sono le regioni migliori d'Italia nell'economia, nel turismo, nella salute, ma anche nella preparazione culturale, nella gestione dei rifiuti, nel tasso di criminalità? E quali le peggiori? Abbiamo fatto un esperimento, consultando centinaia di statistiche Istat, e abbiamo "presentato i dati".

 

Le statistiche, però, sono "una brutta bestia": tagliano i dati col coltello e, se come in questo caso si vogliono accostare meriti e demeriti sulla base di classifiche numeriche (e non di merito), può succedere che si trovino sullo stesso piano "femminicidi" e code all'anagrafe. Ossia "equivalenze" che non possono non sucitare perplessità:

Qui sotto, l'introduzione all'articolo di Focus "Le mappe dei record", a firma di Vito Tartamella.

 

Nel Paese dei mille campanili le statistiche rivelano i punti di forza (e di debolezza) delle regioni, con diverse sorprese. Le regioni del Nord (Trentino-Alto Adige, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna) hanno il maggior numero di primati positivi. Colpisce in particolare il Trentino-Alto Adige: è la regione italiana più florida per occupazione, istruzione, ricchezza, cultura. La Lombardia si conferma locomotore economico a livello internazionale (ha il maggior numero di imprese e la più alta quota di export). E l'Emilia-Romagna ha il più alto senso civico: possiede la più alta percentuale di votanti alle elezioni, la più alta raccolta differenziata, il più alto tasso di sindaci donne.

 

Inquietanti, invece, i primati negativi delle regioni del Sud, in particolare, di Calabria, Campania e Sicilia, dove la morsa della povertà, della disoccupazione, dei disservizi è soffocante. «Ma anche al Sud si vedono alcune luci», osserva Alessandro Rosina, docente di demografia all'Università Cattolica di Milano. «Agricoltura, turismo, natura sono risorse su cui si potrebbe puntare per risollevare queste aree: la Calabria, per esempio, vanta la permanenza media più lunga in hotel. E, d'altra parte, anche il Nord ha ombre: la Val d'Aosta ha il più alto tasso di suicidi, il Piemonte pochi pediatri, la Liguria più divorzi... È un'ulteriore conferma che non basta il Pil a misurare la qualità di vita di un territorio».

26 Settembre 2016 | Focus.it