Focus

Il fiore con le labbra e il rossetto (e altri fiori curiosi)

Le foto dei fiori più strani, più curiosi, più improbabili dalla collezione di foto del giorno di Focus.it.

La pianta dalle labbra calde (Psychotria poeppigiana) potrebbe accendere di desiderio i più eccitati e stupire i più curiosi, ma è abbastanza comune tra le foreste dell'Ecuador. Gli abitanti del luogo la chiamano "oreja del diablo", cioè orecchio del diavolo per le sue proprietà curative. Ha infatti diversi utilizzi medici. E come molte piante con fiori rossi nella zona viene impollinata dai colibrì.

Una rosa per festeggiare i 21 anni. Non è il regalo fatto a una ragazza ma lo scatto ricordo con cui Hubble ha voluto celebrare l'anniversario del suo lancio, avvenuto con lo shuttle Discovery il 24 aprile 1990. Per l'occasione il telescopio spaziale ha immortalato una coppia di galassie interagenti particolarmente scenografica, chiamata Arp 273 e situata a 300 milioni di anni luce dalla Terra. Il disco della più grande delle due, UGC 1810, è stato distorto dall'attrazione gravitazionale esercitata dalla compare UGC 1813, circa 5 volte più piccola. I puntini blu che come tanti piccoli brillanti adornano la "corolla" provengono dagli ammassi di giovani stelle che brillano nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto. La foto composita è stata realizzata con tre diversi filtri dalla telecamera Wide Field Camera 3 di Hubble il 17 dicembre scorso.
Altre spettacolari galassie interagenti (guarda)

[E. I.]

Foto: © NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)

Se non fosse per le colossali dimensioni, nessuno lo troverebbe fuori posto: dove dovrebbe stare un fiore di loto, se non in un laghetto? Peccato che il bocciolo sia ben poco "naturale", si tratta infatti di un'originale installazione gonfiabile ideata dall'artista sudcoreano Choi Jeong Hwa in occasione della Biennale di arte di Sydney (Australia). Grazie a un congegno idraulico, la strana pianta si muove aprendo e chiudendo i petali, proprio come farebbe una creatura vivente che inspira ed espira. Oltre al fiore gigante intitolato The unbearable lightness of being ("l'insostenibile leggerezza dell'essere"), la città ospita altre 440 opere di artisti provenienti da 36 paesi diversi.
Altre opere d'arte pazze (guarda)

[E. I.]

Oggi le donne, per la loro festa, di fiori ne riceveranno molti, ma come questo no.
Si tratta di una rosa realizzata con microrganismi coltivati in sagome disegnate: è la cosiddetta microbial art, ossia arte microbica, e questo ne è solo un esempio.

Prendendo ispirazione dalle forme e dai colori delle muffe che affiorano sugli alimenti andati a male, diversi scienziati in tutto il mondo hanno dato vita a questa nuova forma di arte che utilizza funghi e batteri al posto di pennelli e colori.
Su delle piastre Petri riempite di terreno di coltura - tipicamente gelatina di agar – e utilizzando coloranti alimentari, gli scienziati-artisti tracciano i contorni del disegno con un piccolissimo pennello. In queste sagome vengono poi coltivati in laboratorio i microrganismi selezionati, che danno vita a originali e colorati disegni degni di una galleria d'arte.

Pur con tecniche differenti e utilizzando microrganismi diversi, tutte le creazioni della microbial art hanno qualcosa in comune: sono destinate a deperire. Ma non solo: molti dei batteri utilizzati sono potenzialmente patogeni e possono causare malattie gravi, quindi è tassativamente vietato il fai-da-te.

La scienza si fa arte: scopri come anche un cerotto insanguinato può diventare "artistico".

E a proposito di arte effimera, guarda anche la gallery "Arte da brivido" e "Arte in punta di ciglia".

 E se vi piacciono i fiori, ecco quelli più strani

Alcuni lo chiamano "occhio della Madonna" per via del suo colore azzurro intenso. Ma per la maggior parte delle persone il nome del fiore più romantico che cresca nei prati è Non ti scordar di me (Myosotis sp.). Intorno al vegetale - nella foto al microscopio alcuni granelli del suo polline - ruotano numerose leggende. Tra le più diffuse quella di un cavaliere medievale che stava passeggiando sulla riva di un fiume in Germania accanto alla sua dama. Mentre si chinava per raccogliere alcuni di questi fiori cadde in acqua per il peso dell'armatura e venne risucchiato dalla corrente. Prima di sparire tra le rapide fece in tempo a lanciare il mazzolino all'amata e a gridarle "Non ti scordar di me!".

Una fioritura di fitoplancton colora il mare di Barents al largo delle coste norvegesi, in prossimità di Capo Nordkin, il punto più settentrionale dell'Europa continentale (escluse quindi le isole della Norvegia). Considerati individualmente, gli elementi che compongono il fitoplancton, alla base della catena alimentare marina, sono invisibili, ma la clorofilla che usano per effettuare la fotosintesi non sfugge agli speciali sensori per il monitoraggio delle acque presenti sui satelliti, in questo caso Envisat che ha scattato questa foto il 17 agosto scorso.
Un capolavoro di pianeta: le foto più "artistiche" della Terra dallo spazio
Le meraviglie del mondo viste da satellite (vai alla gallery)

Questo bouquet sarà anche colorato, ma di certo non emana un buon odore. Quelle che vedete sono infatti alcune varietà dell'ortaggio più puzzolente che ci sia: il cavolfiore. Le sgargianti tonalità sono state ottenute in modo naturale incrociando diversi tipi di piante del genere Brassica e sono ora in vendita in un'unica confezione sugli scaffali di una famosa catena di supermercati britannici. L'operazione di marketing è volta a rendere più appetibili questi ortaggi, che comunque sono un vero toccasana per la salute: sono infatti ricchi di antiossidanti, depurativi ed efficaci nella prevenzione del cancro al colon e alla prostata.
Guarda altri panorami del cavolo

Vi piacciono i fiori ma non avete il pollice verde? Allora potreste optare per qualcosa di un po' meno naturale ma altrettanto colorato e sicuramente vivace per rallegrare il balcone. Come questi fiori danzanti creati da un'azienda giapponese, con speciali petali a LED che possono tingersi di ben 50 colori diversi.
Non solo, appena sentono la musica i Flower Rock 2.0 – questo il loro nome “scientifico” – iniziano a ballare flettendo a ritmo lo stelo di plastica. Ma non fatevi ingannare dal loro nome: va bene qualsiasi genere di musica. E per vederli danzare è sufficiente attaccare l'mp3 al vaso.
Ricordatevi però di non innaffiarli. Funzionano a batteria. Sarebbe un peccato romperli: costano 55 dollari (circa 35 euro) l’uno.

Un altro giocattolo “da compagnia”
Guarda da vicino un altro fiore (questa volta vero)

[E. I.]

Dimenticatevi jeans e maglietta. Per visitare il Chelsea Flower Show, la fiera del giardinaggio che si tiene a Londra, è meglio optare per un abbigliamento "a tema". Come questo cappellino che ben si abbina alle rarissime piante esotiche in mostra. Anche se il vero protagonista dell'ultima edizione - conclusasi a maggio - è stato l’abbigliamento intimo.
Per invogliare i visitatori a scoprire le meraviglie dell'orticoltura gli organizzatori hanno chiesto alle ospiti di donare un reggiseno smesso. Riempiti di concime infatti i reggiseni sono stati trasformati in pratici "vasi" da giardino, in cui coltivare fragole, insalata e pomodorini.
Hai mai visto delle tigri da giardino?
La carica dei fiori "assassini" (guarda)

[E. I.]

Un'abitudine vecchia di 300 anni, ma le cui origini sono tuttora sconosciute: parliamo della processione annuale dell'Uomo Bardana che si svolge nelle vicinanze di Edinburgo, a South Queensferry.
Il prescelto per la sfilata è quello che meno si diverte nel corso della giorna di festa: viene interamente ricoperto dei fiori spinosi della bardana, eccetto le piccole fessure per bocca e occhi. I suoi movimenti sono notevolmente limitati e per tutto il tempo è affiancato da due assistenti che si premurano di guidarne il cammino e di annaffiarlo con poderose dosi di whisky, in vero stile scozzese

L'inverno sta per finire, i fiori i preparano a sbocciare... eppure questo bucaneve (Galanthus elwesil) non sembra affatto contento dell'arrivo della bella stagione. Mano a mano che i suoi petali crescono, la strana varietà di pianta sviluppa un "visetto" triste, con tre macchie che somigliano a un paio di occhi e una bocca rivolta all'ingiù. Nonostante l'umore nero, il fiore, che cresce in alcune coltivazioni ad hoc vicino a St Andrews, Scozia, riscuote un incredibile successo presso gli amanti della natura. Che oltre al pollice verde, per coltivarlo devono disporre anche di una buona stabilità economica: un solo bulbo "corrucciato" può arrivare a costare anche 100 sterline (117 euro circa).
Guarda anche un picciolo... felice
Tante altre stranezze e curiosità su piante e fiori

[E. I.]

Uno splendido esemplare di Aro titano (Amorphophallus Titanum) è fiorito nel giardino botanico di Stuttgart (Germania). Se l'evento è una meraviglia per la vista (il fiore, il più grande al mondo, misura 2.94 metri), non si può dire lo stesso per il naso. L'odore pestilenziale che emette infatti - a metà tra la carne in decomposizione, pesce marcio ed escremento - gli è valso il nome di "fiore cadavere", Bunga Bangkai, in lingua indonesiana. È dalle foreste equatoriali dell'isola di Sumatra infatti che questo fiore proviene. L'odore, particolarmente forte di notte, sarebbe particolarmente attraente per i suoi impollinatori, che si ritiene siano tra gli altri coleotteri dei cadaveri. Dopo qualche settimana di fioritura, il fiore appassisce e nessuno sa quando sboccerà di nuovo.

Che cosa vi sembra? Una cellula con il suo nucleo? Uno strumento di tortura? Quello che vedete è il centro di un fiore di Rafflesia (Rafflesia arnoldii), visto da molto vicino.
Oltre a generare il fiore più grande del mondo – che può raggiungere un metro di diametro e superare gli 11 chili di peso – questa pianta è anche uno degli organismi più bizzarri del nostro pianeta.
Non ha radici, né foglie e vive da parassita a spese di altre piante. In particolare la Tetrastigma, rampicante delle foreste pluviali di Sumatra, del Borneo, della Malesia e Indonesia.
Per mangiare la "scroccona" introduce sottili filamenti direttamente nei tessuti della povera e inconsapevole pianta ospite e poi "succhia" fino a quando non si sente soddisfatta e sfamata.
Oltre ad essere una profittatrice è anche una puzzona, gli abitanti del luogo la chiamano "pianta cadavere" per il suo cattivo odore.
Scopri anche perché potrebbe essere così grande.

[E. I.]

I girasoli possono produrre una sostanza che impedisce al virus dell'Aids di riprodursi, almeno nelle cellule in coltura. È questa la scoperta annunciata da un gruppo di ricercatori dell'università di Bonn che stanno lavorando su un nuovo gruppo di medicine anti-aids, chiamate DCQA.
In natura questo tipo di sostanze si trova in piccolissime quantità nei carciofi e nella cicoria selvatica, ma sul mercato il loro costo è altissimo: mille euro per milligrammo. Il metodo sviluppato in laboratorio su cui stanno lavorando gli scienziati tedeschi invece consentirebbe di ricavarle artificialmente da cellule di girasole e altre piante, a un prezzo decisamente ridotto.
Nella foto aerea, un campo coltivato a girasoli (giallo), soia (verde scuro), trifoglio (verde chiaro): ed ecco una vera e propria opera d'arte nel Kansas (USA).

Dopo le affamatissime formiche di ieri (vai alla foto) ecco oggi una loro gigantesca "parente", abbarbicata sullo stelo di una delle rose in vetroresina e acciaio recentemente "sbocciate" a Park Avenue, New York. La scultura, un giardino di 38 fiori colorati alti anche 8 metri popolati di formiche, afidi, coccinelle e scarabei, si intitola The Roses ed è stata realizzata dall'artista newyorkese Will Ryman. Il viale, famoso per le aiuole disseminate di tulipani, ha ospitato questa volta una fioritura decisamente ingombrante, che vuole simboleggiare l'amore dello scultore per la sua città. Una ventina di petali sparsi sono stati sistemati intorno all'installazione (visibile fino al 31 maggio): alcuni di questi serviranno da panchine. Guarda altre opere d'arte pazze

[E. I.]

Questo campo di fiori rosa a Chichibu (Tokyo) risveglia la vostra indole bucolica? Allora siete forse i candidati ideali per il lavoro più bello del mondo. Non stiamo parlando del concorso per aspiranti guardiani dell’isola. Per quello, mettetevi l’anima in pace. L’ha vinto il trentaquattrenne inglese Ben Southall. Ma di un impiego come custode dei campi di lavanda di Pan Long Xia in Cina. Per le cinesi il mestiere più bello che si possa fare. Alla selezione possono partecipare solo le ragazze in età compresa tra i 18 e i 25 anni alte almeno 1,63 metri. Le guardiane, due in tutto, avranno ciascuna uno stipendio di 2.140 euro alla settimana, per passeggiare nei 200 mila metri quadrati di prato fiorito. Curando e proteggendo i fiorellini di lavanda dai turisti, che solo lo scorso anno sono stati 20 mila. Niente male per chi ha il pollice verde e non disdegna anche un po' di notorietà. Tra i compiti previsti infatti, c'è che quello di promuovere il luogo con interviste e comparse in video.

Qual è secondo te il mestiere più bello che si possa fare?

[E.I]

Che cosa leghi l'eros ad un giardino fiorito rimane piuttosto enigmatico... Fatto sta che nella letteratura moderna il giardino è spesso un'oasi di seduzione e di romanticismo. Per questo motivo l'erotismo è diventato il leit motiv di un festival internazionale dei giardini che si svolge ogni anno in Francia, presso Chaumont-sur-Loire. Nel corso della scorsa edizione gli artisti hanno avuto a disposizione un appezzamento di 250 metri quadrati per sbizzarrirsi e interpretare il tema della manifestazione.
Alla provocazione Pierre Velon, Veronique Airieau e Marie Yvonne Gimmerthal della School of Fine Arts di Anger (Francia) hanno risposto nel modo che vediamo nella foto!

Se volete farla felice, regalatele un mazzo di mimose. Anche se oggi è la festa della donna non stiamo parlando della vostra compagna ma di questa giraffa (Giraffa camelopardalis). Che come tutti i suoi simili, di mimose va ghiotta. Ai fiori però, preferisce le foglie, che consuma in grandi quantità, fino a 66 chili al giorno.
E per non rischiare di rubare il cibo di bocca ai partner, le femmine di giraffa delle savane africane hanno sviluppato una generosa abitudine alimentare. Mangiano dai cespugli più bassi col collo piegato, lasciando ai maschi le fronde più alte e prelibate.
La casa delle giraffe (guarda)
Giraffe allo specchio

[E. I.]

Nascosto dietro a un fiore di iris, questo maschio di damigella azzurra (Coenagrion puella) - un insetto simile alla libellula - non perde di vista un attimo la sua compagna. Vuole essere sicuro che, dopo l'accoppiamento, la sua dolce metà non lo tradisca con un altro. È l'unico modo per garantirsi la paternità dei nascituri.
Il pene dei maschi di damigella infatti grazie alla sua forma particolare è in grado di rimuovere il seme dell' "amante" precedente dall'organo sessuale femminile, per depositare poi nuovo sperma. In questa "guerra" tra liquidi seminali rivali, solo l'ultimo partner sessuale di ogni femmina si assicura una discendenza.

Come suggerisce il nome stesso, la luce ultravioletta si trova oltre il limite viola dello spettro ed è invisibile agli occhi dell'uomo. Ma non a quello di molti animali e di speciali pellicole fotografiche utilizzate per diagnosticare alcune malattie della pelle e scoprire documenti o opere d'arte false.
Anche i petali di molti fiori, come quelli di questa Potentilla o Cinquefoglie (Potentilla), se fotografati alla luce ultravioletta possono rivelare qualcosa di nascosto ai nostri occhi: disegni e segni che servono per attrarre le api verso il nettare. Le api e altri insetti posseggono occhi sensibili all'ultravioletto e riconoscono le guide scure sui petali che guidano verso il centro del fiore. Impossibile non notarle.
Clicca qui per vedere come l'uomo vede i gialli petali della Potentilla.

Replicando il pattern di un'eruzione di massa coronale seguendo una direzione circolare si sono ottenuti i petali di un fiore speciale, con al centro un'immagine del Sole agli ultravioletti.

Se l'apparato femminile di un fiore assomiglia alla faccia superiore della lingua umana, quello maschile ci può ricordare tutt'altro.
Questa micrografia elettronica ritrae in particolare gli stami di un'aquilegia (Aquilegia sp.), pianta erbacea delle Ranuncolacee la cui parte vegetativa scompare in inverno, per germogliare poi di nuovo alla fine della stagione fredda. I fiori che rinascono a primavera richiamano la forma del becco o degli artigli di un'aquila da cui prendono il nome.
Ogni stame è costituito da un filamento che supporta l'antera, una sorta di bulbo che contiene il polline, vale a dire le cellule sessuali maschili. Nella foto del giorno di domani, vi sveliamo un nuovo parallelismo...

Il fiore simbolo, secondo la tradizione, della fedeltà e dell'amore eterno si svela al microscopio elettronico e mostra il suo apparato riproduttivo. La sezione di un Non ti scordar di me (Myosotis arvensis) rivela come la parte esterna del fiore, composta da sepali (verdi) e petali (blu) sia a protezione agli organi interni atti alla riproduzione. Gli stami (formati da un filamento che termina nell'antera) sono responsabili della produzione del polline che dovrà posarsi sul pistillo, l'organo femminile del fiore. Quest'ultimo (al centro) è composto dall'ovario, lo stilo e lo stigma. Dopo l'impollinazione e la successiva fecondazione, generalmente i fiori, eccetto gli ovari, appassiscono e cadono per lasciar posto al frutto.

Non è la testa di un innaffiatoio, ma il baccello che contiene i semi del fiore di loto (Nelumbo nucifera), una delle piante più coltivate e… consumate di tutta l’Asia.
Tutte le parti di questo fiore sono commestibili e apprezzate da oltre un millennio per le loro proprietà antidiarroiche, febbrifughe e vitaminiche, confermate anche da recenti studi scientifici.
Ecco perché di questa pianta non si butta via niente. I semi seccati vengono mangiati come salatini, cucinati come popcorn e utilizzati in pasticceria.
Dagli stami del fiore si ricava un té profumato, mentre le foglie sono utili per avvolgere gli alimenti (scopri i misteri di queste foglie).

Non tutti i fiori sono benefici, scopri i fiori del male

[E. I.]

Perché i girasoli sono tanto belli? Forse il segreto è nella loro composizione interna (qui vista da vicino). Il fiore che vediamo, infatti, è in realtà un insieme di piccoli fiori talmente compatti e vicini da sembrare uno solo. In termini scientifici questo fiore costituito da una composizione di fiori si chiama "capolino" e il fenomeno "inflorescenza". Ed è tipico delle Asteraceae, la famiglia a cui appartiene il girasole.
Ma non è l'unica stranezza di questa pianta. Il girasole (Helianthus annuus) è uno dei fiori più alti del regno vegetale. Può raggiungere anche i 3 metri di altezza. Nel 1567 a Padova, secondo la letteratura scientifica, ne è stato avvistato uno di ben 12 metri. Mentre il girasole "moderno" più alto è stato scovato qualche tempo fa in Canada: un esemplare di 8 metri.
Ma non è solo bello e da record. Scopri le possibili applicazioni del girasole: in ambito energetico e medico.
Vedi altri soggetti visti da vicino.

[E. I.]

Continua la rubrica “Visti da vicino” che abbiamo inaugurato la scorsa settimana con la pianta “puzzona”. Questa volta in primo piano c’è un fiore decisamente più “aggraziato”. Si chiama Rosa acicularis e cresce spontaneamente in paesi freddi come il Canada e l’Alaska.
Sembra che persino gli Indiani d’America conoscessero questa rosa selvatica, che usavano come rimedio per molti malanni. Dalle sue foglie ad esempio ricavavano un tè portentoso per curare diarrea e dolori di stomaco, mentre le radici venivano bollite per ottenere una soluzione che usavano come “colluttorio”. Con i gargarismi a base di rosa combattevano tonsilliti e mal di gola, e a chi perdeva sangue dal naso venivano fatti inalare i vapori di questo prezioso decotto.
Se anche tu hai il "pollice verde" vieni a conoscere chi prepara stregonerie d’amore con le piante e scopri la geometria segreta delle rose.

[E. I.]

Il colpo d'occhio di questo campo di colza (Brassica napus) in Inghilterra allieterà la giornata di almeno due italiani su tre. Secondo un recente sondaggio di Coldiretti/Swg, infatti, è questa la percentuale di connazionali che ritiene di avere il pollice verde.
Il 63% degli intervistati ha dichiarato di avere tempo da dedicare alle piante, e i principali responsabili del verde domestico sono gli uomini. Gli italiani destinano 15 minuti al giorno alla cura di fiori e animali, un minuto in più rispetto alle loro compagne. L'hobby del giardinaggio può trasformarsi in un vero toccasana per la salute: uno studio dell'Università di Uppsala in Svezia, durato 35 anni e pubblicato sul British Medical Journal nel 2009, sostiene che chi fa giardinaggio o un'attività sportiva di modesta intensità guadagna circa un anno di vita in più rispetto a chi resta inattivo.
Guarda anche un campo di fiori rosa e il bucaneve con l'espressione "triste"

[E. I.]

Con un serpente simile attorcigliato al suo stelo, possiamo star sicuri che nessuno proverà a cogliere questo bellissimo fiore d’Heliconia, una pianta molto diffusa in Indonesia. Anche perché un solo morso di questa vipera (Tropidolaemus wagleri) può immobilizzare un topolino in pochi secondi e provocare, se non curato tempestivamente, danni permanenti ai nostri tessuti: secerne infatti emotossina, una sostanza che distrugge lentamente i globuli rossi. Da evitare possibilmente anche il luogo di ritrovo preferito di questi rettili: il “Temple of the Azure Cloud”, in Malesia, noto – non a caso – anche come tempio dei serpenti. Al suo interno si riuniscono molte di queste vipere, forse attratte dal profumo degli incensi accesi dai monaci buddisti.
Sembra proprio che i serpenti abbiano un debole per i luoghi di culto: non ci credi? Clicca qui.
 

La biodiversità di fiori e api va pari passo: è quello che emerge su un recente studio pubblicato sulla rivista Science, il primo a denunciare il progressivo declino della varietà di api che si attesta sull’80 per cento.
«Se da qualche altra parte si verificherà lo stesso declino che abbiamo appurato in Gran Bretagna, i “servizi di impollinazione” svolti dalle api, che diamo tanto per scontati, potrebbero essere a rischio. E con questi il futuro dei fiori delle nostre campagne», spiega il responsabile della ricerca, Koos Biesmeijer, della University of Leeds, Inghilterra.
E non si tratta solo di una perdita per i più romantici amanti dei campi fioriti: si stima che il valore economico dell’impollinazione si aggiri nel mondo tra i 30 e i 70 miliardi di euro l’anno.

Dal grande al piccolo, la sfera è una delle forme preferite in natura. Pianeti, lune e stelle sono in modo più o meno approssimativo delle sfere. Mettendo le cose sotto la lente d'ingrandimento però si scoprono forme anche più affascinanti.
La sfera nella foto, simile - anche in questo caso - ad una pallina da tennis, solcata da tre linee proporzionali, è un granello di polline di un fiore della passione (Passiflora). Quando uno di questi granelli, che contiene i gameti maschili, si appoggia sullo stigma di una altro fiore, ha inizio la germinazione.

Possibile che anche lo sviluppo delle piante segua schemi matematici precisi? Certo è che molte di esse mostrano regolarità celate nei posti più inaspettati. Pensiamo per esempio ai numeri speciali (i cosiddetti numeri di Fibonacci) che ricorrono in molte strutture naturali come i fiori di giglio che hanno 3 petali o margherite e girasoli che possono averne 34, 55 o 89. I numeri di Fibonacci sono gli elementi di una sequenza numerica in cui ogni numero a partire dal terzo è la somma dei due precedenti (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34). Furono scoperti da Leonardo Pisano, detto Fibonacci, agli inizi del '200, osservando il mondo in cui si riproduceva una colonia di conigli. Difficilmente in natura troverete fiori con un numero di petali diverso da un numero di Fibonacci. Foto: © Yll (da "Fotografa l'estate")

La fine dell'estate e l'arrivo dell'autunno porta con sé la fioritura di questo curioso fiore, l'elenio (Helenium autumnale) in grado di raggiungere il metro di altezza. Sulla loro sommità i fiori producono una cosiddetta infiorescenza a capolino, con un disco centrale prominente e a forma di palla.
In inglese, la pianta è chiamata anche erbaccia dello starnuto (Sneezeweed) ed è conosciuta dall'antichità per le sue proprietà medicamentose: i suoi fiori essiccati venivano infatti sniffati, con conseguente sonoro etciù. L'elenio, che secondo una leggenda greca sarebbe stato innaffiato al suo primo sbocciare dalle lacrime di Elena di Troia, fu usato dagli indiani d'America per curare febbre e raffreddori. Oggi il National Cancer Institute americano ne riconosce anche le proprietà antitumorali.

Fa parte di un libro intitolato "Guida pratica agli X-fiori cosmici" (A Field Guide to Cosmic Xflora) quest'illustrazione che raffigura un particolare tipo di Spacebloom (fiore spaziale). È stato chiamato "inkigo" dal suo autore, l'artista e scrittore Martin Naroznik, che l'ha realizzato con tecnologia 3D. I fiori spaziali sono piante cosmiche autonome che nascono e crescono nello spazio: con il loro diametro di diversi metri si muovono e si riproducono fornendo all'uomo del prossimo millennio derrate alimentari infinite. Per ora, però, è solo fantascienza…

È un fiore da non regalare… se non alla fidanzata che vi ha appena lasciato. Un metro di diametro, dieci chilli di peso e un profumo nauseabondo di marcio. Sono queste le misure del fiore più grande del mondo, la Rafflesia arnoldii. Rosso, a disegni screziati color panna, formato da 5 grossi petali carnosi, vive nelle foreste di Sumatra in Indonesia. Da sempre è un mistero per i botanici. Priva di foglie e radici vive parassitando un rampicante e resta aperto soltanto 5-7 giorni. Fortunatamente, perché emette una terribile puzza di carne marcia per attirare le mosche delle carogne (Chrysomia megacephala), che provvedono all'impollinazione. Recentemente, analizzando il dna del fiore, se ne è stabilita l'evoluzione e si è scoperto che fa parte dell'ordine delle Malpighiaceae, insieme a violette, stelle di Natale e fiori della passione.

Una violetta pietrificata? Uno strano gioiello celtico? Niente di tutto questo. È un otolite, un minuscolo granulo calcareo contenuto nell'orecchio interno che ha il compito di regolare l'equilibrio e l'udito. Appartiene a un pesce zebra (danio rerio), un pesciolino di pochi centimetri con un profilo genetico molto simile a quello dell'uomo. Più economico dei topi di laboratorio, il pesce zebra genera una prole numerosa in tempi brevissimi. Per questo motivo viene utilizzato come modello genetico in molte ricerche mediche. Recentemente alcuni ricercatori franco-tedeschi ne hanno studiato un gene, chiamato Starmaker (costruttore di stelle), molto simile ad alcune proteine umane che sembra coinvolto nella formazione di questi microscopici cristalli dell'orecchio. Piccole modifiche del gene possono modificare la crescita e la forma di questi piccoli, ma fondamentali, organi dell'equilibrio. Foto: © J. Berger/Science.

Con la sua livrea rossa punteggiata da sette macchioline nere, è uno degli insetti più noti. Si tratta di una Coccinella septempunctata, nella foto nell'atto di appoggiarsi su un fiore. La disposizione dei sette punti neri consente di riconoscersi tra le varie specie. Il colore rosso vivo, invece, è un potente richiamo sessuale. Per difendersi dai predatori, poi, la coccinella spruzza uno sgradevole liquido giallastro che mette tutti in fuga.

La pianta dalle labbra calde (Psychotria poeppigiana) potrebbe accendere di desiderio i più eccitati e stupire i più curiosi, ma è abbastanza comune tra le foreste dell'Ecuador. Gli abitanti del luogo la chiamano "oreja del diablo", cioè orecchio del diavolo per le sue proprietà curative. Ha infatti diversi utilizzi medici. E come molte piante con fiori rossi nella zona viene impollinata dai colibrì.