Estremisti in bicicletta

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L'ideazione della bicicletta è attribuita a Leonardo da un disegno del 1493 (da alcuni ritenuto falso) nel quale si intravede un modello quasi odierno: due ruote con identico diametro, un sellino, un manubrio e la catena coi pedali!
Ma l'idea di sostituire il cavallo con qualcosa a locomozione umana è nata anche a Stephan Farffler, che nel 1649 ideò un triciclo per andare a messa tutte le domeniche.
Passare da tre a due ruote è un'impresa realizzata in parte solo agli inizi dell'800 grazie a Karl von Drais, l'inventore dello sterzo. Ma è con P. Michaux, nel 1861, che nasce il primo "velocipede" a pedali definito "Grand Bi" (per le sue dimensioni).

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Fretta di uscire dall'ufficio? Prendete spunto da Jacek Kierzkowski, che ha "pedalato" in verticale scendendo i 27 piani (circa 230 metri) del Palazzo della Cultura e Scienza di Varsavia.
Ma l'uomo è naturalmente portato per spingere ogni strumento al proprio limite e la bicicletta è un ottimo supporto per le fantasie dei ciclisti.
Un esempio è Markus Riese che nel 2003 ha stabilito il record dell'ora... all'indietro! Pedalando seduto sul manubrio ha percorso 29,1 km in un'ora. Non male, considerando che il record ufficiale "in avanti" è di 49,7 km in un'ora, stabilito dal ceco Ondrej Sosenka il 19 luglio 2005.

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Così pratica e leggera da tenerla in verticale! La Mountain Bike (MTB) entra di prepotenza nel ciclismo italiano all'inizio degli anni '80 e conquista tutti per la sua versatilità: senza fronzoli, leggera (9-14 kg), con un cambio di 18-24 rapporti (ma che può arrivare a 27 e perfino a 30), permette di andare ovunque.
Ma è il suo ambiente a garantirle il successo: il ciclismo da montagna sposta l'orizzonte dal grigiore della strada all'aria di vette e colline, un panorama decisamente migliore.
Nel tempo l'utilizzo ne ha modificato l'estetica: parafanghi e cestini per la città o sospensioni per le discese (da gara), tanto che i costi ora variano da poche centinaia di euro a oltre 3mila euro per quelle professionali.

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I mille usi della Mountain Bike? Se siete a Parigi e non sapete dove andare a sfogare le vostre gambe fate come Hugues Richard: ritenendo scomodo l'ascensore della Tour Eiffel ha unito l'utile al dilettevole scalandola con una MTB in 36 minuti e 26 secondi. Nemmeno Gustave Eiffel poteva immaginarsi, nel lontano 1889, di aver ideato una pista ciclabile alta 307 metri e composta da 11 mila tonnellate di struttura in ferro! E pensare che al suolo scarica una pressione di soli 4 kg per centimetro quadrato... meno del peso di un uomo seduto sul sellino di una bicicletta.

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Quanto tempo sarà rimasto in aria il nostro "superman" della foto? 3 o 4 secondi, un'eternità! Ma sicuramente è merito di una BMX.
Le BMX (Bycicle Motocross) sono biciclette particolari, nate in California intorno agli anni '70 con lo scopo di imitare le gare degli eroi del motocross. Le competizioni hanno un percorso sterrato con salti, curve in pendenza, salite e discese, il tutto a misura di bicicletta.
Ma è ricercando un miglior equilibrio durante i salti e gli atterraggi che i professionisti delle gare "scoprono" i movimenti in volo. Da qui l'idea di allenarsi per sfidarsi in acrobazie: sono gli inizi degli anni '80 e nasce la filosofia del Freestyle, l'utilizzo creativo della bici in città o nei circuiti sterrati (vedi la foto seguente).

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Street, Flatland, Vert e Dirt Jumping: in poche parole, ecco a voi il Freestyle. È attraverso queste spericolate acrobazie che oggi la BMX sta vivendo una seconda giovinezza.
L'assiduità delle sfide e delle gare ha consolidato le singole specialità: nello Street si sfreccia per scalinate e si salta da un marciapiede all'altro. Evoluzioni acrobatiche su di una ruota? Allora vi state godendo il Flatland. Nel Vert, invece, si creano figure in volo e i rider più bravi superano i 4 metri di salto.
Infine la classica specialità delle BMX, il Dirt Jumping: salti su piste di terra alla portata di chiunque voglia provarci ma... non fatelo se non siete esperti!

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Un gruppo di ciclisti nudi in pieno centro di Londra? Semplice, pedalano per manifestare contro lo smog e il traffico della City.
Una delle più importanti manifestazioni a pedali è la Critical Mass, nata nel 1992 ad opera di Chris Carlsson. Lo scopo è di portare più bici possibile nelle vie per creare una massa critica per il traffico automobilistico. In questo modo le bici diventano le vere protagoniste dalle strade, il tutto con appuntamenti a cadenza mensile. Molte città aderiscono a questa iniziativa "ciclistica": 180 le città americane e 111 quelle europee, tra le quali alcune italiane, dove il Critical Mass ha preso piede da qualche anno.

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Mezzo di trasporto universale, la bicicletta entra nella cronaca quotidiana quando un politico o un artista la utilizzano per girare liberamente nelle vie delle città. Diventa così un mezzo di comunicazione positivo o negativo, suo malgrado!
Come per il Presidente G.W. Bush: durante il G8 in Irlanda, decidendosi per una passeggiata in MTB, è caduto rovinosamente ma ha dovuto proseguire stoicamente la pedalata per mantenere l'immagine forte e decisa che vuole comunicare.
Più soft il caso di Claudia Schiffer, che ha allegramente salutato un fan sorpreso nudo nel suo giardino a bordo di una bicicletta.
Nella foto, Andy Warhol lega la sua bicicletta a un parchimetro.

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24 luglio 2005, ultima tappa del Tour de France: Lance Armstrong entra negli Champ Elysées e nella leggenda, concludendo un'impresa mai riuscita a nessuno, la conquista di 7 Tour di seguito.
Prima di questa sequenza di vittorie, ad Armstrong era stato diagnosticato un tumore ai testicoli. Quali energie lo hanno supportato e reso così vittorioso? Ed Coyle, suo medico atletico da 13 anni, ne svela i segreti: il cuore è in grado di raggiungere i 200 battiti al minuto e di pompare una notevole quantità di sangue e ossigeno alle gambe. Inoltre, la presenza di acido lattico sotto sforzo (il corpo lo produce per "dirci" che siamo stanchi) è la metà di quella di un atleta normale. Nato per vincere.

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Bici, martello e un colpo secco. Ecco gli ingredienti del Bike Polo, uno sport che simula il Polo ma che utilizza la bicicletta al posto del cavallo.
Ma cosa li differenzia? L'età innanzitutto: infatti il Polo nasce in Persia nel 700 a.C. col nome di "Polu" e solo nel 1869 viene importato in Inghilterra, mentre il Bike Polo risale agli anni '90. Se le regole sono molto simili, è lo strumento che cambia: i cavalli, dotati di maggiore resistenza, corrono in campi di 275 X 180 metri, gli atleti del Bike Polo - motori di se stessi - pedalano in campi da 90 X 55 metri. Meno fatica insomma, come per i due reali della fotografia, William ed Harry d'Inghilterra.

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Se vi trovate in montagna e improvvisamente sentite una valanga, auguratevi di avere con voi una bicicletta studiata per le gare di chilometro lanciato sulla neve (KL)! Sport nato nel 1994 sulle alpi francesi, il KL ha spinto un uomo in bicicletta a 222 km/h, una velocità sufficiente per sfuggire a una valanga, che mediamente scende a 180-200 km/h.
Ma dovrete avere un equipaggiamento speciale: un casco e tuta carenati, circa 25mila euro per l'acquisto della bici e la fortuna di trovare una pendenza che raggiunga il 98%, come nelle piste francesi!

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Scendere da una collina con una bici speciale (vedi foto) può essere semplice ma andare in bici non è istintivo, tanto che da piccoli in molti si sono sbucciati gomiti e ginocchia cercando di imparare a stare in equilibrio.
Sono sei i criteri che - pur inconsapevolmente - rispettiamo nell'ottimizzare la seduta sul sellino: confort, che garantisce comodità a lungo tempo; ergonomia della posizione, come la distanza manubrio-sella; efficienza della pedalata, per avanzare meglio; guidabilità, come l'angolo di sterzo; equilibrio ottenuto dall'insieme e infine l'aerodinamica... mai pedalato controvento?

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Siete in sovrappeso e non sapete più come dimagrire? Se avete intenzione di perdere chili girando in bicicletta, partecipate alla maratona che attraversa la vecchia URSS. È lunga circa 7 mila chilometri, qualcosa come 300 ore consecutive di pedalata a 28 km/h; calcolando che si bruciano circa 300-400 calorie all'ora (sono 50 grammi di ciccia pura in una persona di 60 chili), in 11 giorni potreste rimettervi in forma perdendo circa 15 chili.
Faticoso? "Chi bello vuole apparire un poco deve soffrire" (famoso detto popolare).


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In oriente la bicicletta è ancora il principale mezzo di trasporto, come fu in Italia fino agli anni '60, prima del boom economico (si pensi al film "Ladri di biciclette").
La sola Shangai, con i suoi 14 milioni di abitanti ha un parco biciclette di 7 milioni di pezzi, una ogni due abitanti.
A fronte di una notevole produzione, i prezzi competitivi hanno spinto i produttori cinesi di biciclette verso l'occidente: da 150 mila pezzi importati nella comunità europea nel 2000, si è passati a 1,5 milioni di pezzi nel 2004.

Un gruppo di ciclisti nudi in pieno centro di Londra? Semplice, pedalano per manifestare contro lo smog e il traffico della City.
Una delle più importanti manifestazioni a pedali è la Critical Mass, nata nel 1992 ad opera di Chris Carlsson. Lo scopo è di portare più bici possibile nelle vie per creare una massa critica per il traffico automobilistico. In questo modo le bici diventano le vere protagoniste dalle strade, il tutto con appuntamenti a cadenza mensile. Molte città aderiscono a questa iniziativa "ciclistica": 180 le città americane e 111 quelle europee, tra le quali alcune italiane, dove il Critical Mass ha preso piede da qualche anno.

22 Gennaio 2014