Curiosità

Il vero volto di Dante Alighieri: è diverso da come ce lo avevano dipinto

A più di 700 anni dalla morte, un team di scienziati ha ricostruito il volto di Dante, in base al teschio. Ed è diverso da come ce lo avevano "dipinto" finora.

La fama di Dante Alighieri (1265-1321) è universale, ma finora non conoscevamo il suo vero volto, visto che la maggior parte delle opere che lo ritraggono vennero realizzate dopo la morte del poeta. Forse la raffigurazione più nota è quella di profilo: un Dante con un naso lungo e appuntito e un mento aguzzo, realizzata da Sandro Botticelli nel 1495. Una rappresentazione in linea con uno dei pochi resoconti dell'epoca, tracciato dallo scrittore Giovanni Boccaccio, che però nacque solo quando Dante si avvicinava alla morte e non conobbe mai il Poeta di persona.

Ora, a più di 700 anni dalla sua morte, grazie a tecniche moderne e ricostruzioni forensi si è riusciti a risalire al vero aspetto del Sommo poeta. Il risultato ci mostra un volto del tutto diverso rispetto a quello rappresentato da Botticelli: il naso non è aquilino e il mento meno pronunciato rispetto al dipinto.

Le approssimazioni di Bocaccio. A far rivivere il vero volto di Dante è stato l'esperto di grafica brasiliano Cicero Moraes, partendo da uno studio del teschio di Dante del 1921, in combinazione con le informazioni sul volto dello scrittore tratte da un articolo del 2007. Spiega Moraes: «La maggior parte delle rappresentazioni tradizionali si basano sulle informazioni contenute nella biografia di Dante scritta da Giovanni Boccaccio. Lo scrittore lo descrive come un individuo di media statura, un po' curvo, con il viso lungo, il naso aquilino e gli occhi grandi. Boccaccio però, non conosceva personalmente Dante, ma raccolse testimonianze di persone vicine al Poeta. Il risultato fu che tutte le raffigurazioni di Dante seguivano le indicazioni di Boccaccio, ma la mia rappresentazione si basa fedelmente sulle ossa del Poeta».

La tecnica. Moraes e il suo team dell'Università Federale di Uberlândia in Brasile, ha utilizzato un processo chiamato "approssimazione facciale" che consiste nel deformare un volto digitalizzato di un donatore vivente fino ad adattarsi al cranio in questione, ossia quello di Dante, dando modo così di realizzare un volto compatibile con quello del poeta in vita. «Sono state generate due serie di immagini, una con un approccio oggettivo, in scala di grigi, senza capelli e con gli occhi chiusi - ha affermato Moraes – e un altro a colori, con elementi soggettivi, come il colore degli occhi, della pelle e degli abiti, secondo le immagini più note».

Un grande cranio. Il lavoro ha permesso di affermare che Dante aveva un cranio più grande della media.

Probabilmente non ha alcun legame con la genialità di Dante, ma è un elemento fino ad oggi sconosciuto. Moraes e il suo coautore, Thiago Beaini dell'Università Federale di Uberlândia, hanno pubblicato il loro studio sulla rivista OrtogOnLineMag.

28 febbraio 2024 Luigi Bignami
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