Duke Kahanamoku, 5 cose da sapere sul papà del surf

Google rende omaggio al grande atleta olimpionico hawaiiano, primo esportatore in tutto il mondo dello sport della tavola. Ma chi era Duke Kahanamoku? Perché è così importante?

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|A. R. Gurrey, Jr. via Wkimedia Commons / Google

Oggi buona parte del mondo occidentale ha scoperto (o riscoperto) Duke Kahanamoku, una sorta di divinità dello sport che tuttavia i più non conosceranno. Nato alle Hawaii esattamente 125 anni fa, Duke Kahanamoku ha vinto cinque medaglie in quattro Olimpiadi fra il 1912 e il 1932, gareggiando in varie specialità del nuoto e perfino nella squadra di pallanuoto. Ma è importante perché considerato il padre del surf: fu lui a esportare lo sport della tavola dalle isole del Pacifico in tutto il mondo. Sono molte le curiosità interessanti su questo eclettico personaggio: ecco le principali.


1. Famiglia numerosa. Nato a Waikiki il 24 agosto 1890 da una famiglia dell'aristocrazia locale, uke Kahanamoku fu il primo di nove figli di Duke Halapu, poliziotto, e Julia Paoa Kahanamoku. Il suo nome per esteso è Duke Paoa Kahinu Mokoe Hulikohola Kahanamoku, ereditato dal padre, che venne così chiamato in onore del Duca di Edimburgo che nel 1869 arrivò in visita alle Hawaii. Come il padre, Duke (che in famiglia veniva chiamato Paoa) lavorò da sceriffo alle Hawaii dal 1932 al 1961.

 


2. Il re dei nuotatori. È il soprannome con cui veniva identificato Kahanamoku negli anni '20. Fin da piccolo dimostrò doti speciali nel nuoto e nel 1911, nella sua prima competizione ufficiale, stabilì tre record del mondo nello stile libero. L'anno dopo partecipò alle Olimpiadi di Stoccolma con la squadra americana e vinse l'oro nei 100 metri stile libero e l'argento nella staffetta 4x200 sl.

Ai Giochi Olimpici di Anversa del 1920 conquistò l'oro sempre nei 100 m sl e nella staffetta; a quelli di Parigi del 1924 fu secondo nei 100 m sl dietro a Johnny Weissmuller, il Tarzan del cinema (con lui nella foto qui sotto), e davanti a suo fratello Samuel. Nel 1932 a Los Angeles fece la riserva nella squadra di pallanuoto. Un altro soprannome che gli fu attribuito fu Uomo Pesce, coniato da un giornalista del Philadelphia Inquirer nel 1913.

 

Duke Kahanamoku
| Corbis


3. L'eroico salvataggio. Kahanamoku viene ricordato anche per un'azione eroica: il 14 giugno 1925 a Newport Beach, in California, insieme ad altri surfisti salvò dall'annegamento dodici pescatori naufragati con la loro barca in acque impetuose, mentre altri diciassette persero la vita. Duke ne trasse in salvo otto, caricandoli sulla sua tavola da surf. L'episodio contribuì alla sua fama e alla diffusione del surf presso le coste californiane.
 
4. Ambasciatore del surf. Come molti altri hawaiiani, Kahanamoku imparò presto l'arte di cavalcare le onde. Il surf era una pratica diffusa quasi solo nell'arcipelago, su lunghe e ingombranti tavole. Duke contribuì a svecchiare la disciplina ideando tavole più agili e nuove mosse per gestirle in mezzo ai flutti. Grazie alla sua notorietà come atleta cominciò a esibirsi in show dimostrativi soprattutto negli USA e in Canada, facendo innamorare le nuove generazioni e lanciando quello che diventerà un nuovo sport globale. Partecipò a film e documentari sul surf (qui sotto un estratto video, in inglese), spesso in chiave di Big Kahuna, ovvero di grande esperto.

 

Duke Kahanamoku fa surf (1:46)

 

5. Star del cinema. La fama di grande atleta, il fisico armonioso e il sorriso accattivante permisero a Kahanamoku di lavorare a Hollywood, recitando come caratterista in ruoli esotici di pirata, bodyguard, soldato,  Sioux, turco, indiano, persiano, polinesiano.

 

Duke Kahanamoku
La statua di Duke Kahanamoku a Oahu | Douglas Peebles / Corbis

L'ultimo film a cui prese parte fu La nave matta di Mr. Roberts con Jack Lemmon, nel 1955. Nonostante questo, Duke non riuscì a sfuggire ai pregiudizi razziali dell'America del tempo, venendo anche respinto da un ristorante per il colore della sua pelle.

 

Dopo il ritorno alle Hawaii e il lavoro come sceriffo si spense per un attacco cardiaco nel 1977, a 68 anni. Le sue ceneri vennero disperse nel suo amato oceano e la sua statua campeggia su una spiaggia di Oahu.

 

24 Agosto 2015 | Martino De Mori