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Che differenza c'è tra cornetto, brioche e croissant?

Cornetto, brioche e croissant: in Italia li usiamo spesso come sinonimi, ma in realtà... non sono la stessa cosa: è arrivato il momento di fare un po' di ordine!

Mettere d'accordo tutti gli italiani su cosa sia una brioche, cosa un croissant e cosa un cornetto forse non sarà mai possibile: dal nord al sud del Paese, infatti, con questi nomi si intendono dolci differenti, che come tratto comune hanno solo quello di essere ottimi a colazione.

Ricetta alla mano... Secondo la storica rivista La cucina italiana, però, si può fare un po' d'ordine almeno dal punto di vista del ricettario. La brioche (che al nord è più o meno tutto quello che si può tuffare nel cappuccino) è un dolce preparato con molto burro, poi farina, zucchero, uova, lievito, acqua e strutto. Soffice e gonfia, di solito le viene data una forma tondeggiante, con un pallino di pasta in cima: un esempio tipico è la brioche siciliana, che viene servita vuota ma accompagnata da granita o da gelato.

Questo non impedisce che in altre parti d'Italia la si possa farcire di creme, cioccolato e confetture... e magari di darle la forma di una mezzaluna.

Senza uova! Il cornetto però è un'altra cosa: deriva da un dolce viennese, il kipfel, e pare sia arrivato in Italia nel 1683 grazie ai commerci con Venezia. Si prepara con farina, latte, uova, zucchero, sale, burro, lievito e si può farcire oppure no. La forma è quella suggerita dal nome. Infine, il croissant. Anche lui deriva dal kipfel viennese, ma nasce solo nel 1838, a Parigi. La differenza dal cornetto è che nella ricetta non ci sono uova (se non un po' di albume spennella- to per lucidarne la superficie) e che la dose di zucchero è minore. Questo lo rende più leggero e con un sapore più neutro, adatto anche per essere accostato a salumi e formaggi.

Questo articolo è tratto da Focus D&R (gennaio 2020), disponibile solo in formato digitale. 

4 luglio 2021
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