Dalla Torre di Pisa alla Casa Bianca: 7 monumenti che hanno rischiato di essere distrutti

Se le 7 meraviglie del mondo sono andate distrutte, stessa sorte poteva capitare a 7 tra i monumenti più famosi e visitati dei giorni nostri. Ma l'hanno scampata per un pelo. Non ci credete? Qui vi spieghiamo come si sono salvati

La Torre Eiffel. È il vanto di Parigi. Ma quando fu progettata per commemorare la rivoluzione francese in occasione dlel'Expo del 1889, scoppiò una protesta pubblica: i parigini la consideravano un pugno nell'occhio e una ferita sulla vista panoramica di Campo di Marte. Circolò anche un petizione per vietare il progetto. E solo la promessa che la torre sarebbe stata smontata entro 20 anni dalle celebrazioni, convinse i più riluttanti ad accettarla. Ma col tempo finirono per innamorarsene e tirarono un ulteriore sospiro di sollievo, quando Hitler durante la seconda Guerra Mondiale non riuscì nell'intento di distruggerla. Oggi la Torre Eiffel accoglie oltre 7 milioni di visitatori l'anno ed è uno dei monumenti più visitati al mondo.

La Torre di Pisa. Molte delle meraviglie del mondo antico hanno incontrato la loro fine durante le guerre. Anche in tempi recenti numerosi tesori artistici ne sono stati vittima (pensate ai Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani nel marzo del 2001). Persino la Torre di Pisa ha rischiato grosso durante la seconda Guerra Mondiale, quando il comando alleato era disposto a bombardarla per stanare i nazisti che occupavano la città. Lo ha raccontato in un libro nel 1999 l'ex soldato Leon Weckstein a cui fu dato il compito di procedere con la distruzione del monumento. Ma il caldo e lucentezza del marmo, crearono una serie di distorsioni ottiche che gli impedirono di fatto di prendere la mira correttamente. Quando ci riuscì, le truppe tedesche si erano già allontanate e non c'era più bisogno di abbattere la Torre. Come invece, purtroppo, era accaduto con l'Abbazia di Montecassino, rasa al suolo dai bombardieri alleati nel 1944.

La statua della libertà. Ci sono voluti 15 anni e una lunga e laboriosa raccolta fondi per costruire il piedistallo della statua, realizzata interamente a Parigi e regalata agli Stati Uniti. Nel 1884, infatti, i fondi per la realizzazione del piedistallo finirono e si rischiava di non accogliere il regalo dei francesi. Decisivo fu l'intervento di Joseph Pulitzer che lanciò uno dei primi tentativi di crowdfunding della storia, promettendo a chi avesse offerto un contributo in denaro, una citazione sul suo giornale. Fu così che ottenne 100 mila dollari (in parte provenienti da donazioni di un solo dollaro) e la statua della Libertà che da quel momento in poi sarebbe diventata il simbolo di New York e del nuovo mondo, fu terminata, imballata in 241 casse e spedita agli americani.

Il Golden Gate. Nel 50° anniversario della sua costruzione, il 24 maggio del 1987, il ponte venne chiuso alle auto e aperto ai pedoni per una marcia di compleanno. Circa 300.000 persone lo attraversarono in massa, creando un abbassamento di 2 metri della parte centrale del ponte che venne immediatamente chiuso per precauzione, lasciando a bocca asciutta un altro mezzo milione di persone accorse nel frattempo alla festa. Secondo gli esperti non ci fu un vero pericolo di crollo. I problemi veri, il Golden Gate li ebbe piuttosto durante la costruzione, tra il 1933 e il 1937 (morirono ben 911 lavoratori). E, nel 1951, fu chiuso per diverse ore quando i venti a 113 chilometri l'ora, lo fecero ondeggiare pericolosamente. Le strutture subirono danni enormi. Secondo l'ex ingegnere capo Daniel Mohn, se al momento dell'impatto coi venti non fosse stato chiuso, si sarebbe potuta sfiorare la catastrofe. Da allora è stato chiuso solo altre due volte, nel 1982 e nel 1983.

La Sfinge. Uno dei simboli dell'antica cultura egizia, più popolari e conosciuti al mondo, è stata vittima di incuria, atti di vandalismo, e soprattutto... del tempo. Fu eretta per il dio Harmakhis, ma la popolarità del culto finì presto, e la Sfinge fu lasciata incustodita, sepolta sotto le sabbie mobili, con solo la testa visibile. Nel corso dei secoli, diversi attacchi l'hanno danneggiata distruggendole il naso. E dove non sono arrivati i vandali, si è spinta l'erosione: il calcestruzzo usato dagli egiziani si stava sgretolando, mettendo in pericolo l'intera struttura e per questo nel tempo è stato sostituito. Se oggi possiamo vedere la Sfinge è anche grazie a una serie di lavori avviati nel 1817 da Giovanni Battista Caviglia, archeologo ingaggiato per dissotterrarla.

La Casa Bianca. L'edificio simbolo del potere politico in America, se l'è vista brutta più di una volta nella storia: è stata bruciata, sventrata e restaurata. L'episodio più "tragico" risale a 200 anni fa il 24 agosto 1814, quando i soldati inglesi misero a ferro e fuoco Washington. L'edificio venne bruciato e stava per essere completamente ridotto in cenere, se non fosse stato per un fortissimo temporale che il giorno seguente colpì la città con piogge torrenziali e domò l'incendio appiccato dalle truppe inglesi. La Casa Bianca venne poi restaurata e tornò a essere la residenza del presidente degli Stati Uniti nel 1817 con il presidente Monroe.

Taj Mahal. Oggi è considerato la tappa irrinunciabile per chiunque si rechi in India, un residuo inestimabile del passato e una testimonianza del potere eterno dell'amore. Ma ha rischiato più volte la distruzione e la deturpazione. Costruito come tomba per la moglie dell'ex sovrano Shah Jahan, il monumento dopo la morte dell'imperatore, cadde in rovina. Gli inglesi lo trasformarono in un complesso militare, distruggendo facciate di marmo e costruendo baracche al suo interno. Alcune sale furono anche ridipinte… di bianco e nell'800 diversi padiglioni del Taj furono spogliati dei pregiati marmi che vennero spediti in Europa per essere messi all'asta. La vendita non ebbe successo e i dominatori inglesi lasciarono perdere l'idea di smantellarlo. Altrimenti…
Da allora c'è voluto un po' perché il Taj Mahal si riprendesse la bellezza perduta. In parte ci è riuscito e nel 1983 è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'umanità.

La Torre Eiffel. È il vanto di Parigi. Ma quando fu progettata per commemorare la rivoluzione francese in occasione dlel'Expo del 1889, scoppiò una protesta pubblica: i parigini la consideravano un pugno nell'occhio e una ferita sulla vista panoramica di Campo di Marte. Circolò anche un petizione per vietare il progetto. E solo la promessa che la torre sarebbe stata smontata entro 20 anni dalle celebrazioni, convinse i più riluttanti ad accettarla. Ma col tempo finirono per innamorarsene e tirarono un ulteriore sospiro di sollievo, quando Hitler durante la seconda Guerra Mondiale non riuscì nell'intento di distruggerla. Oggi la Torre Eiffel accoglie oltre 7 milioni di visitatori l'anno ed è uno dei monumenti più visitati al mondo.