Creativi della Terra

Un commento su una interessante e curiosa indagine sulla creatività, compreso il fatto che essere creativi è meglio che non esserlo.

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Una curiosa e creativa indagine di Adobe sulla creatività identifica anche le città più creative del mondo. La software house statunitense ha somministrato (si dice così anche delle "interviste", non solo dei medicinali) un test online a più o meno 5.000 persone, tra giovani, meno giovani, millennials (21-35 anni, non mille) e baby boomers (i più vecchi del gruppo, per farla breve) selezionati in diversi Paesi del mondo. Cinque, per la precisione: Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia e Giappone.

 

Scelta forse discutibile, ma, insomma, non è necessario essere sempre come il prezzemolo (che si mette dappertutto): possiamo anche fare i buoni spettatori.

 

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Comunque sia, in una ventina di minuti - la durata media delle interviste - i soggetti hanno risposto a un bel pacchetto di domande, da cui risulta che la creatività è un valore per la società e l'economia, che essere creativi fa di noi dei lavoratori migliori, dei migliori leader, migliori studenti e migliora anche i rapporti in famiglia.

 

In generale prevale la modestia, perché meno della metà degli intervistati si è definita creativo/a (ovviamente l'indagine prevedeva una sostanziale parità di genere). Sempre in generale, molti hanno corcordato sul fatto che lo stipendio medio di un creativo è superiore a quello di un non-creativo (insomma, quest'ultimo guadagna di meno). La creatività paga, è poi la sintesi degli analisti di Adobe.

 

| statista.com

I creativi che si sono riconosciuti tali si sono anche definiti innovativi, perfettamente a loro agio, problem solver e felici: hanno mostrato insomma un'autostima invidiabile, oltre alla convinzione che la creatività sia un imperativo nazionale e, più in piccolo (ma solo per chi legge distrattamente), educativo. Tra le città più creative della Terra sono state indicate, nell'ordine, Tokyo, New York, Parigi, Londra, Los Angeles, San Francisco, Berlino (tutte le altre città del mondo, insieme, non hanno raggiunto il quorum del 5%).

 

Ai lettori più distratti è forse sfuggito che non abbiamo riportato percentuali (tranne per le città escluse): non è distrazione. Volendo, chiunque può leggere il documento di Adobe (pdf in inglese, con tutte le sue percentuali), come abbiamo fatto noi senza peraltro trovare un solo paragrafino dove fosse spiegato che cosa si intende per creatività, né se in UK (per esempio) le domande sono state fatte prima o dopo il referendum sulla brexit.

 

5 novembre 2016 | Raymond Zreick