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15 cose che (forse) non sai sui Peanuts

Che cos'è il "Grande Cocomero"? Sapevate che Snoopy è stato... due volte sulla Luna? La ragazzina dai capelli rossi è esistita davvero? Curiosità da raccontare agli amici su Schulz, Snoopy e Charlie Brown.

Esistono 17.897 strisce dei Peanuts, pensate, disegnate e curate personalmente, una ad una, da Charles Schulz nell'arco di 50 anni, dal 1950 al 2000. Le avventure di Snoopy & co. sono state tradotte in più di 20 lingue e pubblicate in circa 70 paesi. Ciò nonostante, potrebbero esserci ancora alcune curiosità su questa allegra brigata che ancora sapranno sorprendervi.

Schulz non scelse il titolo. Peanuts (letteralmente "noccioline" e per esteso, quisquilie, cose da poco) suonava all'autore insignificante e riduttivo. Il titolo originale della striscia quotidiana era Li'l Folks (personcine), ma quando Schulz lo sottopose alla United Feature Syndicate, un grande distributore di fumetti americano, esso fu giudicato troppo simile a quello di altri due fumetti già in circolazione, e mutato in Peanuts. Al disegnatore, queste noccioline non andarono mai del tutto giù, anche se dal 2 ottobre 1950 le strisce iniziarono a comparire su 7 diversi quotidiani statunitensi.

Bracchetto. Per ideare il beagle (nella traduzione italiana, il bracchetto) che incarna Snoopy, Schulz si ispirò al carattere di un cane adottato dalla sua famiglia negli anni della sua infanzia. L'aspetto ricordava invece quello di Spike, un altro cane - un beagle, appunto - apparso nel giardino della sua famiglia nel 1937. Inizialmente il nome del protagonista della striscia doveva essere proprio Spike (o Sniffy): ma poi, sul letto di morte, la madre di Schulz (di origini norvegesi) disse che, se mai avessero avuto un cane, avrebbero dovuto chiamarlo "Snupi", un termine vezzeggiativo nella sua lingua madre. Il bracchetto aveva finalmente trovato un nome.

In Italia. Nel nostro paese le strisce di Schulz compaiono per la prima volta nel 1965 sulla rivista linus (scritto minuscolo), che prende il nome dal personaggio che il disegnatore americano amava più tratteggiare: Linus van Pelt, migliore amico di Charlie Brown e fratellino di Lucy. Sin dai primi numeri, il mensile ospita le strisce di Schulz oltre ai lavori di altri importanti fumettisti europei e statunitensi.

Muto. Proprio il personaggio di Linus van Pelt, apparso per la prima volta nel settembre 1952, non aprì bocca per due anni. La sua prima riga di testo parlato è del 1954, lo stesso anno in cui compare per la prima volta la sua fedele compagnia: la copertina.

Sulla Luna. Durante la missione lunare Apollo 10, i Peanuts ispirarono i nomi dei codici identificativi di modulo lunare e modulo di comando. Il primo venne chiamato Snoopy e il secondo Charlie Brown. I due personaggi di Schulz divennero così anche mascotte non ufficiali della missione. Per l'occasione, l'autore aveva già spedito Snoopy sulla Luna qualche mese prima (guarda la striscia

Grande cocomero! Quando i Peanuts sbarcarono in Italia, la festa di Halloween non era popolare come ai giorni nostri. Fu forse questo il motivo che spinse Oreste del Buono, direttore di linus, a tradurre "La grande Zucca", un personaggio a cui Linus si rivolge ogni anno in occasione di Halloween, con l'espressione "il grande Cocomero", di per sé errata, ma più "mediterranea". Il termine entrò però nell'immaginario collettivo italiano, tanto da ispirare un film di Francesca Archibugi nel 1993 (appunto, Il grande cocomero).

Depressione. Le strisce di Schulz sdoganano il termine al grande pubblico, rendendolo socialmente apprezzabile e circondandolo di un'ironia amara. Il baracchino da cui Lucy dispensa il suo (inutile) aiuto psichiatrico ricorda gli stand per la vendita di limonata tanto diffusi tra i bambini americani. Nonostante il successo Schulz soffrì di isolamento e solitudine per gran parte della sua vita. Timido e schivo, era astemio e aveva una grande paura di perdere il controllo delle situazioni in cui si trovava.

Schroeder ama Beethoven. E lo suona anche a costo di trascurare Lucy... Ma il primo pezzo in assoluto che suona in una striscia è il Preludio in sol minore del compositore russo Sergej Rachmaninov (nella foto).

Disney. Nel 1940 Schulz scrisse una lettera di presentazione a Walt Disney (nella foto) per chiedergli un lavoro, che all'epoca gli venne rifiutato. Poco dopo l'inizio della pubblicazione di Li'l Folks fu la Disney a offrire un impiego a Schulz, che però rifiutò.

Misteriosa. La ragazzina dai capelli rossi amata da Charlie Brown non si vede mai a figura intera nella striscia quotidiana dei Peanuts. Compare solo una volta, di profilo, nel 1998. La si vede invece finalmente "di persona" in uno speciale televisivo del 1977, intitolato It's Your First Kiss, Charlie Brown ("è il tuo primo bacio, Charlie Brown"). In ogni caso è ispirata a una donna in carne e ossa: una certa Donna Johnson, vecchia fiamma di Schulz.

In Italia. "Se poesia vuol dire capacità di portare tenerezza, pietà, cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse più di che pasta sian fatte le cose, allora Schulz è un poeta" scriveva Umberto Eco nell'introduzione alla prima raccolta in italiano dei Peanuts. Complice il successo della rivista linus, le strisce di Schulz ebbero un vasto successo di pubblico nel nostro Paese. Umberto Eco fu uno dei loro più celebri traduttori.

Età. I protagonisti dei Peanuts non invecchiano, o lo fanno molto lentamente: l'unica eccezione è rappresentata dai neonati che nel giro di pochi mesi o anni raggiungono un'età simile a quella del resto della banda. Charlie Brown debutta all'età di quattro anni e in tutta la durata della striscia arriva ad averne otto, e lì si ferma. Linus nasce dopo due anni dall'avvio del fumetto e cresce fino ad arrestarsi a un anno di distanza da Charlie Brown (fa parte infatti della generazione dei fratelli minori insieme a Sally, Frieda, Eudora).

Vietnam. A partire dagli anni '60, molte delle strisce dei Peanuts iniziano a ruotare intorno alle vicende di Snoopy e ai personaggi immaginari che il bracchetto immagina di incarnare (tra questi, il leggendario Joe Falchetto e l'Asso della I Guerra Mondiale). Forse per questo motivo, durante la Guerra del Vietnam i piloti militari americani dipinsero la sua immagine sui caccia e sui missili aria-aria Sidewinder, nella speranza che portasse fortuna.

Fino all'ultimo. «Cari amici, ho avuto la fortuna di disegnare Charlie Brown e i suoi amici per quasi 50 anni. È stata la realizzazione di tutte le ambizioni della mia infanzia. Sfortunatamente non sono più in grado di mantenere il ritmo di programmazione di una strip quotidiana. La mia famiglia non desidera che i Peanuts siano continuati da un altro perciò annuncio il mio ritiro». Con queste parole, nel 1999, Charles Schulz, a 77 anni, si congedava dalle strisce dei Peanuts. Sarebbe morto l'anno successivo. Già da tempo il suo tratto si era fatto più tremolante, ma l'autore dei Peanuts non aveva mai voluto dividere la fatica del suo lavoro con altri.

Esistono 17.897 strisce dei Peanuts, pensate, disegnate e curate personalmente, una ad una, da Charles Schulz nell'arco di 50 anni, dal 1950 al 2000. Le avventure di Snoopy & co. sono state tradotte in più di 20 lingue e pubblicate in circa 70 paesi. Ciò nonostante, potrebbero esserci ancora alcune curiosità su questa allegra brigata che ancora sapranno sorprendervi.