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Le città del 2045

Futurologia, che passione! Ian Pearson, nuovo guru di questa specialità, immagina le città del 2045: ecco un'anteprima di tecnologia pervasiva che non vorremmo dover smentire (nel 2046).

"Ehi Casa! Accendi il riscaldamento, registra la nuova puntata della mia serie TV preferita e ricordati di annaffiare le piante". Nel giro di una trentina d'anni quasi ogni aspetto della vita domestica sarà automatizzato e potrà essere gestito con pratici comandi vocali. Una sorta di Siri in versione domestica, ma molto più intelligente: un supercomputer capace di controllare tutte le funzioni vitali di un intero grattacielo.

Nuove tecnologie permetteranno di costruire edifici ancora più alti di quelli di oggi, capaci di ospitare migliaia di persone: "città verticali" dove sarà possibile abitare, lavorare, svagarsi, fare la spesa e andare al cinema. Le nuove costruzioni faranno ampio uso di grafene, schiuma di carbonio, cemento trasparente e altri materiali superleggeri e ultraresistenti.

Le case della prossima generazione potrebbero non avere finestre ma schermi ad alta risoluzione, che permetteranno di "affacciarsi" su panorami anche improbabili, dalla Rift Valley alle sabbie di Marte.

I nuovi edifici saranno autosufficienti dal punto di vista energetico. L'evoluzione delle nanotecnologie permetterà di creare materiali nuovi, come le vernici fotovoltaiche: un paio di mani sulla facciata e la bolletta non sarà più un problema. E poi si farà ampio uso di geotermia, eolico e altre fonti rinnovabili.

L'illuminazione e la climatizzazione saranno automatizzate: il sistema casa, grazie a un rete di sensori, saprà dove si trova ogni membro della famiglia e regolerà le luci e la temperatura di ogni stanza in base alle sue specifiche preferenze.

Secondo Pearson nei prossimi trent'anni l'edilizia subirà una vera e propria rivoluzione tecnologica. Gli operai saranno aiutati nei lavori più pesanti da esoscheletri di derivazione militare come quello che vedete qui sopra: realizzato da Daewoo permette a chi lo indossa di sollevare agevolmente carichi di oltre 80 kg. Verranno anche sviluppati moduli costruttivi capaci di autoassemblarsi, che in poche ore riusciranno a completare la struttura portante di un intero grattacielo. Queste componenti saranno in grado di manutenersi in maniera autonoma: se una dovesse guastarsi, l'intero complesso sarebbe in grado di cambiare la propria configurazione così da non comprometterne la stabilità.

Le incombenze più pericolose saranno affidate a robot che lavoreranno al fianco degli esseri umani, e anche le macchine edili tradizionali, come le gru o le scavatrici, saranno in parte robotizzate. Nella foto, il robot umanoide Atlas, di Boston Dynamics: è in grado di correre, salire le scale, arrampicarsi e utilizzare attrezzi pensati per le mani dell'uomo.

L'era dei muri di mattoni è finita: nel giro di una trentina d'anni gli edifici saranno stampati in 3D da speciali macchine in grado di completare in pochi giorni di lavoro progetti complessi, utilizzando calcestruzzo e materiali iper tecnologici.

Le visioni di Pearson includono una panoramica sui trasporti del 2045: l'auto privata sarà un lusso per pochi, ma nessuno ne sentirà la mancanza. Ci sposteremo su vetture senza conducente noleggiate in car sharing ogni volta che ne avremo bisogno: le auto, elettriche e a zero emissioni, sfrutteranno sistemi a induzione che le alimenteranno direttamente dalla strada, e i flussi di traffico saranno ottimizzati e gestiti da computer che eviteranno gli ingorghi e ottimizzeranno i tempi di percorrenza. Le strade saranno più sicure e il numero di biciclette in circolazione (tradizionali o elettriche) aumenterà a dismisura. Il problema del parcheggio sarà solo un ricordo. Le previsioni di Pearson sono però destinate a deludere gli appassionati di fantascienza: nel 2045 ci muoveremo ancora su ruote, anche se inizieranno i primi seri esperimenti per vetture a levitazione magnetica, capaci di muoversi su strade di metallo.

"Ehi Casa! Accendi il riscaldamento, registra la nuova puntata della mia serie TV preferita e ricordati di annaffiare le piante". Nel giro di una trentina d'anni quasi ogni aspetto della vita domestica sarà automatizzato e potrà essere gestito con pratici comandi vocali. Una sorta di Siri in versione domestica, ma molto più intelligente: un supercomputer capace di controllare tutte le funzioni vitali di un intero grattacielo.