Curiosità

Chi era Frank Zamboni?

La serie di strane (ma utilissime) invenzioni che hanno costellato la vita di Frank Zamboni, l'inventore della macchina per il rifacimento del ghiaccio sulle piste da pattinaggio, protagonista del Doodle di oggi.

Vi siete divertiti a giocare con il Doodle di oggi? Se ora è possibile, tra una pattinata e l'altra, levigare perfettamente la pista di pattinaggio nei palazzi del ghiaccio dobbiamo ringraziare Frank Zamboni, l'inventore italoamericano di questo dispositivo. Oggi compirebbe 112 anni: ecco il motivo dell'omaggio da parte del motore di ricerca.

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Nato il 16 gennaio del 1901 ad Eureka (Utah) da una famiglia di immigrati italiani, Zamboni trascorse la sua infanzia tra una fattoria dell'Idaho e l'affollata Los Angeles, dove Frank, dopo aver studiato nel frattempo in un istituto commerciale di Chicago, aprì con il fratello un negozio di ricambi elettrici.

Nel 1927, sempre con l'aiuto del fratello, Frank Zamboni aprì una nuova attività per la vendita di blocchi di ghiaccio. Le cose andarono bene per una dozzina di anni, finché, con l'avvento dei primi frigoriferi, gli affari iniziarono a precipitare. Fu allora che a Frank venne l'idea che gli avrebbe cambiato la vita: utilizzare parte degli impianti refrigeranti che già possedeva per aprire un palazzetto del ghiaccio.

L'Iceland, aperto nel 1940 e tuttora in attività, ebbe subito successo, anche perché Frank aveva inventato un sistema per livellare le increspature che si formavano sulla pista in corrispondenza dei tubi refrigeranti, che servivano a mantenere costante il sottile strato d'acqua presente sulla pista. Forse ispirato da questo, nel 1949 Zamboni brevettò la Rolba, una macchina rivoluzionaria che permetteva di levigare la pista con una macchina guidata da un solo uomo in 10 minuti, anziché con il lavoro di tre persone di un'ora e mezza.

Le vendite del macchinario decollarono e la Frank J. Zamboni & Co, una fabbrica gestita ancora dalla famiglia, iniziò a commercializzare l'invenzione anche in Europa. Negli anni successivi Frank ideò anche un dispositivo per rimuovere l'acqua dai prati artificiali utilizzati negli stadi e per eliminare i fastidiosi residui di ghiaccio ai bordi delle piste di pattinaggio. Morì nel 1988 per un tumore ai polmoni, poco dopo la morte della moglie, da cui aveva avuto tre figli.

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Le levigatrici di ghiaccio sono generalmente composte da un contenitore di neve, serbatoi di acqua calda, un serbatoio d'acqua di lavaggio, un condizionatore, e una serie di spazzole. Si muove grazie a un motore elettrico (o a scoppio) che fornisce anche l'energia per la macchina stessa.
Le operazioni di levigatura e pulizia avvengono nel pesante "carrello" posteriore della macchina che è detto appunto "condizionatore" e che può essere alzato e abbassato sul ghiaccio. Il suo peso fornisce l'attrito necessario per una grande lama affilata (simile a quella utilizzata nelle taglierine industriali) che rade lo strato superiore del ghiaccio. I trucioli di ghiaccio o neve vengono raccolti dal condizionatore e immagazzinati nella parte anteriore della macchina. Nel frattempo la macchina stende un sottilissimo strato di acqua calda (60 ° C) per riempire eventuali solchi rimasti nel ghiaccio. Perché acqua calda? Perché scioglie leggermente lo strato di ghiaccio sotto di essa in modo da formare un legame più forte con il ghiaccio sottostante. E questo rende la superficie di pattinaggio più scorrevole.
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16 gennaio 2013 Elisabetta Intini
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