Cultura

Chi è Magnus Carlsen, il geniale sfidante del mondiale di scacchi

In questi giorni in un albergo indiano si stanno svolgendo i campionati del mondo di scacchi. Il campione del mondo, l’indiano Viswanathan Anand, è affrontato dal giovane talento norvegese Magnus Carlsen. Chi è il brillante avversario? Come si è preparato alla sfida? L’esclusiva intervista di Focus a Magnus Carlsen

Il campionato del mondo

Il campionato del mondo di scacchi è in svolgimento in India fino al 28 novembre 2013 con 12 partite in programma. A ogni vittoria è attribuito un punto; mezzo punto ogni patta. In caso di parità al termine dei 12 incontri è previsto un incontro di spareggio.

La posta in palio è di 2,24 milioni di dollari Usa, di cui il 60% riservato al vincitore.

Segui la sfida in diretta e rivivi le partite già giocate

Fra il norvegese Magnus Carlsen e la scacchiera non è stato un amore a prima vista. Il padre provò a farlo giocare per la prima volta a cinque anni; lui imparò le regole, ma presto preferì tornare alle sue monumentali costruzioni con i mattoncini Lego. Tre anni più tardi, la sorella maggiore iniziò a studiare scacchi a scuola. Lui ne fu incuriosito, volle sfidarla, e vinse. Da allora nessuno lo ha più fermato.

Con una carriera che lascia a bocca aperta anche un mondo abituato ai bambini prodigio, Magnus è diventato Gran Maestro a soli 13 anni, prima dell'americano Bobby Fischer, che a quel traguardo è giunto quindicenne, e prima del più grande campione di tutti i tempi, il russo Garry Kasparov, che di anni ne aveva 17.

Re bianco
Battezzato dai media il “Mozart degli scacchi”, è stato il più giovane giocatore a superare i 2.600 punti nella classifica della Federazione internazionale, e ancora il più giovane a raggiungere le quote di 2.700 e 2.800. Il 1 gennaio del 2010, a 19 anni, è infine salito in vetta alla classifica mondiale, ben prima di quanto abbiano fatto i numeri uno del passato. Da allora, non è mai sceso di un gradino.

È difficile non parlare di genio di fronte a un talento come il suo. Lui però non sembra interessato a quel titolo: «Non ho mai fatti un test del QI, e non mi interessa farlo», ci dice. E mentre il suo punteggio nella classifica internazionale ha ormai superato quello record di Kasparov (2.870 punti contro 2.849), per Magnus il solo titolo che conta è quello che potrebbe vincere in questi giorni, contro il detentore del titolo mondiale, l'indiano Viswanathan Anand.

Come trascorre la giornata il numero uno degli scacchi?
Quando non sono impegnato in un torneo la mia vita non è molto diversa da quella di qualsiasi ragazzo della mia età. A volte non guardo la scacchiera per intere giornate. Ma, anche quando non gioco, gli scacchi sono sempre in qualche modo presenti nel mio subconscio.

Accanto agli scacchi, giochi a calcio e fai molto sport...
L'attività fisica è molto importante e dà l'energia necessaria per essere al massimo anche negli scacchi. Se una partita o un torneo sono molto lunghi è normale che a un certo punto subentri un po' di stanchezza, e in queste condizioni si possono commettere errori fatali. Essere in forma fisicamente permette di sbagliare meno e fa aumentare le probabilità di trarre vantaggio dagli errori dell'avversario.

Durante le partite ti affidi di più alla memoria o alla creatività?
Direi a entrambe. Un buon giocatore deve conoscere a memoria moltissimi schemi e varianti, ma tutto questo è inutile senza la creatività, che permette di individuare il modo più efficacie per sfruttare al meglio le conoscenze. In fondo, ogni partita è un caso a sé.

Pensi di vincere i campionati del mondo?
Lo spero. Penso di essere abbastanza forte, ma dovrò dare il massimo.

I giocatori di scacchi spesso si affidano a gesti scaramantici o hanno qualche portafortuna che tengono con sé durante le partite importanti. Tu hai qualche piccola mania di questo tipo?
No.

Il prossimo sfidante

La risposta italiana a Magnus Carlsen si chiama Fabiano Caruana, classe 1992, attualmente numero cinque nella classifica mondiale, ma con una quotazione che è in rapidissima crescita.

Nato a Miami da genitori italiani, Fabiano ha iniziato a studiare scacchi a scuola mostrando subito un precocissimo talento.

Per coltivarlo, il padre aveva stanziato un budget annuo di 50.000 euro, necessari a pagare viaggi e maestri, e ha infine scelto di trasferirsi in Europa, che ha una tradizione scacchistica più solida. Il giovane campione ha studiato prima in Spagna, poi in Ungheria e oggi vive in Svizzera, a Lugano.

Dal 2005 è portabandiera della Federazione scacchistica italiana. Diventato Gran Maestro due settimane prima del suo quindicesimo compleanno, Fabiano ha già affrontato Carlsen in varie occasioni, dandogli sempre del filo da torcere.

Gli appassionati prevedono che il futuro degli scacchi sarà una sfida a due fra l'italiano e il norvegese. Una sfida durissima, a base di freddezza, memoria, resistenza fisica e colpi di genio

Gli osservatori più attenti ritengono che il tuo principale rivale nei prossimi anni sarà l'italiano Fabiano Caruana, sei d'accordo?
Sì, sarà certamente lui. Fabiano ha fatto progressi davvero impressionanti nell'ultimo periodo. Il suo gioco è maturato molto e penso che abbia ottime probabilità di diventare uno dei migliori giocatori del mondo.

Ritieni che gli scacchi dovrebbero essere insegnati a scuola?
Sarebbe un'ottima cosa. Gli scacchi sono un modo divertente per imparare a concentrarsi e a restare focalizzati su un obiettivo. È un gioco che insegna a prendere decisioni e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Consideri gli scacchi una professione?
Assolutamente sì. Sono il mio lavoro.

Se non fossi stato uno scacchista, che cosa avresti fatto nella vita?
Non lo so. Probabilmente però avrei scelto comunque un lavoro nel quale poter esprimere la mia mente e il mio entusiasmo.

Hai mai pensato di smettere?
No, non seriamente. Perdere è orribile, ma col tempo ho imparato a gestire la sensazione della sconfitta.

18 novembre 2013 Margherita Fronte
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