Chernobyl e altri luoghi abbandonati: (foto) memorie della guerra fredda

Il fotografo David de Rueda ha immortalato quel che resta della guerra fredda. Il risultato: 20 foto incredibili. Le didascalie sono a cura dell'autore, che spiega come è riuscito a ottenere quella particolare foto.

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Cosa resta della Guerra Fredda? In questa gallery abbiamo raccolto 20 foto che David de Rueda ha realizzato in Europa e tra le rovine dell'ex Impero Sovietico, alla ricerca di luoghi abbandonati. Il progetto, nato con la collaborazione della Nikon (il fotografo ha usato una Nikon D810, una reflex professionale in formato FX da 36,3 MP), si intitola Project Spotlight: Abandoned Places e punta a svelare la fine della civiltà in luoghi ancora carichi di storia e significati, come possono esserlo Chernobyl, la città fantasma di Pryp’jat’, la torre di raffreddamento di una centrale nucleare, il relitto di un aereo Douglas DC-3 e una stazione radar abbandonata tra le montagne in Italia. Tutti paesaggi che ricordano da vicino i set di certi film apocalittici. Le didascalie sono a cura dell'autore, che spiega come è riuscito a ottenere quella particolare foto.

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L’astronave madre (The Mothership). Linnahall è un’ex sala da concerti a Tallinn, Estonia. Con un’esposizione di due minuti, ho svelato l’architettura del posto, altrimenti nascosta nell’oscurità. L’inquadratura centrale dà alla foto il suo potere, guidando l’occhio proprio al centro. A me sembra quasi una navicella spaziale.

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Alta frequenza (High Frequency). Questa foto è stata scattata in un impianto di alimentazione sperimentale in disuso vicino a Mosca, strettamente sorvegliato da una mezza dozzina di cani. Dopo una breve discussione per convincerlo, il custode ci ha fatti entrare. Mentre il sole stava tramontando, ho avuto qualche minuto per trovare il punto di vista perfetto. Un uccello sorvolava la zona per caso e ha aggiunto un tocco di poesia in più alla scena.

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Percorsi sospetti (Suspicious Paths). A San Pietroburgo, abbiamo esplorato una vecchia fabbrica costruita nel XIX secolo. Il posto era enorme. Questa stanza mi è particolarmente piaciuta per la sua forma, la luce e il potenziale creativo che potevo aggiungere con la mia modella, che è il punto focale della foto.

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Stelle ghiacciate (Frozen Stars). Ecco una stazione radar abbandonata tra le montagne in Italia. Dopo quasi tre ore di cammino in una coltre di neve spessa 50 cm, abbiamo raggiunto queste enormi antenne ghiacciate. Luna piena, cielo limpido e neve ovunque: l’atmosfera era surreale. Volevo creare qualcosa di post-apocalittico, perso in mezzo al nulla.

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Implosione del tempo (Time Implosion) Una stanza sconosciuta in un ex ospedale di Pryp’jat’ e uno dei primi edifici che ho esplorato in questa città. Il forno sembra essere esploso in mezzo alla stanza distruggendo tutto ciò che c’era intorno.

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Attesa eterna (Eternal Wait) La sala d’attesa in ciò che resta dell’ospedale di Pryp’jat’. Ha attirato la mia attenzione con i suoi colori e la decadenza della vita vegetale. Si ha la sensazione che qui il tempo si sia congelato.

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Uccello solitario (Lone Bird). Ho passato del tempo a esplorare i tetti di Pryp’jat’ perché da lì potevo ammirare tutta la zona e avevo la possibilità di spingere oltre la mia creatività. In questa foto, volevo catturare la totale solitudine in cui è racchiusa la città.

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Caffè Pryp’jat’ (Pripyat Cafe). Questo è un ex caffè di Pryp’jat’. Volevo sottolineare la bellezza del vetro lavorato e creare qualcosa di unico con una lunga esposizione e il light painting. Abbiamo posizionato una fonte di luce principale all’interno dell’edificio, una seconda luce dietro l’insegna Pryp’jat’ per creare un senso di profondità e una terza a illuminare l’insegna originale del locale.

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Il creatore (The Creator). Accanto al caffè Pryp’jat’ c’è la vecchia stazione degli autobus. Ha quest’affascinante stanza con vetrate sul tetto e ho voluto creare qualcosa di grafico con una lunga esposizione e il light painting. Questo è anche un autoritratto.

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Polvere di sole (Sun Dust). Il secondo giorno a Pryp’jat’ ho avuto l’opportunità di assistere al tramonto dalla cima dell’edificio più alto della città, il Fujiyama. I raggi del sole attraversavano la città morta, riportandola in vita per pochi brevi secondi.

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Caduta nucleare (Nuclear Fall). Questo è l’interno della torre di raffreddamento di una centrale nucleare di Chernobyl che non fu mai completata. Le torri di raffreddamento sono impressionanti dall’esterno, ma dall’interno lo sono ancora di più. Nel mezzo di questa architettura grezza, il mio personaggio osserva la grandiosità dimenticata.

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Sogno infantile (child dream). Il nostro ultimo giorno a Pryp’jat’. Durante i precedenti tre giorni, mi ero chiesto come avrei potuto fotografare la famosa ruota panoramica da una prospettiva nuova e originale. Fortunatamente, ho visto soddisfatto il mio desiderio di avere un po’ di neve, che ha creato un’ambientazione da sogno cambiando completamente Pryp’jat’. Posizionandomi su un tetto nei pressi della ruota, sono riuscito a scattare la foto che volevo.

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Oltre il tempo (Beyond Time). Esplorando, strisciando e arrampicandoci siamo riusciti a compiere la missione di accedere a questa centrale elettrica nei pressi di Budapest, Ungheria. Siamo dovuti entrare attraverso una condotta in pendenza lunga 100 metri, piena di polvere e raggi di sole: il luogo ideale per creare questa “apparizione” e rievocare i fantasmi del patrimonio di questa struttura.

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L’unico (The One). Questo è l’interno della centrale elettrica abbandonata vicino a Budapest, Ungheria. È un luogo impressionante, con un grande senso delle dimensioni, macchinari abbandonati ovunque e una forte atmosfera inquietante. Mi sentivo in un film di fantascienza e volevo creare un mondo tutto mio con questa foto.

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Capsula del tempo (Time Capsule). A Budapest, ho esplorato questo cimitero dei treni abbandonato. Era situato nel cuore di un deposito ferroviario attivo e mi sentivo come un bambino in fuga dalla realtà che cammina per alcune ore in un immaginario mondo di mostri d’acciaio.

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Il segnale (The Signal). Sotto la sala congressi di Buzludzha, ho scoperto un luogo che sembrava provenire da un altro pianeta. Ho usato la mia torcia per illuminarlo e ho scoperto che tutto era ricoperto di ghiaccio.

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L’era perduta (The Lost Era). Questo è il monumento di Buzludzha in Bulgaria. Ho deciso di esplorarlo di notte, sfidando la densa nebbia che avvolgeva la montagna, per vivere un incontro ravvicinato del terzo tipo!

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Non cadere (Don’t Fall). Questa è una strana struttura che ho trovato vicino a Sofia, in Bulgaria. L’edificio sembrava attirarmi a sé. Con questa foto volevo esprimere qualcosa di impossibile, come le opere di Escher.

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Anime della notte (Night Souls). Da qualche parte in un’area desertica della costa meridionale dell’Islanda si trova questo relitto di un velivolo Douglas DC-3 dimenticato da tempo. Sono arrivato lì alle 4 del mattino e, mentre aspettavamo, l’aurora polare è gradualmente apparsa all’orizzonte. Ho ammirato questo spettacolo magico fino all’alba e per scattare questa foto ho usato un’esposizione di 90 secondi, con l’uso del light painting all’interno dell’aereo.

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Persi nello spazio (Lost in Space). Quest’immagine è il risultato di 180 chilometri di guida fuori strada nel deserto kazako, seguiti da 45 chilometri di cammino in una zona strettamente regolamentata. Siamo arrivati ed eccoli lì: due cimeli della corsa allo spazio sovietica in un enorme magazzino abbandonato. Forse è la scena più epica che io abbia mai scoperto da quando ho preso in mano una fotocamera.

Cosa resta della Guerra Fredda? In questa gallery abbiamo raccolto 20 foto che David de Rueda ha realizzato in Europa e tra le rovine dell'ex Impero Sovietico, alla ricerca di luoghi abbandonati. Il progetto, nato con la collaborazione della Nikon (il fotografo ha usato una Nikon D810, una reflex professionale in formato FX da 36,3 MP), si intitola Project Spotlight: Abandoned Places e punta a svelare la fine della civiltà in luoghi ancora carichi di storia e significati, come possono esserlo Chernobyl, la città fantasma di Pryp’jat’, la torre di raffreddamento di una centrale nucleare, il relitto di un aereo Douglas DC-3 e una stazione radar abbandonata tra le montagne in Italia. Tutti paesaggi che ricordano da vicino i set di certi film apocalittici. Le didascalie sono a cura dell'autore, che spiega come è riuscito a ottenere quella particolare foto.