Facce nascoste

In un tetto di una casa, in un elicottero, perfino in una cipolla... Su oggetti qualsiasi si nascondono volti umani dalle buffe espressioni. Ma di facce strane e curiose ce ne sono tante anche in natura: basta osservare certe foto satellitari. Ecco una selezione delle foto più divertenti e curiose.
Non perderti anche le fantasie nebulose e gli scherzi della fotografia e della Natura.

Ammettetelo, la vedete tutti la faccia "nascosta" in questa cipolla. Ma perché nessuno può resistere alla tentazione di vedere dappertutto visi e figure antropomorfe, come le facce di questa gallery? Si tratta del noto fenomeno psicologico della pareidolia (dal greco "para", simile, e "eidolon", immagine), che ci fa riconoscere forme note, come ad esempio persone, cose e animali, in immagini nuove, vaghe e con contorni poco netti.

Il fenomeno riguarda anche volti di eroi dei cartoon. Come questo originale Mickey Mouse.

E questo bel viso sorridente, lo vedere pure voi? Certamente. E nel caso dei volti il fenomeno è ancora più iressistibile perché il volto umano è quella parte di realtà che vediamo più frequentemente durante la nostra vita e il cervello umano ha sviluppato la capacità di individuare gli elementi che formano un viso in tempi rapidissimi, abilità, secondo gli studiosi, evolutasi con l’uomo stesso. Lo sanno bene anche gli astronomi che per dare il soprannome a nebulose e costellazione hanno sempre trovato forme antropomorfe e zoomorfe.

Il ritratto di Einstein nascosto nelle valli alpine dell'Austria, su un versante del Grimming a Steiermark.  

E questi porta lumi? Cosa starà succedendo da lasciarli tanto stupefatti?

Questo pomello è talmente espressivo che... ci fa persino l'occhiolino.

"Oh oh, mi è sembrato di vedere un gatto" (cit.)

La natura talvolta sa superare persino... Walt Disney.

E questo lavabo urlante, tutto sudato?

Al reparto ortofrutta si possono fare strani incontri.

Sempre per la serie Facce della... terra.

Lo spazzolone sembra appena uscito dal parrucchiere. Tutto in ordine, insomma.

Persino lal lavatrice! Basta poco per farla sembrare un po' fuori di testa.

Anche delle finestre di una casa possono diventare degli occhi che ti scrutano... 

I soldati stanno partendo in missione e questo elicottero li divora in un solo boccone.

Quando il latte nel caffè fa strani scherzi...

Che sia tubo del gas o del riscaldamento poco importa: assomiglia troppo al celebre «Urlo» di Edvard Munch.

Anche l'automobile sembra colpita!

La borsa è disperata: dentro quella tasca c'era il telefonino.

Cerniera lampo di una giacca o triglia affamata? Dipende dai punti di vista.
Se le foto che avete visto fin qui vi sono piaciute, non potete non seguire l'account twitter @FacesPics dedicato proprio alle facce nascoste.

La pianta dalle labbra calde (Psychotria poeppigiana) potrebbe accendere di desiderio i più eccitati e stupire i più curiosi, ma è abbastanza comune tra le foreste dell'Ecuador. Gli abitanti del luogo la chiamano "oreja del diablo", cioè orecchio del diavolo per le sue proprietà curative. Ha infatti diversi utilizzi medici. E come molte piante con fiori rossi nella zona viene impollinata dai colibrì.

Non perderti altri foto strani e curiosi

A proposito di facce strane... Un nostro lettore di Reggio Calabria è riuscito a immortalare un camion che ha preso vita grazie alla tempesta di neve che si è abbattuta su di lui.
©Gaetano Villegiante

Sembra la sagoma di un faraone quella che esce dal dirupo sul mare nei pressi di Positano. Durante una gita in barca, il signor Emanuele Cafiero ha fatto il bizzarro incontro. La foto fa parte della nuova fotogallery "Ancora facce". Questa galleria va ad aggiungersi alla prima pubblicata "Facce di pietra".
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La sonda MESSENGER ha inviato un’impressionante serie di immagini di Mercurio. Tra le tante meraviglie che sono state fotografate, anche di altissimo valore scientifico, ci sono anche immagini molto divertenti, come quella qui sopra.

Nell'immagine della sonda MESSENGER si vede un gigantesco cratere, il cui diametro è di circa 105 km, che successivamente ha subito altri impatti che hanno creato le “orecchie” di Topolino.

Non è la prima volta che il suolo di un pianeta ci restituisce una faccia di pietra. Il famoso viso ripreso dalla sonda Viking 1 nel 1976 ha affascinato per trent’anni dando il via a un’infinità di ipotesi. Tra le più famose quella che vedeva il volto come una testimonianza di una civiltà di un passato extraterrestre. Idea che ha ispirato il regista Brian de Palma che ne fece un film Mission to Mars del 2000. Solo pochi anni fa gli scienziati hanno dimostrato con una serie di immagini ad alta risoluzione che il viso marziano era solo il risultato di un gioco di luci e ombre.
Nella foto del 1976 si vede il volto ripreso dalla Viking 1.

Ma allora perché vediamo ovunque visi e figure antropomorfe, come dimostrato anche nello speciale Alla faccia delle pietre o da questa immagine di un cratere sorridente di Marte quando nelle rocce o nelle nuvole potremmo scorgere anche animali o oggetti? Perché il volto umano è quella parte di realtà che vediamo più frequentemente durante la nostra vita e il cervello umano ha sviluppato la capacità di individuare gli elementi che formano un viso in tempi rapidissimi, abilità, secondo gli studiosi, evolutasi con l’uomo stesso. Lo sanno bene anche gli astronomi che per dare il soprannome a nebulose e costellazione hanno sempre trovato forme antropomorfe e zoomorfe. Vai alla fotogallery Fantasie nebulose e riconosci volti e oggetti impressi nelle stelle.

Julia Laub e Cedric Kiefer, berlinesi fondatori di Onformative, hanno ideato Google Faces, un'applicazione che, grazie a uno speciale algoritmo specializzato nel riconoscimento facciale, spulcia le mappe di Google Earth a caccia di profili dall'aria almeno vagamente umana.

Nella foto, una faccia imbronciata nell'estremo oriente russo, nella regione dello Yevrey.

Quando il sistema di face tracking individua un'area di terra che somiglia a una faccia, evidenzia le sue caratteristiche e invia le coordinate ai due designer tedeschi, che possono salvarsi uno screenshot della zona.

Lavorando in questo modo, l'algoritmo ha già effettuato un paio di volte il "giro del mondo" inviando ai suoi creatori una serie di ritratti a volte ben riusciti, ma talvolta indecifrabili trovati sulla superficie terrestre. I designer di Berlino pensano di farlo continuare nelle sue indagini ancora per alcuni mesi, per vedere quali altri "faccioni" saprà scovare.

Le labbra da Angelina Jolie, nella foto, non sono altro che le pareti rocciose, alte una quarantina di metri, di un canyon del Darfur occidentale, Sudan.

Auto volanti, lettere misteriose, sculture giganti: le rivelazioni di Google Earth
I canyon più spettacolari (guarda)

Il software lavora mimando i movimenti degli occhi impegnati nel distinguere le fattezze umane in paesaggi sconosciuti. In particolare i suoi ideatori si sono ispirati alla tendenza tipicamente umana di rintracciare immagini familiari come quella di un volto negli oggetti inanimati, per esempio le nuvole: un fenomeno conosciuto come "pareidolia" (dal greco "para", simile, e "eidolon", immagine).

Un altro volto nascosto nella regione russa del Magadan Oblast.

Lo sceicco megalomane che vuole farsi notare da Google Earth (guarda)
La dedica (scritta col GPS) più grande del mondo

Non sarà immediatamente riconoscibile, ma un profilo antropomorfo c'è anche nella riserva del Denali National Park, in Alaska: si possono distinguere occhi, naso e persino un buffo taglio di capelli.

Uomini-scoglio, fantasmi di gesso, serpenti: i capolavori scolpiti dalla natura

L'idea per la creazione del software è arrivata da una scoperta effettuata dalla sonda Viking su Marte nel 1976: il profilo famigliare di una faccia scolpita nelle rocce della Cydonia, una regione del Pianeta Rosso.

Anche questo ghigno mezzo sdentato è stato fotografato in Russia, nella Repubblica di Yakutia.

Un altro "sorriso" marziano (guarda)
Mussolini scolpito su una roccia marziana?

Nel caso di Marte, l'aspetto umanoide del volto era determinato da un gioco di ombre sulla piccola porzione di superficie esaminata. Il suolo poteva apparire antropomorfo, ma è il nostro cervello che tende a riportare le immagini sconosciute a realtà più famigliari che siamo abituati a riconoscere, come quella di un volto.

Nella foto, un profilo trovato da Google Faces in una zona industriale: notate una folta chioma verde, gli occhi lunghi e stretti con tanto di sopracciglia a cespuglio, e un'enorme bocca aperta.

Diamo una mano al software con altre immagini di volti scovati da Google Earth pescate dalla Rete. Qui, il volto di un nativo americano sembra nascondersi tra le colline di Alberta, Canada. Non solo, dall'orecchio parrebbe spuntargli la cuffia di un iPod... che cosa starà ascoltando?

Una carrellata di facce di pietra (vai alla gallery)

Quello nascosto tra le sabbie peruviane potrebbe assomigliare al volto, così come abbiamo imparato a conoscerlo, di Gesù.

Il profilo spettrale di una donna sbuca dei campi dell'Ohio: niente paura, gli occhi non sono altro che alberi disposti a cerchio, e la bocca una macchia di vegetazione più scura.

Ammettetelo, la vedete tutti la faccia "nascosta" in questa cipolla. Ma perché nessuno può resistere alla tentazione di vedere dappertutto visi e figure antropomorfe, come le facce di questa gallery? Si tratta del noto fenomeno psicologico della pareidolia (dal greco "para", simile, e "eidolon", immagine), che ci fa riconoscere forme note, come ad esempio persone, cose e animali, in immagini nuove, vaghe e con contorni poco netti.