Violenze di inizio '900: la propaganda contro le suffragette

Cattive madri e mogli, zitelle brutte e violente... Le donne che più di un secolo fa lottavano per il diritto di voto erano descritte così: questa raccolta di cartoline postali è uno dei segni di quei tempi.

Poveri uomini, vittime di donne orrende armate di ombrelli! Le cartoline postali che proponiamo in questa gallery sono esempi della feroce campagna di denigrazione e umiliazione nei confronti delle suffragette, donne che lottavano per ottenere il diritto di voto (il suffragio), in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Provengono dall'archivio di Catherine H. Palczewski, docente di studi di genere alla University of Northern Iowa (Usa), che le ha raccolte con un paziente lavoro di ricerca durato 15 anni.

Mia moglie è una suffragetta (sono disperato!). Già alla fine del Settecento le donne francesi e inglesi fecero i primi tentativi per ottenere gli stessi diritti di cui godevano gli uomini. In Francia finì presto e male: Olympe de Gouges, scrittrice, capofila di ciò che oggi potremmo definire un primo movimento femminista, fu ghigliottinata nel 1793 per le sue critiche a Robespierre. Nel 1872, in Inghilterra, nasce ufficialmente il movimento delle Suffragette, che in breve tempo superò i confini nazionali: il 2 luglio 1928 il suffragio (il diritto di voto) fu esteso a tutte le donne inglesi.

La suffragetta è mascolina, brutta e aggressiva, come il suo cane. Non fu l'Inghilterra il primo Stato a dare alle donne il diritto di voto: il primato spetta alla Nuova Zelanda, che lo concesse nel 1893. Al suffragio universale si è arrivati, nei Paesi Occidentali, in tempi molto differenti: tra gli ultimi c'è la Svizzera, dov'è stato recepito dall'ultimo cantone della Federazione solamente nel 1991.

Chi ha detto "divorzio"? La propaganda puntava a presentare le suffragette come una minaccia contro i valori della famiglia, capaci di umiliare e costringere l'uomo a fare i lavori di casa e a badare ai figli.

A 15 anni è tenera, a 20 civetta, a 40 zitella e a 50 suffragetta! Il 31 gennaio 1945 fu approvato in Italia il decreto legge che prevedeva il diritto di voto per tutti gli italiani che avessero compiuto 21 anni: le donne votarono, per la prima volta, per le elezioni amministrative del 10 marzo del 1946.

Le madri che votano sono cattive madri.

Questo povero marito non può fare altro che mettere il grembiule e fare il mammo.

Non ti preoccupare, il peggio deve ancora venire.

Hai voluto sposarti una suffragetta?

Questo non è un lavoro da uomini!

Le suffragette attaccano perfino i poliziotti!

Sono tutte zitelle! (Non hanno mai conosciuto un bacio).

Quello che vorrei fare alle suffragette!

Vorrei votare, ma mia moglie non me lo permette.

Il posto delle donne? A casa!

Nessuno mi ama. Forse farò la suffragetta!

Fuma e beve nei locali, e ai figli non ci pensa.

Ecco come sono ridotti gli uomini.

Indovina chi è il capo di casa.

La pace si otterrà così.

Poveri uomini, vittime di donne orrende armate di ombrelli! Le cartoline postali che proponiamo in questa gallery sono esempi della feroce campagna di denigrazione e umiliazione nei confronti delle suffragette, donne che lottavano per ottenere il diritto di voto (il suffragio), in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Provengono dall'archivio di Catherine H. Palczewski, docente di studi di genere alla University of Northern Iowa (Usa), che le ha raccolte con un paziente lavoro di ricerca durato 15 anni.