Curiosità

Carlo III: come si svolgerà la sua incoronazione? E che re sarà?

Riti e simboli secolari dell'incoronazione di Carlo III: il 6 maggio 2023 va in scena l'evento storico (e mediatico) più importante del XXI secolo.

Ci saranno i cappellini con le piume e i tight con la coda, ci saranno i cavalli bianchi e le Scots Guards col berrettone di pelo d'orso inviso agli animalisti, ci saranno i colori pastello, i diademi preziosi, il cocchio d'oro, i nipotini reali che salutano con la manina, come faceva The Queen, e tutta la pompa che i reali d'Inghilterra riescono ancora a venderci per farci sognare.

L'incoronazione di re Carlo III, in diretta tv sabato 6 maggio 2023 (a partire dalle 12 ora italiana, su Raiuno e Canale 5, e alle 11 in Gran Bretagna, dove va in onda sulla Bbc), è l'evento storico e mediatico di questo primo quarto del XXI secolo. Ma non è la prima diretta in mondovisione per Charles Philip Arthur George, come fu registrato all'anagrafe l'erede al trono Carlo il 14 novembre 1948.

Testimone bambino. In piedi fra la Regina madre e la zia Margaret, il piccolo principe di appena 4 anni aveva assistito anche all'incoronazione di sua madre il 2 giugno 1953, trasmessa allora in bianco e nero dalla BBC. Il regno da record di Elisabetta II (1926-2022) ­70 anni contro i 54 della pur longeva regina Vittoria si era aperto davanti a oltre 7 milioni di telespettatori chiusi in casa propria davanti ai loro apparecchi a tubo catodico (e dieci milioni e mezzo ospiti in casa altrui), più un milione e mezzo di sudditi sparsi nei pub e nei cinema del Regno Unito. Fu la prima incoronazione trasmessa in tv e, anche se non si trattò propriamente di una mondovisione, negli Usa fu seguita da 85 milioni di persone.

In Germania venne fornita la copertura addirittura per 11 ore di "spettacolo". Perché di questo si tratta, un grandioso spettacolo, per una volta non funebre come il funerale della regina Elisabetta, che si è tenuto a Westminster, a Londra, il 19 settembre 2022. E si spera dall'esito più felice dello sfarzoso matrimonio di Carlo e Diana, trasmesso il 29 luglio 1981 dalla cattedrale londinese di Saint Paul e finito con un disastroso divorzio. Nell'abbazia si tenne anche il funerale di Lady D, il 6 settembre 1997, che richiamò nelle strade della capitale tre milioni di persone.

La sedia dell'incoronazione. I grandi eventi di casa Windsor sono stati celebrati quasi tutti sotto la volta di Westminster Abbey, l'abbazia costruita nell'XI secolo a pochi passi dal coevo palazzo del Parlamento. In questa chiesa in stile gotico si trova la Sedia dell'incoronazione appena restaurata, l'antico trono ligneo intitolato a Edoardo il Confessore (1002-1066), il sovrano che fece costruire anche l'edificio.

Sotto lo scranno trova alloggio la pietra di Scone, detta anche lia-fail, la "pietra del destino", il pezzo di arenaria rossa su cui venivano incoronati i re scozzesi. Secondo la tradizione risale al patriarca di Israele Giacobbe e, addirittura, pare che possa dare la sua approvazione a chi vi siede sopra, come il Cappello parlante di Harry Potter per chi frequenta la saga del maghetto! La leggenda racconta infatti che la pietra "geme" solo quando il pretendente al trono è di puro sangue reale.

Diamanti maledetti. L'antica seggiola, che ha ospitato le terga dei predecessori di Carlo almeno dal XIV secolo, ne ha viste di cotte e di crude, persino un attentato esplosivo delle suffragette l'11 giugno 1914, alla vigilia della Grande guerra. La regina Vittoria vi sedette sopra durante il Golden Jubilee del 1887, Elisabetta appena 27enne vi si appoggiò imperturbabile sotto il peso della Corona imperiale di Stato. La stessa corona finirà sulla testa di Carlo III: pesa 910 grammi, incluso il Rubino del Principe Nero, gemma considerata maledetta, indossata in battaglia da Enrico V, vittorioso ad Azincourt, e dal gobbo Riccardo III, sconfitto a Bosworth.

Assai discussa è anche un'altra gemma del tesoro della Corona, il leggendario diamante Koh-i-Noor, incastonato nella corona della regina Mary, che Camilla avrebbe dovuto indossare durante l'incoronazione. La gemma è stata messa da parte in omaggio all'India, che la considera un simbolo di conquista e ne chiede da anni la restituzione, accusando la Compagnia britannica delle Indie orientali di averla sottratta in epoca coloniale. La regina consorte si accontenterà anche di meno. Dalla morte di Elisabetta è sovrana a tutti gli effetti anche lei. La cerimonia dell'incoronazione serve in effetti solo a conferire sacralità a re Carlo, già sovrano a pieno titolo e, non dimentichiamolo, capo della Chiesa d'Inghilterra. E la regina Camilla sarà al suo fianco per rassicurarlo: si dice che lui sia nato col mal di testa, e che lei sia da sempre il suo analgesico.

Elisabetta II ritratta dopo l'incoronazione del 1953: indossa la Corona imperiale di Stato e stringe tra le mani lo scettro e il globo del sovrano.
Elisabetta II ritratta dopo l'incoronazione del 1953: indossa la Corona imperiale di Stato e stringe tra le mani lo scettro e il globo del sovrano. CC BY 2.0 © BiblioArchives / LibraryArchives

Operation Golden Orb. L'operazione Globo d'oro, così viene chiamata in codice l'incoronazione, metterà in scena un rito medievale secondo un cerimoniale in uso da secoli: l'unzione del re e della regina consorte davanti all'arcivescovo di Canterbury, con l'olio consacrato nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e conservato nell'ampolla d'oro a forma di aquila dalle ali spiegate. Ma del cerimoniale fanno parte anche le Regalie, oggetti preziosi simboli di un potere secolare, che verranno prelevati dalla Torre di Londra dove sono conservati insieme alle corone.

Fra questi ci sono i bastoni in argento dorato del XVII secolo, la spada di Stato che simboleggia l'autorità reale, il cucchiaio dell'incoronazione, gli speroni d'oro, cuoio e velluto che simboleggiano il cavalierato, la spada dell'offerta montata in oro e tempestata di gioielli, le due armille, ovvero i bracciali antichi simboli di cavalleria e comando.

Il "corredino" di Carlo non sarebbe però completo senza gli altri due oggetti che insieme con la corona costituiscono l'essenza stessa della regalità: scettro e globo, per la precisione lo scettro di Sant'Edoardo con il diamante Cullinan I, la Grande Stella d'Africa, "brillocco" da 530 carati, e il globo d'oro, rappresentazione del potere del sovrano e simbolo del mondo cristiano, diviso dalle gemme incastonate in tre sezioni (ogni sezione rappresenta uno dei tre continenti conosciuti in epoca medievale). Ultimo, ma non per importanza, l'anello del re, uno zaffiro con una croce di rubini tempestata di diamanti. Scusate se è poco...

La carrozza Diamond Jubilee State Coach in occasione dell'apertura del Parlamento nel 2014. A bordo c'era la regina Elisabetta. La stessa carrozza sarà usata durante l'incoronazione di Carlo III. CC BY 2.0
La carrozza Diamond Jubilee State Coach in occasione dell'apertura del Parlamento nel 2014. A bordo c'era la regina Elisabetta. La stessa carrozza sarà usata durante l'incoronazione di Carlo III. CC BY 2.0 © Foreign and Commonwealth Office - State Opening of Parliament

La processione. Tutta la complessità del cerimoniale arriverà a compimento a partire dall'entrata nell'abbazia. Ma prima bisognerà arrivarci, e qui entrerà in azione la Diamond Jubilee State Coach, la preziosa carrozza di Stato creata per il giubileo di diamante di Elisabetta. Carlo arriverà a bordo del cocchio dorato, che somiglia a quello di Cenerentola, per trasformarsi da eterno erede al trono in sovrano del secondo millennio. E finalmente svelerà al mondo la sua vera personalità, più sfaccettata e complessa di quanto sembri.

Si sa da poco che Carlo ha raddoppiato il patrimonio già immenso ereditato dalla madre: il suo capitale ammonterebbe a 680 milioni di sterline.

È noto che nel Regno Unito è stato il pioniere del cibo organico: per anni ha gestito nella tenuta di Highgrove la Duchy Home Farm (la "fattoria del ducato"), dove si coltiva solo con metodi biologici e dove mucche e pecore vengono curate con l'omeopatia. Si dice anche che Carlo abbracci gli alberi e parli con loro quando ne pianta uno dei suoi vasti domini.

God save the "green" King. Sarà quindi un re ecologista e attento alla sostenibilità e all'economia circolare: durante la cerimonia userà infatti un trono riciclato, già impiegato nell'incoronazione di Giorgio VI. Un sovrano che si batterà per i più disagiati: la sua fondazione Prince's Trust da decenni contribuisce all'educazione e all'avviamento al lavoro di miglia di ragazzi.

L'incoronazione di re Giorgio VI e della regina Elisabetta in una incisione. Fu celebrata nell'Abbazia di Westminster, a Londra, il 12 maggio 1937.
L'incoronazione di re Giorgio VI e della regina Elisabetta in un'incisione di Frank O. Salisbury. Si tenne nell'Abbazia di Westminster, a Londra, il 12 maggio 1937. © WikiMedia, P.D.

TUTTI INCLUSI. Sarà un monarca sensibile all'inclusione.

Nella cerimonia, infatti, avranno un ruolo chiave nella consegna delle Regalie alcune importanti esponenti del Commonwealth: la baronessa Valerie Amos, prima donna nera a essere insignita dell'Ordine della Giarrettiera, massima onorificenza cavalleresca, la baronessa Benjamin di Trinidad & Tobago, la baronessa Floella Benjamin, che siede alla Camera dei Lord, e dame Elizabeth Anionwu, ex infermiera. Guarda caso, tutte donne dalla pelle scura, alla faccia di Meghan Markle che ha accusato i reali di razzismo. Lei non ci sarà, ma il figliol prodigo Harry, nonostante gli sconquassi procurati dalla biografia Spare, è stato invitato. Relegato in terza fila, ma presente. Non era scontato.

Se c'è una cosa che Carlo III ha imparato da sua madre, è never complain, never explain, "mai lamentarsi e mai dare troppe spiegazioni": i tabloid sono sempre in agguato. Poi, ci sarà tempo per altri scandali, nuove generazioni di reali stanno crescendo.

5 maggio 2023 Lidia Di Simone
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