Curiosità

Perché la Pasqua 2019 non è stata il 24 marzo?

In base alla regola e ai conti, passati l'equinozio e il primo plenilunio, la Pasqua avrebbe dovuto cadere domenica 24 marzo. E invece no: la celebriamo quasi un mese dopo.

Pasqua e Natale sono festività della Chiesa Cattolica che si accompagnano a giorni di festa e di vacanza in quasi tutti i Paesi del mondo, osservate anche da confessioni e fedi diverse e da non credenti. Quando cadono, esattamente? Per il Natale non ci sono problemi: sarà sempre il 25 dicembre, qualunque sia il giorno della settimana.

La Pasqua invece è "ballerina": è sempre di domenica, giorno in cui i cristiani celebrano la risurrezione di Gesù Cristo, ma può cadere tra marzo e aprile. Di anno in anno, per stabilire la data infatti ci si rifà a una regola che risale all'adozione del Calendario Gregoriano: la Pasqua cade sempre

la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera

La regola. Quest'anno l'equinozio di primavera (vedi) è arrivato mercoledì 20 marzo alle 22:58, e dopo circa quattro ore, ossia alle 2:43 di giovedì 21 marzo, il nostro satellite ha raggiunto la fase di Luna piena. Se guardiamo le cose dal punto di vista astronomico quella è stata la prima Luna piena dopo l'equinozio di primavera e, dunque, stando alla regola, la Pasqua avrebbe dovuto cadere il 24 marzo, la prima domenica successiva alla serie canonica di eventi. E invece la celebriamo domenica 21 aprile, quasi un mese dopo. Qualcuno ha sbagliato i conti?

I calendari del mondo, calendario gregoriano
Il calendario gregoriano è comunque sbagliato! Tutti i calendari sono nati per misurare il tempo in base a fenomeni astronomici ciclici: l'alternanza del giorno e della notte, le fasi della Luna (il mese), il susseguirsi delle stagioni (l'anno). Ma tutti hanno un problema: non sono precisi, perché la durata effettiva di un'orbita della Terra attorno al Sole è di 365,2564 giorni. Una frazione di giorno in più che richiede periodici aggiustamenti del calendario. Nel 46 a.C. Giulio Cesare rimise in pari le date rispetto alle stagioni: il calendario giuliano prevedeva 365 giorni con un anno bisestile ogni 4, ma per sistemare la differenza iniziale si stabilì che il 46 a.C. avesse 445 giorni. Anche il calendario gregoriano non è preciso (ha un errore di 6 giorni ogni 10.000 anni), ma è il più preciso tra tutti quelli che abbiamo avuto.

Il cavillo. Niente di tutto ciò: per convenzione, la Chiesa considera "equinozio di primavera" sempre e comunque il 21 marzo, anche se nella realtà astronomica può variare nell'arco di tre giorni. Perciò anche il plenilunio del 20 marzo è andato "perso". Il successivo è venerdì 19 aprile, e allora sì che la domenica successiva sarà Pasqua, il 21. La Luna, indifferente ai nostri calendari, ci ha nel frattempo regalato la sua bellezza alla minima distanza dalla Terra, 366.000 chilometri anziché i "soliti" 384.000 chilometri, metro più, metro meno.

19 aprile 2019 Luigi Bignami
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