Il tuo nome sulla Coca-Cola

Dopo t-shirt, cappellini e chiavette usb, oggi la "personalizzazione" arriva anche sulle bibite: i primi a provarci sono quelli di Coca-Cola, una delle poche aziende al mondo che possa permettersi addirittura di sostituire il logo col nome dei suoi clienti. Se funziona, potrebbe doppiare il successo dei "lucchetti dell'amore".

Il marchio forse più famoso al mondo tenta un esperimento che solo un'azienda con quella "forza" può azzardare: sostituire il logo col nome dei consumatori. Dall'inizio di maggio, in occasione del 127° della sua fondazione, per alcune settimane sarà possibile acquistare una lattina o una bottiglia personalizzate, etichettate con uno dei 150 tra nomi, soprannomi e appellativi possibili.
 
Chi ha un nome abbastanza comune ha qualche chance di trovarlo, ma sono appunto previsti anche soprannomi generici, come "lo zio" e "il bomber", in alternativa ai buoni-per-ogni-occasione, come "mamma", "le nostre pesti" o "la tua Giulietta".
 
Quella della personalizzazione non è una scelta di marketing particolarmente innovativa, anzi, è abbastanza comune in settori quali l'abbigliamento (t-shirt, borse...) e nell'online, come fa Google con i suoi Doodle (vedi) con lo scopo di invogliare i navigatori a fare di Google la pagina di avvio del proprio browser, per avere ogni giorno una "curiosità" differente da esplorare.
 
Quello che in questo caso sorprende è invece l'adozione di tale strategia nell'alimentare, anche se ad attuarla è un'azienda della portata di Coca-Cola. Se però dovesse avere successo, il "rischio" sarebbe quello di vedere presto un nuovo articolo all'asta a caro prezzo online e la nascita di una moda che potrebbe oscurare il fenomeno dei "lucchetti dell'amore" dei ponti Milvo di Roma e Rialto di Venezia.
 


VEDI ANCHE
# Guerrilla Marketing: le trovate più curiose su iSpot
 

Il "bomber", l'immancabile soprannome delle compagnie degli anni Zero e Dieci.

La "chic" non poteva che comparire su una Coca-Cola Light.

Le bottiglie personalizzate con i nomi propri più comuni.

La lattina più ambita.

Soprannomi più virili per le lattine di Coca-Cola Zero.

Il marchio forse più famoso al mondo tenta un esperimento che solo un'azienda con quella "forza" può azzardare: sostituire il logo col nome dei consumatori. Dall'inizio di maggio, in occasione del 127° della sua fondazione, per alcune settimane sarà possibile acquistare una lattina o una bottiglia personalizzate, etichettate con uno dei 150 tra nomi, soprannomi e appellativi possibili.
 
Chi ha un nome abbastanza comune ha qualche chance di trovarlo, ma sono appunto previsti anche soprannomi generici, come "lo zio" e "il bomber", in alternativa ai buoni-per-ogni-occasione, come "mamma", "le nostre pesti" o "la tua Giulietta".
 
Quella della personalizzazione non è una scelta di marketing particolarmente innovativa, anzi, è abbastanza comune in settori quali l'abbigliamento (t-shirt, borse...) e nell'online, come fa Google con i suoi Doodle (vedi) con lo scopo di invogliare i navigatori a fare di Google la pagina di avvio del proprio browser, per avere ogni giorno una "curiosità" differente da esplorare.
 
Quello che in questo caso sorprende è invece l'adozione di tale strategia nell'alimentare, anche se ad attuarla è un'azienda della portata di Coca-Cola. Se però dovesse avere successo, il "rischio" sarebbe quello di vedere presto un nuovo articolo all'asta a caro prezzo online e la nascita di una moda che potrebbe oscurare il fenomeno dei "lucchetti dell'amore" dei ponti Milvo di Roma e Rialto di Venezia.
 

VEDI ANCHE
# Guerrilla Marketing: le trovate più curiose su iSpot