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9 cose che (forse) non sai sull'aria

Quanta ne respiriamo (e quanta ne buttiamo fuori... anche in modo imbarazzante!), quanto pesa e altre curiosità d'aria in cucina e nell'arte.

Quanta ne respiriamo (e altri numeri). Un uomo di 70 kg ne inspira 6 litri al minuto. Mentre i neonati fino a 6 mesi compiono 30/60 inspirazioni al minuto; nei bebé da 6 a 12 mesi si arriva a 24/30. Nei bambini da 1 a 5 anni i respiri sono tra i 20 e i 30 al minuto. Dai 6 ai 12 anni se ne fanno tra 12 e 20. Gli alveoli dei polmonari sono circa 300 milioni e hanno una superficie totale di scambio tra 70 e 100 m².

Quanto pesa. Quanto pesa l’aria contenuta in una stanza? Poniamo di essere in condizioni che i chimici definiscono “standard” (0 °C di temperatura e 1 atmosfera di pressione) e di considerare l’aria composta solo da ossigeno e azoto. Dato che (lo dice l’equazione dei gas) un metro cubo d’aria pesa circa 1,3 kg (o appena un po' meno) e che in una stanza media (5 x 4 x 3 metri) ce ne stanno 60 metri cubi, il peso di una "camera d’aria" sarà 60 x 1,3 = 78 kg. Quanto una persona!

Fredda ma bollente. Ci sono posti dove la temperatura è alta ma si può sentire freddo. Un esempio? La termosfera, lo strato dell’atmosfera compreso tra i 90 e i 500 km di quota, dove si registrano temperature fino a 1.000 °C. Eppure gli astronauti, nelle loro passeggiate spaziali, indossano tute climatizzate: qui infatti l’aria è rarefatta (ci sono poche molecole) e il trasferimento del calore, in assenza della conduzione, avviene solo per irraggiamento.

Quante puzzette facciamo. Lo certifica la Società italiana di Chirurgia colo-rettale: tutti gli adulti ne fanno, fino a 2,5 litri al giorno. Parliamo di... puzzette. Le flatulenze – un mix di azoto, CO2, idrogeno, metano e gas solforosi prodotti dai batteri del colon – sono emesse anche dagli animali: secondo David Wilkinson della JM University di Liverpool, 200 milioni di anni fa i dinosauri con le loro “arie” contribuirono ad alzare la temperatura del pianeta.
 
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Vuoi fare arte? C’è chi, attraverso l’aria, ha definito un nuovo concetto di scultura, non più basato sull’uso di materiali solidi e pesanti come il marmo o il bronzo. È l’americana Janet Echelman che dal 1997 dà forma agli spazi delle città con le sue installazioni sospese, realizzate con teli e reti: un’idea che le venne osservando un gruppo di pescatori che stavano riparando le loro reti. Oggi la Echelman – che ha esposto le sue opere anche durante grandi eventi come le Olimpiadi – si avvale della collaborazione di ingegneri aeronautici, progettisti del paesaggio ed esperti di illuminazione.

L'aria fritta? Esiste! L’aria è anche un ingrediente. Lo sanno bene i fan della cucina molecolare, dove le ricette prevedono l’uso di “arie”. Sono “schiume”, ottenute con sostanze emulsionanti come la lecitina di soia, usate per diluire ingredienti dal sapore molto deciso (succo di limone, prezzemolo, menta...). Pare che le arie siano state inventate dal guru della cucina molecolare, Ferran Adrià, vedendo del succo di carota fuoruscire da una centrifuga.

Fino a quando sarà respirabile. C’è stato (e ci sarà) un tempo in cui l’atmosfera terrestre era (e sarà) irrespirabile. Quattro miliardi di anni fa era del tutto priva di ossigeno (per molti esseri viventi è un veleno) che arrivò un miliardo di anni dopo, spazzando via gran parte delle cellule che abitavano il pianeta a quel tempo. Le condizioni simili alle attuali si stabilizzarono circa 540 milioni di anni fa. Ma tra un miliardo di anni il Sole (diventato nel frattempo più brillante) farà evaporare gli oceani, originando un effetto serra che renderà la Terra inabitabile.

Come fa a innescare i fulmini. Li studiamo da anni, eppure i fulmini celano ancora molti misteri. Per esempio non si hanno prove sul fatto che, all’interno delle nuvole, siano particelle di ghiaccio e “neve tonda” a trasmettere la carica elettrica all’aria. E soprattutto: nonostante decenni di studi con le sonde, non è stato mai registrato il campo elettrico che sarebbe necessario a scatenarli. Infatti quello calcolato teoricamente risulta essere 10 volte più intenso di quello effettivamente misurato.

Compressa e spedita. Inventata a inizio Ottocento in Inghilterra, la posta pneumatica sfruttava un circuito di tubi e un sistema ad aria compressa per recapitare messaggi telegrafici all’interno di capsule. Si diffuse in diverse parti del mondo, ma poi andò via via in disuso. Eppure ancora oggi ha diverse applicazioni: per esempio nei centri commerciali, per inviare il denaro contante in cassaforte, oppure nelle farmacie, per spostare le confezioni di farmaci dal magazzino al banco. La tecnologia impiegata si basa su compressori, turbine e deviatori in grado di movimentare oggetti di qualche kg, a oltre 15 m/s (54 km/h), per centinaia di metri.

Quanta ne respiriamo (e altri numeri). Un uomo di 70 kg ne inspira 6 litri al minuto. Mentre i neonati fino a 6 mesi compiono 30/60 inspirazioni al minuto; nei bebé da 6 a 12 mesi si arriva a 24/30. Nei bambini da 1 a 5 anni i respiri sono tra i 20 e i 30 al minuto. Dai 6 ai 12 anni se ne fanno tra 12 e 20. Gli alveoli dei polmonari sono circa 300 milioni e hanno una superficie totale di scambio tra 70 e 100 m².