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Torna l'era dei dirigibili

Può atterrare ovunque, trasportare 10 tonnellate e 48 persone a 140 km/h a 6.100 metri di quota.

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Vista impertinente di AirLander 10, il nuovo dirigibile. | Hybrid Air Veicles

Bisognerà trovargli un nome. Non è un dirigibile, anche se in parte si comporta come tale, in quanto galleggia nell'aria sostenuto dall'elio; non è un aereo, anche se un po' lo è, grazie a motori, ali e timone direzionale: 60% dirigibile, 40% aereo... Chiamiamolo dirigibile, per adesso.

 

Con 93 metri di lunghezza, poco meno di un campo di calcio, è il più grande mai costruito - almeno tra i sopravvissuti della sua specie: lo sfortunato Hindenburg misurava 245 metri di lunghezza, poco meno dello sfortunato Titanic. In questi giorni si stanno assemblando le ultime parti prima di portarlo all’aperto e farlo volare, nel giro di qualche settimana. I pezzi mancanti, al momento, sono in quel 40% d'aereo: il timone e le ali, innanzi tutto, e infine i motori, che gli daranno la spinta in fase di partenza.

 

Una fase dell'assemblaggio delle ali. | Hybrid Air Veicles

Dirigibile da guerra. Il mega trasporto è nato da un progetto dell’esercito americano per il trasporto di mezzi e truppe, poi abbandonato - forse per problemi di vulnerabilità. Il progetto è quindi diventato inglese e, grazie a un crowdfunding (finanziamento collettivo) che ha fruttato 2,2 milioni di sterline, è infine nato l'Airlander 10 (è il "nome proprio" del dirigibile). La "prova serbatoio" è stata effettuata con 37.000 metri cubi di elio (sufficienti a riempire 15 piscine olimpioniche, se proprio qualcuno volesse nuotare nell'elio), mentre il dirigibile era fermamente ancorato a giganteschi panettoni di cemento. Adesso manca solamente il volo di collaudo (ad assemblaggio completato), previsto a marzo: l'equipaggio dovrà percorrere un centinaio di chilometri provando tutte le manovre.

 

Senza limiti. In quanto dirigibile, Airlander 10 sarà in grado di alzarsi e atterrare in qualunque luogo del pianeta, dai deserti alle distese di ghiaccio. Potrà restare in volo fino a due settimane consecutive, viaggiando a 140 chilometri all’ora a una quota di 6.100 metri e un carico di 10 tonnellate, oltre a 48 passeggeri. Potrà essere di aiuto là dove gli aerei non possono atterrare e per il trasporto di soccorsi in zone calamitate, ma potrebbe persino imporsi come mezzo per crociere turistiche fuori dall'ordinario.

 

26 febbraio 2016 | Luigi Bignami
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