Sport: c'è un limite alle prestazioni?

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Usain Bolt

Al Mondiali di atletica di Berlino gli atleti stanno battendo record su record. Ma c’è un limite oltre il quale l’uomo non può fisicamente spingersi? Secondo le ultime ricerche è stato quasi raggiunto. (Alessandro Bolla, notizia aggiornata al  21 agosto 2009)

Quattro giorni dopo lo strepitoso 9"58 nei 100 metri, il giamaicano Usain Bolt ha stupito di nuovo il mondo fermando il cronometro sui 19"19 nella finale dei 200 metri, migliorando entrambi i tempi di 11 centesimi di secondo rispetto ai primati precedenti. Due record mondiali che Bolt conquista a un anno di distanza dagli ori olimpici di Pechino, quando i suoi 9"69 e 19"30 nei 100 e 200 metri sembravano destinati a durare a lungo.
Ma esiste un tempo al di sotto del quale non è umanamente possibile scendere? A questa affascinante domanda ha provato a rispondere Enrico di Prampero, biomedico e docente di fisiologia umana all’Università degli studi di Udine, nel corso di un convegno svoltosi in Italia lo scorso anno. Secondo di Prampero gli atleti professionisti sono ormai molto vicini al limite fisiologico dell’uomo e i margini di miglioramento sono assai ridotti.

 
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Il ricercatore è giunto a questa conclusione analizzando le prestazioni degli atleti nel corso degli anni e stimandone l’andamento futuro mediante una proiezione statistica: tra il 2187 e il 2254 il velocista più forte correrà i 100 metri in 9”15 a una velocità media di 39,344 km/h mentre i mezzofondisti percorreranno i 5.000 metri piani in 11’20” (il record attuale è di 12’37”35). Secondo altri studi i record maschili raggiungeranno il picco teorico tra il 2020 e il 2060: Alain Neville dell’Università di Wolverhampton e Gregory White dell’English Institute of Sport affermano che le performance non miglioreranno comunque più dell’1-3% rispetto a quelle attuali: la maratona per esempio, il cui record attuale è di 2h4’26” potrà essere corsa in non meno di 2h3’09”.



Più record in rosa
Un po’ diversa è invece la questione sul fronte femminile: i margini di miglioramento delle atlete sono più consistenti rispetto a quelli dei colleghi uomini perchè lo sport in rosa è iniziato, almeno a livello professionale, più tardi rispetto a quello maschile.
Tutti i ricercatori sono comunque concordi nell’affermare che alla base dei progressi ci sono due fattori chiave: la globalizzazione, che permette di avere a disposizione un maggior numero di atleti tra cui trovare il migliore, e le tecniche di allenamento sempre più evolute.

Che noia, che barba: lo sport nel 2060
E secondo uno studio francese recentemente pubblicato sul Sunday Times, a partire dal 2060 l'atletica leggera e molti altri sport potrebbero perdere di significato, poichè non sarà più possibile battere alcun record. L'analisi è stata condotta da Jean-Francois Toussaint e ha preso in considerazione oltre 3200 record sportivi realizzati a partire dal 1896. Secondo il ricercatore, gli atleti di cent'anni fa sfruttavano il 75% della propria capacità psicologica mentre adesso sono arrivati al 99%. Entro il prossimo mezzo secolo non ci saranno più barriere da superare e i campioni si fermeranno. Per questo motivo l'atletica leggera potrebbe non dare più emozioni già dal 2027, seguita dal sollevamento pesi e dagli sport nei quali contano materiali e tecnologia.

Usain Bolt

21 Agosto 2009