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9 cose che (forse) non sai sui Romanov

Sovrani sanguinari, regine di cuori, personaggi dotati di poteri misteriosi...  : ecco le figure che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a scrivere alcune pagine della storia dei Romanov (la dinastia russa dell'ultimo Zar, tornata d'attualità ora grazie a una serie tv).

Per tre secoli. Mikhail, il primo Zar della dinastia dei Romanov non prese il potere con le armi, ma appena 17enne fu eletto da un’assemblea. Da quel momento la sua casata segnò 3 secoli di storia russa con zar e zarine leggendari che, tra una riforma e l’altra, inciamparono in guerre, colpi di stato, regicidi, amori e furori. Tutto questo fino alla Rivoluzione d’ottobre che vide la barbara fucilazione degli ultimi eredi dei Romanov (anche se, secondo alcuni, non proprio tutti…). In questa gallery una ministoria della famiglia reale russa.

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Regolarmente eletto. La casata dei Romanov fu la seconda dinastia a governare la Russia e anche l'ultima. Il loro regno cominciò sotto il segno di Mikhail Romanov nel 1613 e durò per più di tre secoli, fino ai sanguinosi incidenti della Rivoluzione di Ottobre del 1917. A proposito… Ma come fece Mikhail a diventare Zar? Strano, ma vero, fu eletto! Il 21 febbraio 1613 l'Assemblea dei Boiari lo nominò all’unanimità Zar di tutte le Russie. Non conquistò il potere manu militari, come altri sovrani. Ma sicuramente lo aiutò il curriculum familiare: il padre, Filarete, era patriarca della Chiesa ortodossa russa e il nonno Nikita era stato consigliere di Ivan il Terribile.

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Il più celebre. Il Romanov più famoso di tutti i tempi è stato sicuramente Pietro I, detto "il Grande" (1672-1725), nipote di Mikhail e primo imperatore russo. Di lui gli storici ricordano le riforme e l’aver importato in Russia un bel po’ di Europa: dalle patate all’abbigliamento. Si deve a lui anche il primo censimento dei russi, fatto in realtà più per motivi fiscali che sociali. Si tenne nel 1715 e rivelò che circa 12 milioni di persone vivevano in Russia. Oggi sono 144 milioni, 12 volte tanti.

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La soap opera russa. Pietro il Grande si sposò due volte: ma i sentimenti per la seconda moglie, Marta Skowrońska (1684-1727), si dice fossero più forti. Una vita da telenovela, quella condotta dalla donna: cresciuta orfana nella casa di un pastore luterano in Lettonia, durante la guerra con la Svezia fu presa prigioniera e divenne amante di un giovane ufficiale russo. Volitiva e determinata, e poco incline a essere solo “bottino di guerra”, si fece strada tra i ranghi diventando amante del feldmaresciallo Sheremetev, fino a entrare nella casa di uno stretto collaboratore dello zar, Alexander Menshikov, che la introdusse a Pietro il Grande. Nel 1711, l'affascinante e caparbia Marta divenne la moglie dello zar, col nome di Caterina I.

L'Imperatrice. Caterina è anche il nome di un’altra popolare imperatrice: la zarina Caterina la Grande, che governò sulla Russia dal 1762 al 1796, guadagnando il primato (imbattuto) di leader femminile più longeva del paese. La Russia visse un momento di splendore sotto il suo regno, fino a essere riconosciuta come una delle grandi potenze europee. Anche la sua storia è curiosa: dopo la morte dell'imperatrice Elisabetta nel gennaio 1762, Pietro III salì al trono e Caterina divenne consorte imperatrice. In seguito ordì una sorta di golpe contro il marito, che fu costretto ad abdicare, mentre il clero ordinava lei unica erede al trono russo. Pietro III morì 8 giorni dopo il colpo di stato e solo sei mesi dopo la sua ascesa al trono. E lei potè dedicarsi alla politica e agli amori.

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La regina di cuori. Di Caterina la Grande si ricordano grandi riforme illuministiche: la “sua” Russia si riempì di scuole e ospedali e le città furono obbligate a dotarsi di medici e farmacie (e allora non era una cosa scontata). Ma i gossip storici la ricordano anche come regina di cuori, con 20 amanti in 34 anni di regno: la sua relazione più lunga fu con Grigory Orlov, un ufficiale coraggioso che fu il suo preferito per oltre 10 anni, al punto che in giro si diceva che i due volessero sposarsi. Un altro suo favorito fu il principe Grigory Potemkin, tra i più eminenti uomini di stato dell'epoca, con cui si vocifera fosse segretamente sposata. Sì, è proprio lui il Potemkin a cui verso la fine del XIX secolo venne dedicata l'omonima corazzata ammiraglia della flotta russa del Mar Nero che ispirò in seguito il film di Eisenstein (e il noto, come dire?, disprezzo manifestato in uno degli episodi di Fantozzi dal celeberrimo ragioniere!).

In favore dei poveri (o quasi). Tra le celebrità della dinastia dei Romanov, c’è anche Alessandro II (1818 - 1881) noto anche come Alessandro il Liberatore per la sua più significativa riforma: l’emancipazione dei servi della gleba della Russia nel 1861. In pratica, tuttavia, la libertà fu ritardata perché la terra in cui vivevano i contadini era ancora di proprietà della nobiltà e così gli ex braccianti-schiavi furono costretti a rimanere in una situazione subordinata. Insomma una riforma a metà… Il suo record storico però fu un altro: sopravvisse a 5 tentativi di omicidio, ma il sesto gli fu fatale. Fu brutalmente assassinato all'età di 62 anni.

Regni da incubo. L’ultimo dei Romanov, Nicola II invece governò dal 1896 al 1917: la sua eredità politica è controversa e gli è stato persino dato il soprannome di Nicola il sanguinario. Tuttavia, secondo alcuni sondaggi, circa la metà dei russi moderni lo vede positivamente. Secondo la storico francese Marc Ferro, il suo regno fu un vero e proprio incubo: “Ha vissuto due rivoluzioni, ha assistito a decine di tentativi di assassinio nel suo seguito e ha presieduto la Duma, che non aveva voluto creare, partecipando alle sue sessioni e alle interminabili riunioni del Consiglio dei ministri. Dopo una lunga prigionia, fu ucciso. Ma sia prima che dopo l'abdicazione, la sua preoccupazione era sempre la salute di suo figlio, unico erede, malato terminale di emofilia”. E fu proprio la malattia dello zarevic (figlio dello zar) a far sì che il monaco Rasputin, che si vantava di poter guarire con la preghiera, entrò nella grazie della famiglia reale, fino a condizionarne l’azione politica.

E se fosse ancora viva? E poi c’è la leggenda metropolitana che ancora sopravvive alla dipartita della famiglia reale: il mistero di Anastasia Romanova, la più giovane delle quattro figlie dello zar Nicola II. Nel 1918, quando i bolscevichi uccisero i Romanov, cominciarono a diffondersi voci secondo cui la giovane principessa fosse fuggita, perché non si trovavano i suoi resti. In tutto il mondo, molte persone cominciarono a spacciarsi per lei e qualcuno indossò persino i panni dei suoi giovani fratelli: Maria e Alexei, i cui resti però poi furono trovati. Analisi del DNA, esumazioni tardive e rivelazioni degli storici non hanno ancora risolto definitivamente il mistero!

Per tre secoli. Mikhail, il primo Zar della dinastia dei Romanov non prese il potere con le armi, ma appena 17enne fu eletto da un’assemblea. Da quel momento la sua casata segnò 3 secoli di storia russa con zar e zarine leggendari che, tra una riforma e l’altra, inciamparono in guerre, colpi di stato, regicidi, amori e furori. Tutto questo fino alla Rivoluzione d’ottobre che vide la barbara fucilazione degli ultimi eredi dei Romanov (anche se, secondo alcuni, non proprio tutti…). In questa gallery una ministoria della famiglia reale russa.

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