8 pizze che (forse) non mangeresti mai

Dalla Mizza (a base di riso) alla pizza al sapor di coccodrillo, dalla pizza con le cicale a quella che fa impazzire gli svedesi, a base di banane e curry. Paese che vai, pizza che trovi.

Al sapor di coccodrillo. In Italia, dove finanche le borsette di coccodrillo sono vietate, fa un certo effetto scoprire che in Australia, dove gli alligatori abbondano c’è chi ha pensato di farne l’ingrediente principale della pizza: succede in più di un hotel, come l’Australian Heritage Hotel di Sidney, che propone agli ospiti una pizza gourmet a base non solo di coccodrillo ma anche di… Canguro.

La Repubblica delle banane. Paese che vai, pizza che trovi. In Svezia, per esempio, pare vadano matti per la pizza alla banana. La versione più richiesta è quella al pomodoro. Ma c’è anche chi ci mette il curry. Insomma, libero ingrediente in libero stato.

Cono pizza. Per le vie di Napoli, dove viene ancora proposta come “street food”, la pizza viene piegata a “portafogli” in modo da poter essere consumata senza posate. Nei paesi anglosassoni invece preferiscono farne un cono, quasi fosse un gelato. La proposta arriva da un’azienda alimentare che si chiama, indovinate un po’? Pizzacones.

Piazza alle cicale. La pizza è un alimento gustoso, ma chi segue una dieta bilanciata potrebbe non apprezzare il surplus di carboidrati rispetto alle proteine. Detto, fatto: in Missouri per ovviare a quest’inconveniente hanno pensato di guarnirla con delle cicale. Lo ha fatto un ricercatore del Missouri Department of Conservation di St. Louis, che ha creato un intero pranzo a base di “cicadas” (così si chiamano in inglese), dall’antipasto al dessert, per dimostrarne le proprietà nutrizionali.

La meatza. A una prima occhiata sembra una comune pizza molto guarnita. Ma basta un assaggio per capire che la meatza, diffusa soprattutto negli Stati Uniti, della pizza ha ben poco: l’impasto infatti è a base di carne macinata. Del resto lo tradisce lo stesso nome: meatza, ovvero meat (carne) + pizza.

Pizza a colazione. Persino il quotidiano inglese The Telegraph ha avuto da ridire sull’invenzione della breakfast pizza, che sulla base di una pizza combina alcuni dei cibi tipici della colazione inglese: dal bacon alle uova (fritte).

Riso amaro. Incontrare il gusto locale per una catena di fast food non è sempre facile. Lo sanno bene i “creativi” di Pizza Hut, che per conquistare i consumatori di Taiwan e Corea del Sud, si sono inventati la Mizza (da non confondere con la Meatza): una pizza a base di riso e pomodoro, cosparso di formaggio filante.

Pizza Tropicale. Dove si tiene ogni anno l’Expo della Pizza, cioè la più grande esibizione di pizze al mondo? Napoli? Milano? Roma? No… Las Vegas. Ed è proprio qui, nel cuore scintillante del Nevada, che i pizzaioli più creativi del mondo fanno a gara a chi fa la pizza più buona o in qualche caso più “strana”. Nel 2012, per esempio, ha vinto per la terza volta il Goodfella's Brick Oven Pizza di Staten Island, N.Y. che ha portato a casa il premio di 10.000 dollari con la sua "pizza tropicale”, a base di ananas, lime, gamberi, mozzarella e… Tequila.

Al sapor di coccodrillo. In Italia, dove finanche le borsette di coccodrillo sono vietate, fa un certo effetto scoprire che in Australia, dove gli alligatori abbondano c’è chi ha pensato di farne l’ingrediente principale della pizza: succede in più di un hotel, come l’Australian Heritage Hotel di Sidney, che propone agli ospiti una pizza gourmet a base non solo di coccodrillo ma anche di… Canguro.