8 film fondamentali (e non) sui geni del computer

Da Anonymous a Zuckerberg passando per WikiLeaks: film e docufilm che raccontano l'epopea delle macchine pensanti e dei loro inventori.

01_the-imitation-game02_il-quinto-potere03_the-social-network04_the-queen-of-code05_jobs06_anonymous07_revolution-os08_i-pirati-di-silicon-valleyApprofondimenti
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The Imitation Game (2014). Storia del matematico inglese Alan Turing, che durante la Seconda guerra mondiale costruì un precursore dei moderni computer per decifrare il codice dei nazisti (vedi come funzionava la macchina Enigma).
 
Precisione storica: 7. È un resoconto veritiero, ma ci sono dettagli fantasiosi. Ad esempio, il vero Turing non era così incapace di relazionarsi con le persone, né il comandante della divisione per cui lavorava Turing era così cocciutamente ostile al suo lavoro (tanto che la famiglia di Alastair Denniston, il comandante, si è detta offesa dal film).
 
Giudizio artistico: 7+. È ben recitato e ha il pregio di mettere sul piatto due questioni spinose: cosa significa sacrificare vite umane per un bene superiore e cosa significa perseguitare una persona per la sua omosessualità.

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Il quinto potere (2013). Come Julian Assange e il suo collega Daniel Domscheit-Berg hanno fondato WikiLeaks, una piattaforma per la diffusione di informazioni riservate in forma anonima che ha scosso i governi.
 
Precisione storica: 3. Già prima che il film uscisse nelle sale, Julian Assange aveva criticato il libro da cui è tratto («pieno di falsità») e l'intenzione che stava dietro l'adattamento («perseguire una vendetta contro di me e la mia organizzazione»).
 
Giudizio artistico: 5. È una sorta di thriller giornalistico svogliato e fiacco, che pigia l'acceleratore sugli elementi drammatici e sorvola sul nocciolo dell'argomento trattato.

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The Social Network (2010). Lo studente di Harvard Mark Zuckerberg crea il social network Facebook: sappiamo come andrà. Più tardi viene citato in giudizio da due fratelli (sostengono abbia rubato loro l'idea) e dal suo ex socio d'affari (sbattuto fuori dall'azienda).
 
Precisione storica: 6. Zuckerberg ha criticato l'eccessiva drammatizzazione della sua vita, in particolare il fatto che sembra ruotare quasi interamente intorno a una delusione amorosa. Nel complesso, però, il film illustra bene l'impatto di Facebook nel mondo.
 
Giudizio artistico: 9. Merito soprattutto dello sceneggiatore Aaron Sorkin e del regista David Fincher, due nomi che sono una garanzia.

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The Queen of Code (2015). Durante la Seconda guerra mondiale, la signora ammiraglio Grace Murray Hopper è elemento determinante nella costruzione del primo computer e nell'affermazione del ruolo delle donne in un mondo prevalentemente maschile, e successivamente ebbe un ruolo di primo piano nell'elaborazione del linguaggio di programmazione COBOL.
 
Precisione storica: 10. È un documentario breve che raccoglie numerose testimonianze di chi ha lavorato accanto a Grace Hopper.
 
Giudizio artistico: 6. L'attrice Gillian Jacobs esordisce dietro la cinepresa e porta a casa un film di montaggio senza sbavature, ma vecchiotto nell'impianto formale e narrativo.

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Jobs (2013). La storia di Steve Jobs dal 1974 (quando era studente del Reed College) al 2001, anno di introduzione dell'iPod.
 
Precisione storica: 4. Il documentarista Robert X. Cringely, che conosceva Steve Jobs e lo intervistò in diverse occasioni, ha rilevato «molte imprecisioni storiche» del film.
 
Giudizio artistico: 4. Sbagliato il tono (troppo sentimentale e celebrativo) e sbagliato il casting del protagonista (Ashton Kutcher).

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Anonymous: l'esercito degli hacktivisti (2012). Storia dei primi hacker e dell'evoluzione del loro gruppo più famoso, che inizia come realtà scanzonata e ridanciana per diventare un movimento globale di attivisti.
 
Precisione storica: 8. Il docu-film offre un inedito sguardo dall'interno, intervistando numerosi membri di Anonymous, però tende a relegare in secondo piano le voci degli hacker che dissentono dall'evoluzione del gruppo.
 
Giudizio artistico: 6+. Monumentale sforzo produttivo, meno significativo quello artistico in fase di montaggio.

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Revolution OS (2001). La nascita del sistema operativo Linux e del movimento dei software open source.
 
Precisione storica: 9. Le interviste ai principali protagonisti della vicenda offrono uno sguardo accurato su ciò che è accaduto nell'arco di una ventina d'anni di storia dell'informatica.
 
Giudizio artistico: 6+. Il regista tenta di tenere alto il ritmo, adottando anche un piglio da comedy. Ma il risultato finale è appesantito dalla massa di dati sciorinati davanti alla cinepresa.

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I pirati di Silicon Valley (1999). Il racconto abbraccia gli anni dal 1971 al 1997 e narra la rivalità fra Steve Jobs (Apple) e Bill Gates (Microsoft), figure chiave per lo sviluppo dei personal computer.
 
Precisione storica: 8+. Bill Gates ha trovato il film «piuttosto veritiero», Steve Wozniak (co-fondatore di Apple) è dello stesso parere, mentre Steve Jobs l'ha pesantemente criticato. Giudizio artistico: 7. Rende estremamente glamour una vicenda che in fondo lo è molto poco, nonostante l'impatto che ha avuto nel mondo.

The Imitation Game (2014). Storia del matematico inglese Alan Turing, che durante la Seconda guerra mondiale costruì un precursore dei moderni computer per decifrare il codice dei nazisti (vedi come funzionava la macchina Enigma).
 
Precisione storica: 7. È un resoconto veritiero, ma ci sono dettagli fantasiosi. Ad esempio, il vero Turing non era così incapace di relazionarsi con le persone, né il comandante della divisione per cui lavorava Turing era così cocciutamente ostile al suo lavoro (tanto che la famiglia di Alastair Denniston, il comandante, si è detta offesa dal film).
 
Giudizio artistico: 7+. È ben recitato e ha il pregio di mettere sul piatto due questioni spinose: cosa significa sacrificare vite umane per un bene superiore e cosa significa perseguitare una persona per la sua omosessualità.