7 cose che (forse) non sai sul cioccolato d'estate

D'estate, consumiamo meno cioccolato: tra giugno e agosto ci limitiamo più o meno al 9% di tutto quello che mangiamo durante l'anno (a dicembre, il mese più "forte", arriviamo al 25%), ma del tutto a meno non riusciamo proprio a farne. Ecco perciò sette cose che è meglio sapere su come conservarlo e non solo.
(Contenuto realizzato da Focus in collaborazione con Lindt)

tavolette_righecolata_lindor_particolareexcellence_emozionale_01excellence_emozionale_99_cacao_03tavolette_emozionale_05lindt-abbinamentilindor-produktion_production_1Approfondimenti
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MAI A PIÙ DI 20°C. Il caldo è uno dei più grandi nemici del cioccolato. Il perché è presto detto: le tavolette di cioccolato devono le loro qualità al temperaggio, la lavorazione che permette di formare cristalli di burro di cacao strutturati in modo da favorire la croccantezza al morso e lo scioglimento solo una volta in bocca. Già sopra i 20°C, alcuni cristalli possono modificarsi e ricristallizzarsi formando una patina biancastra in superficie: non significa che il cioccolato sia immangiabile, ma gusto e consistenza sono irrimediabilmente perduti, a meno di non ripetere il temperaggio. Perciò, conservate sempre il vostro cioccolato a meno di 20°C.

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AL LATTE SI SCIOGLIE PRIMA. Il cioccolato al latte inizia a sciogliersi a circa 2°C in meno rispetto a quello fondente. Il motivo è che i grassi contenuti nel latte hanno un punto di fusione più basso del burro di cacao: all'aumentare della quantità di latte, diminuisce la temperatura alla quale il cioccolato si scioglie.

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IN FRIGO? CON CAUTELA. Il cioccolato, anche se imballato e confezionato, assorbe facilmente gli odori che gli stanno intorno e il frigorifero è un luogo in cui in genere si conservano alimenti dagli aromi decisi come formaggi, caffè, agrumi, pesce... In caso di necessità, tenete il cioccolato in frigo solo dopo averlo chiuso dentro un recipiente a chiusura ermetica, che lo difenderà anche dall'umidità, altro suo nemico storico. Per lo stesso motivo, quando lo tirate fuori dal frigo, lasciatelo nella confezione per qualche ora a temperatura ambiente prima di consumarlo.

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L'UMIDITÀ, APPUNTO. Il cioccolato va tenuto in un luogo asciutto, fresco e ben areato: se l'umidità si deposita su di esso, si crea una patina bianca, formata questa volta dallo zucchero. L'umidità ideale di conservazione del cioccolato è inferiore al 50-60%. Oltre alle cautele quando lo tenete in frigo, quindi, evitate luoghi molto umidi come ad esempio la cantina.

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SI PUÒ CONGELARE! In caso di emergenza – magari vi siete lasciati sorprendere dall'arrivo dell'estate con chili e chili di cioccolato in casa – ricordate che potete sempre metterlo in freezer. Dopo, però, non sarà sufficiente estrarlo e mangiarlo subito: sarà comunque necessario riportarlo gradatamente a temperatura ambiente, facendo prima un passaggio in frigorifero, con tutte le precauzioni già spiegate, compreso il contenitore a chiusura ermetica.

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MEGLIO ABBINARLO. Gli abbinamenti di maggior successo, durante l'estate, sono quelli con alimenti "freschi", come lo yogurt e la frutta. Ecco perché molti produttori lanciano tavolette ad hoc per questo periodo dell'anno. Lindt, per esempio, nella linea Excellence propone da anni il fondente abbinato con scorza d'arancia, lime, lampone o menta...

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LE FABBRICHE NON SI FERMANO. D’estate, molti prodotti a base di cioccolato non sono distribuiti, perché il calore potrebbe alterarne le qualità e i produttori non possono avere la certezza che il corretto ciclo del freddo sia mantenuto lungo tutta la catena di distribuzione. Le fabbriche, però, dove tutti i processi sono controllati, lavorano a pieno regime per produrre tutte le linee per il Natale. In genere, si fermano per le attività di manutenzione appena dopo il periodo di Pasqua.

MAI A PIÙ DI 20°C. Il caldo è uno dei più grandi nemici del cioccolato. Il perché è presto detto: le tavolette di cioccolato devono le loro qualità al temperaggio, la lavorazione che permette di formare cristalli di burro di cacao strutturati in modo da favorire la croccantezza al morso e lo scioglimento solo una volta in bocca. Già sopra i 20°C, alcuni cristalli possono modificarsi e ricristallizzarsi formando una patina biancastra in superficie: non significa che il cioccolato sia immangiabile, ma gusto e consistenza sono irrimediabilmente perduti, a meno di non ripetere il temperaggio. Perciò, conservate sempre il vostro cioccolato a meno di 20°C.
17 Giugno 2016