5 invenzioni ereditate dalla Grande Depressione

La chiusura lampo, la favola dei 3 porcellini e il minigolf: cos'hanno in comune tra loro? Sono piccole/grandi idee nate per necessità dopo la grande crisi del '29 e diventate presto insostituibili.

great_depression_words_xl_21585515_customtimmy_tommy_e_jimmyshutterstock_354508175shutterstock_608689829shutterstock_1075290266kingkullen_firststore-1Approfondimenti
great_depression_words_xl_21585515_custom

Come si dice? La necessità aguzza l’ingegno. Accadde anche al tempo della Grande Depressione, una delle peggiori crisi finanziarie della storia moderna, seguita al crollo di Wall Street del 1929, quando si crearono le premesse affinché piccole e grandi idee prendessero forma o si diffondessero su larga scala, talvolta cambiando la nostra vita. Ecco le più curiose "invenzioni" nate in quel periodo.

timmy_tommy_e_jimmy

I tre porcellini. Che c'entra la famosa fiaba con la Grande Depressione? La storia di Timmy, Tommy e Jimmy per un lungo periodo è stata anche la metafora di quanto stava succedendo in America: a farla conoscere fu Walt Disney nel 1933 come cortometraggio animato e a lieto fine della durata di soli otto minuti. A causa dei tempi duri che stava affrontando il paese in quel periodo, il pubblico individuò nel lupo il simbolo della crisi. Proprio come Ezechiele voleva distruggere le case dei porcellini e divorarli, la Grande Depressione stava cercando di annientare le famiglie americane. Il messaggio (i tre porcellini che, restando uniti e affidandosi alla loro intelligenza, riescono a superare in astuzia il lupo cattivo) fu però apprezzato: il film ebbe successo, tanto che i cinema lo tennero in cartellone per diversi mesi, fino a farne il cortometraggio d'animazione di maggior successo di ogni epoca.

shutterstock_354508175

La chiusura lampo o zip. Fu creata ben prima, nel 1851 da Elias Howe, che per questo si guadagnò il soprannome di "padre della chiusura lampo”, ma iniziò a essere pubblicizzata e venduta al pubblico solo nel 1930, proprio perché più economica dei costosi bottoni (oltre che più comoda). Fu adottata anche su alcuni stivali, gli zipper, da cui la zip ereditò il nome. Ben presto cominciarono ad apprezzarla anche gli "stilisti" (si fa per dire) dell'epoca: le zip infatti facevano sì che gli abiti, privi dei bottoni, costassero decisamente meno. Ma la possibilità di indossare alcuni abiti sia con la cerniera chiusa (col freddo) sia con la zip aperta (nelle stagioni più miti) consentiva un ulteriore risparmio: in questo modo si potevano usare per (quasi) tutto l'anno.

shutterstock_608689829

I biscotti con le gocce di cioccolato. La Toll House Inn di Whitman (Usa), era famosa per la sua ricetta di biscotti al cioccolato, risalente ai tempi coloniali. Ma la crisi privò le sue cucine dell’elemento più importante: il cacao. Così, la chef Ruth Wakefield, nel 1933, pensò di spezzettare una comune tavoletta di cioccolata in piccoli frammenti, sperando che si sciogliessero nell'impasto mentre i biscotti cuocevano. Tuttavia, il cioccolato non si sciolse: i pezzetti semplicemente si ammorbidirono, assumendo la forma di gocce. Il "test" però ebbe un successo insperato: la ricetta fu pubblicata su un giornale di Boston e la Nestlé decise di stamparla sul retro delle sue tavolette in cambio di tutta la cioccolata di cui Ruth avesse avuto bisogno per il resto della vita. Oggi, a quasi un secolo di distanza, i biscotti con le gocce di cioccolato sono ancora tra i più venduti negli Usa (e non solo).

shutterstock_1075290266

Il minigolf. Prima della Grande Depressione, andare al cinema era il passatempo preferito di molti americani. Ma durante la crisi finanziaria per la maggior parte di loro il cinema era diventato un lusso insostenibile. Così si cercarono altre forme di intrattenimento. Fu in quel periodo che i giochi da tavolo, come il Monopoly, e le carte da gioco divennero molto popolari. Anche il minigolf, nato attorno agli anni '10, decollò e divenne una nuova mania: più di 30.000 campi da golf in miniatura sorsero in tutto il paese durante gli anni '30. I prezzi variavano da 25 a 50 centesimi per partita.

kingkullen_firststore-1

Il supermercato moderno. Nel 1930 Michael Cullen era direttore delle vendite presso un negozio di generi alimentari della catena Kroger e propose al suo capo di rivoluzionare il negozio con sconti competitivi per i consumatori, che dovevano fronteggiare la grave crisi economica. La sua idea non fu apprezzata, così Cullen lasciò il suo lavoro e si trasferì con la famiglia a Long Island. Lì, affittò un garage nel Queens dove creò il King Kullen Grocery, il primo supermercato con offerte a vantaggio dei consumatori. Sei anni dopo Cullen morì, ma nel frattempo la sua catena di supermercati low cost (esistente ancora oggi) contava già 17 negozi. Secondo lo Smithsonian Institute è a lui che va riconosciuto il merito di aver inventato il supermercato moderno.

Come si dice? La necessità aguzza l’ingegno. Accadde anche al tempo della Grande Depressione, una delle peggiori crisi finanziarie della storia moderna, seguita al crollo di Wall Street del 1929, quando si crearono le premesse affinché piccole e grandi idee prendessero forma o si diffondessero su larga scala, talvolta cambiando la nostra vita. Ecco le più curiose "invenzioni" nate in quel periodo.