Curiosità

5 cose che hai in comune con gli uomini e le donne della preistoria e (forse) non lo sai

La dieta alimentare, l'amore per gli animali domestici, le droghe, la birra e persino... l'uso di sex toys. Strano ma vero, sono tutte cose che abbiamo ereditato dai nostri antenati.

Quello che sappiamo della vita ai tempi delle caverne lo dobbiamo al lavoro certosino di archeologi e ricercatori: con i loro ritrovamenti ci permettono di saperne sempre di più sui nostri antenati preistorici. I quali, avendo vissuto prima dell'invenzione della scrittura, non ci hanno lasciato molti indizi sul loro passaggio. Ma per fortuna i ritrovamenti di alcuni oggetti allo stato attuale sono in grado di rivelarci verità sorprendenti. Proprio come noi, le donne e gli uomini delle caverne...

1. Possedevano animali domestici
Ci sono varie evidenze archeologiche che alcuni gruppi di individui vivevano assieme ad animali simili agli odierni cani. Secondo uno studio pubblicato su PLoS ONE, in Siberia orientale sono stati scoperti fossili di cani in vasi funerari appositamente realizzati per loro. In alcuni casi, i proprietari li avevano seppelliti anche con alcuni oggetti "preziosi" (ornamenti, utensili, pietre, ecc). I cani, dunque, non erano utilizzati solo per la caccia, ma erano considerati membri a tutti gli effetti del gruppo. I ricercatori asseriscono che la maggior parte delle sepolture canine in questa zona si è verificato durante il Neolitico antico, 7.000-8.000 anni fa.

2. Usavano i sex toys
Nel 2005, in una grotta in Germania è stato ritrovato un fallo composto da 14 frammenti di siltite, che può essere considerato una delle prime rappresentazioni della sessualità maschile della storia. Per i professori del dipartimento studi preistorici dell'Università di Tübingen, potrebbe essere stato usato come un aiutino sessuale dai suoi creatori nell'Era Glaciale. Il ritrovamento è avvenuto a Hohle Fels, nella valle del fiume Ach, un sito archeologico che fino ad oggi ci ha restituito migliaia di oggetti del Paleolitico Superiore.

3. Bevevano birra
Alcuni archeologi a Cipro hanno portato alla luce i resti di quella che potrebbe essere stata una fabbrica di birra di 3500 anni fa, nel sito di Kissonerga-Skalia. Ma altri loro colleghi, come Brian Hayden della Simon Fraser University in Canada, ritengono che la prima produzione di birra risalga ad almeno 11.500 anni fa, e veniva usata durante le feste. "Queste erano essenziali nelle società tradizionali per l'economia e la creazione di legami tra le persone e di reti di sostegno, tutte cose fondamentali per lo sviluppo di una società", ha spiegato Hayden. "E da che mondo è mondo, nelle feste sono tre gli ingredienti presenti quasi sempre: la carne, i cereali in forma di pane o polenta e l'alcol, usato per impressionare gli ospiti, renderli felici e... più favorevoli nei confronti padroni di casa".

4. Facevano uso di droghe
Credevate che i nostri antenati preistorici fossero esenti da tentazioni? Non è proprio così: anche loro apprezzavano le droghe ricreative. Lo ha rivelato uno scavo archeologico nell'isola caraibica di Carriacou, dove sono state scoperte ciotole in ceramica e tubi usati per inalare fumi allucinogeni e polveri. Gli archeologi Quetta Kaye (University College di Londra) e Scott Fitzpatrick (North Carolina State University) ritengono che si utilizzassero le droghe per raggiungere uno stato di trance per scopi spirituali. La sostanza in questione è il cohoba, un allucinogeno derivato da una specie di mimosa.

5. Cercavano di seguire una dieta equilibrata
Secondo l'antropologo Glynn L. Isaac che ha dedicato parte della sua vita alle ricerche sul cibo nella preistoria, anche senza consultare riviste di salute, i nostri antenati preferivano seguire una dieta equilibrata a base di carne e verdure, simile alla nostra. Isaac il suo team hanno infatti scoperto che gli uomini preistorici avevano una serie di strumenti per tagliare la carne e un altro set di utensili da taglio per la raccolta di frutta a guscio e altre piante commestibili. Sarebbe la prova che si nutrivano di entrambi.

24 dicembre 2013 Eugenio Spagnuolo
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