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Giornata mondiale del sonno: i record e le curiosità

Quando e perché si celebra la Giornata mondiale del sonno? Per quante ore si può non dormire? E per quante stare svegli? E come risposano gli animali? Le risposte a queste e ad altre domande.

Qualità del sonno, mente sana, mondo felice: è questo lo slogan dell'edizione 2022 della Giornata mondiale del sonno ideata dalla World Association of Sleep Medicine dal 2007 per sottolineare e ribadire l'importanza del buon sonno per la salute psicofisica delle persone di qualsiasi età e per migliorare, quindi, la qualità della vita di tutti. 

Quest'anno, la Giornata mondiale del sonno celebrata ormai in più di 90 Paesi del mondo anche con congressi scientifici di esperti nella medicina del sonno, cade il 18 marzo, ovvero, come sempre, il venerdì che precede l'equinozio di primavera: è la primavera, infatti, la stagione del risveglio della natura e di tutti gli essere viventi che "rinascono" dopo il lungo inverno. 

Ecco, allora, alcune curiosità che (forse) non sapete sul sonno. Anche quelle che riguardano gli animali.

Quanti giorni si resiste senza dormire? Nel 1964 il diciassettenne Randy Gardner rimase senza dormire per ben 11 giorni e 25 minuti. Monitorato da un team di medici durante l'esperimento, Gardner riportò seri cambiamenti a livello comportamentale e cognitivo: quando il decimo giorno gli chiesero di sottrarre ripetutamente la quantità 7, partendo da 100, si fermò a 65, dichiarando di non ricordare ciò che stava facendo. Fortunatamente non riportò danni mentali a lungo termine, anche se decenni dopo dichiarò di soffrire ogni tanto di insonnia. Nel 1977 il suo record venne battuto da Maureen Weston, che non dormì per 449 ore (quasi 19 giorni).

Qual è il record di sonno? Se dormire poco ha sicuramente conseguenze sulla salute, anche dormire troppo non va affatto bene. Il record di sonno è legato a una malattia rara ribattezzata "sindrome della bella addormentata", scientificamente "sindrome di Kleine-Levin": ne è affetta Nicole Dielen, classe 1995, che nel 2012 dormì per ben 64 giorni di fila.

Quanto dormono gli animali? Se vi sembra di non riposare mai abbastanza considerate che, in media, noi umani passiamo un terzo della nostra vita tra le braccia di Morfeo (circa 8 ore al giorno). Gatti e cani dormono circa la metà della giornata (i gatti, in realtà, un paio d'ore al giorno in più dei cani), mentre i più dormiglioni del mondo animale sono i pipistrelli (20 ore al giorno), seguiti dall'armadillo gigante e l'opossum, che stanno svegli appena 6 ore al giorno. Soffrono invece di insonnia gli asini e i cavalli - a proposito, vi siete mai chiesti come fanno a dormire in piedi? -, che dormono circa tre ore al giorno: Le giraffe? Meno di due ore.

Come dormono le lontre di mare? Rimanendo nel mondo animale, un atteggiamento curioso e tenero arriva dalle lontre di mare, che si tengono per mano mentre dormono per evitare di "perdersi" e scivolare via con il movimento delle onde. Eccole nel video qui sotto.

Che cos'è la disania? Molti avranno pensato almeno una volta di soffrire di disania, una condizione non riconosciuta clinicamente che definisce l'incapacità cronica di alzarsi dal letto la mattina. Scherzi a parte, è un comportamento che affligge in particolare chi soffre di forte depressione o di sindrome da fatica cronica, e per questo non è mai diagnosticata da sola, ma è considerata un sintomo di altre patologie.

Cosa sognano i ciechi? Come fa chi è nato cieco a sognare un mondo che non vede? Quando persone dotate di vista sognano, è come se guardassero un film: la maggior parte dei sogni coinvolge elementi di movimento e suono, mentre meno dell'1% delle persone sperimenta sensazioni legate all'olfatto, al gusto e al tatto. Per le persone cieche è diverso: mancando la parte visiva, potenziano quella degli altri sensi (come fanno nella realtà), e fanno sogni ricchi di profumi, sapori e suoni.

Dormire di più fa mangiare meno? Il sonno (o meglio la mancanza di esso) influisce sulla nostra fame: chi dorme poco tende ad avere livelli più alti di grelina (l'ormone che stimola l'appetito), e più bassi di leptina (che ci fa sentire sazi). Una buona notte di sonno ristoratore permette al corpo di regolare la produzione di questi due ormoni, bilanciando l'appetito e la sazietà. E secondo nuovi studi, il sonno potrebbe aiutare a combattere l'obesità.

18 marzo 2022 Chiara Guzzonato
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