12 cose che (forse) non sai sulle elezioni Usa

Chi sono i grandi elettori? Si vota coi computer? Perché si dice che l'Ohio decida le elezioni? Come votano gli astronauti? Un hacker potrebbe manomettere il voto? 12 curiosità sulle prossime presidenziali americane.

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Martedì. Le elezioni presidenziali negli Usa si tengono il martedì successivo al primo lunedì di novembre, ogni 4 anni. Si vota di martedì per via degli... agricoltori. A metà 800, quando la maggior parte degli americani lavoravano in campagna ed erano assidui frequentatori della chiesa, la domenica era giorno di culto e il mercoledì giorno di mercato. Così fu scelto il martedì come giorno per le votazioni, in modo da dare agli elettori il lunedì per viaggiare dalla loro sede al seggio elettorale della contea, ed essere a casa in tempo per il mercato. Ma col tempo, elezione, dopo elezione, il "Supermartedì" è diventato una tradizione come il giorno del ringraziamento.

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Grandi elettori. Non sono i cittadini a eleggere il Presidente, ma 538 “grandi elettori” riuniti a Washington: il loro numero è pari alla somma dei deputati e dei senatori di ogni Stato. Funziona così: i cittadini votano il candidato presidenziale, ma il loro voto va in realtà al gruppo di “grandi elettori” che lo sostiene. E il candidato che prende anche solo un voto in più si porta a casa tutti i grandi elettori di quello stato. Questo spiega perché il sistema prenda il nome di winner takes all (chi vince prende tutto). Fanno eccezione Nebraska e Maine, gli unici due stati che hanno scelto di assegnare i loro voti elettorali (rispettivamente 5 e 4) con il sistema proporzionale.

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Attenzione! È vero che i grandi elettori sono tenuti a votare per il candidato alla Casa Bianca cui sono associati nelle schede, ma ci sono state delle eccezioni in passato. I cosiddetti "infedeli” che, eletti nel collegio elettorale, non hanno poi votato per il candidato designato del loro partito. Finora, sono stati 157. Succederà anche con Hillary Clinton e Donald Trump?

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Grandi elettori/2. Sono necessari 270 grandi elettori per vincere la Presidenza. Il sistema non è perfetto e lo dimostrano le elezioni del 2000, quando il candidato democratico Al Gore fu sconfitto da George W. Bush, che aveva ottenuto mezzo milione di voti popolari in meno, ma aveva conquistato un numero maggiore di grandi elettori (in realtà a decidere fu uno stato soprattutto, la Florida, dove Bush aveva ottenuto poco più di 500 voti in più).

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One shot. In nessun caso si possono ripetere le elezioni. La regola vige da sempre e anche per le elezioni del 1864, in piena guerra di secessione non vi fu nessuna deroga. Se nessun candidato alla carica di Presidente raggiunge il quorum? La decisione finale viene presa dalla Camera dei Rappresentanti, che sceglierà fra i primi tre candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti.

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Swing. Le elezioni si decidono soprattutto in Ohio, che è uno dei famigerati “swing state”, cioè uno degli Stati che oscillano storicamente tra il voto ai Democratici e quello ai Repubblicani. La sua fama di stato decisivo risale al 1976, quando alle presidenziali Gerald Ford venne battuto da Jimmy Carter per poche migliaia di voti, proprio dopo la vittoria di quest'ultimo in Ohio. Da quel momento i sondaggisti hanno accumulato molte prove che quel piccolo stato anticipa quasi sempre gli umori della nazione.

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Voto in prigione. In Florida, Kentucky e Iowa, chiunque abbia una condanna è permanentemente escluso dal voto. Nel Vermont e Maine, è permesso di votare a tutti i maggiorenni, a prescindere dalla storia criminale. Altri Stati variano tra questi due estremi, un po’ a seconda di quale reato è stato commesso, un po' permettendo a chi è libero sulla parola di votare. Privilegio che però non ha chi è dietro le sbarre.

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Social. Secondo gli esperti queste elezioni saranno vinte sui social. Il 44% degli americani utilizza i social per informarsi sulle elezioni. Molto più di quanto avvenne nel 2012, quando soltanto il 33% degli americani possedeva uno smartphone (adesso sono il 64%). Per capire la differenza col passato, basti pensare che nel 2008 quando il tweet con cui Obama celebrò la vittoria venne retweetato 157 volte. Un tweet di Trump molto popolare qualche giorno fa ha ottenuto 167 mila retweet.

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Donne. Hillary Clinton non è la prima donna a correre per la Casa Bianca. La prima è stata Victoria Woodhull, nel 1872 con il partito degli eguali diritti. Era una figura molto moderna per il suo tempo, non solo a causa dell'attivismo politico per il suffragio femminile, ma anche perché fu la prima donna broker e la prima donna direttrice di un giornale.

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Astronauti. Gli astronauti votano tramite posta elettronica protetta nella Contea di Harris, in Texas, visto che la maggior parte di loro risiedono in quello Stato, vicino al mitico centro di controllo di Houston. Gli astronauti in orbita ricevono una mail criptata con un allegato pdf della scheda elettorale. E la rispediscono a un impiegato della contea, che copierà a mano il loro voto su una scheda elettorale, senza rivelarlo a nessuno.

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Come si vota. Strano, ma vero, non esiste una direttiva nazionale sul sistema di voto e ogni stato fa più o meno a modo suo. Il sistema più diffuso fino a poco tempo fa, era il punched card system, in cui l'elettore deve fare un foro sulla scheda in corrispondenza del candidato prescelto: le schede così perforate vengono lette da un sistema computerizzato, velocizzando lo spoglio. Ma nelle elezioni del 2000 la punzonatura mostrò di avere non pochi difetti. Così oggi in alcuni Stati le schede “bucate” sono state sostituite da un sistema a lettura ottica, che interpreta le preferenze degli elettori. Nell’era degli schermi touch poi non poteva mancare un sistema che permette di votare toccando il nome del candidato su un display (ma più che l'iPad ricorda le macchinette dei biglietti nelle stazioni).

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Hacker. Ma i sistemi di voto elettronici sono sicuri? Non secondo alcuni esperti informatici della prestigiosa università di Princeton, come Ed Felten, che è riuscito a dimostrare come per un hacker sia possibile manomettere il sistema. Secondo il suo team, le macchine che gli americani usano alle urne sono meno sicure rispetto a un iPhone. E il problema vero è che in alcuni Stati non esiste una copia cartacea dei voti, da poter riutilizzare in caso di riconteggio o manomissione. Agli esperti di sicurezza informatica non resta che vigilare.

Martedì. Le elezioni presidenziali negli Usa si tengono il martedì successivo al primo lunedì di novembre, ogni 4 anni. Si vota di martedì per via degli... agricoltori. A metà 800, quando la maggior parte degli americani lavoravano in campagna ed erano assidui frequentatori della chiesa, la domenica era giorno di culto e il mercoledì giorno di mercato. Così fu scelto il martedì come giorno per le votazioni, in modo da dare agli elettori il lunedì per viaggiare dalla loro sede al seggio elettorale della contea, ed essere a casa in tempo per il mercato. Ma col tempo, elezione, dopo elezione, il "Supermartedì" è diventato una tradizione come il giorno del ringraziamento.