10 guerre di confine che (forse) non conosci

Non sono solo i grandi conflitti a preoccupare l'Onu, ma anche le piccole dispute di confine. Anche in Europa.

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Non c'è solo il conflitto israelo-palestinese o l'Ucraina a preoccupare l'ONU. Ma anche tante piccole dispute di confine, che fanno somigliare il mondo a un grande "risiko".|Shutterstock

Le chiamano guerre di confine (in inglese border war) e sono i conflitti tra nazioni, piccoli e grandi, che si svolgono a ridosso di una frontiera non condivisa. Un risiko fatto di sconfinamenti, dispute etniche e tentativi più o meno sottili di rimettere in discussione il mappamondo, a volte per interessi di ordine economico. Ma a volte semplicemente per mostrare i muscoli al vicino. Per fortuna non tutte le guerre di confine sfociano in un conflitto armato, come al tempo della guerra delle Falkland o come l’eterno conflitto israelo-palestinese. Anzi il più delle volte gli stati si limitano a rivendicazioni non violente. Alcune di queste “guerre” hanno origini antiche, altre invece sono figlie di smottamenti recenti. E l’Europa non ne è indenne, anche se per fortuna si tratta, in buona parte, di guerre metaforiche.

 

1. Cipro. Il conflitto che più ha impensierito l’Europa nella seconda metà del 1900 è stata la questione cipriota. Per secoli, la Grecia e la Turchia si sono scontrate, prendendo e riprendendo il controllo dell’isola.

Dopo diverse recenti invasioni da entrambe le parti, l'isola oggi appare divisa in due: il 37% del nord è sotto il controllo turco mentre il 63% meridionale è sotto il controllo della Repubblica di Cipro (principalmente greco), che nel 2004 è entrata nella UE. Tra i due c'è una zona cuscinetto amministrata dalla NATO. Anche Cipro è entrata nelle discussioni sulla Brexit, visto che ospita alcune basi britanniche.

 

Nella foto, il muro che separa Ceuta e Melilla. Scopri di più su questo e altri muri che dividono il mondo. | Rafael Marchante/Reuters

2. Ceuta e Melilla. Queste due città sulla costa settentrionale del Marocco, spesso citate nelle cronache sulle migrazioni, sono gli unici territori che la Spagna possiede ancora in Africa.

 

Il Marocco ha ripetutamente chiesto che il governo spagnolo gli trasferisca la sovranità, ma la popolazione locale ha prevedibilmente respinto l'idea con una schiacciante maggioranza.

Quindi, per ora, rimangono ufficialmente nell'Unione europea, separate idealmente dall’Africa da due muri di filo spinato di 8 e 12 km: le cosiddette barriere di separazione di Ceuta e Melilla, che dovrebbero ostacolare o impedire l'immigrazione illegale e il contrabbando. Ma non sempre riescono...

 

3. Rockall. Ma in Europa ci sono anche guerre di confine sconosciute ai più, come la controversia territoriale di Rockall, un’isoletta disabitata nel nord Atlantico, rivendicata da diversi paesi tra cui il Regno Unito, l'Islanda e l'Irlanda. Ma tra i 3 litiganti, il quarto gode e così nel 1997, Greenpeace ha occupato l'isola e l’ha chiamata Waveland. E nessuno degli altri richiedenti si è preoccupato al punto da far tintinnare le armi. Se Rockall, come pare, appartiene di fatto al Regno Unito, ne è il punto più estremo del confine a occidente.

 

Un'immagine di Gibilterra e del suo aeroporto. Il destino di questo piccolo stato che dal sud della Spagna si protende verso la costa nordafricana è legato (anche) alla Brexit. Tutto sulla Brexit in 9 domande e risposte. | shutterstock

4. Gibilterra. Sebbene non esista un reale conflitto tra Spagna e Regno Unito in merito a questa piccola striscia di terra che si protende nello Stretto di Gibilterra, con la Brexit la questione è tornata di attualità.

 

È di questi giorni la notizia che vorrebbe Gibilterra destinata a lasciare l’Unione europea sulla scia del Regno Unito, infrangendo le speranze che gli spagnoli avevano riposto nei negoziati di Bruxelles per correggere quella che ritengono essere “una grave ingiustizia storica”, come scrive il quotidiano iberico ABC. Ma non è detta l’ultima parola.

 

Incredibile, ma vero: c'è stato un momento in cui la disputa politica tra Serbia e Kosovo ha messo in crisi... sveglie e orologi digitali di mezza Europa. Ecco perché. | Shutterstock

5. Kosovo. Dalla fine della seconda guerra mondiale, il Kosovo era parte della Serbia. Dopo decenni di violenti conflitti, il Kosovo ha infine dichiarato l'indipendenza nel 2008, ma la Serbia lo considera ancora una provincia “ribelle”.

 

Da allora, 88 paesi lo hanno riconosciuto come uno Stato legittimamente indipendente, inclusi 3 dei 5 membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con potere di veto (Stati Uniti, Regno Unito e Francia).

 

Gli altri 2, Cina e Russia, dagli antichi rapporti con la Serbia, invece hanno espresso preoccupazione. La questione tra Serbia e Kosovo riguarda uno scambio di territori, discusso in un recente incontro in Austria.

 

Ecco dove si trova la Transnistria. | wikimedia

6. Transnistria. Situata su una stretta striscia di terra sul fiume Dniester tra Moldavia e Ucraina, le uniche due nazioni a riconoscere la Transnistria come entità sovrana sono l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia, che sono esse stesse solo parzialmente riconosciute.

 

Per la maggior parte del mondo è solo un'unità territoriale autonoma all'interno della Repubblica moldava. Lo spirito indipendentista non è aiutato dalla poszione geografica: la Transnistria, che è molto più piccola della Liguria è a costante rischio di invasione-annessione da parte della Russia.

 

7. Il Point 20 sliver. Andare d'accordo non è mai stato facile per i governi della Malesia e di Singapore. Di recente, tuttavia, le cose sono peggiorate quando la Malesia ha accusato Singapore di avergli scippato alcune terre. Il confine marittimo della Malesia nella sua mappa del 1979 non è riconosciuto da Singapore e Singapore contesta molte parti del mare territoriale rivendicato dalla Malesia. Tra questi ci sono una fetta di acque territoriali chiamata Point 20 sliver e, in precedenza, la sovranità di Pedra Branca, che si trova all'interno delle acque territoriali rivendicate dalla Malesia. Ma la Corte internazionale di giustizia a suo tempo ha deciso a favore di Singapore.

 

Le isole Sandwich ospitano la colonia di Pigoscelidi antartici (Pygoscelis antarcticus) più grande del mondo. Tempo fa fu messa in pericolo dalle ceneri di un vulcano. | British Antarctic Survey

8. Isole Sandwich. Non ci sono solo le Falkland a dividere Argentina e il Regno Unito. La disputa sulla Georgia del Sud e sulle Isole Sandwich Australi nell'Oceano Atlantico meridionale iniziò intorno al volgere del XX secolo quando una compagnia di baleniera argentina organizzò operazioni sulle isole proprio nel periodo in cui il Regno Unito le annetteva.

 

Durante la Guerra delle Falkland, caddero sotto il controllo argentino per un breve periodo, ma furono poi nuovamente riprese dal Regno Unito dopo la risoluzione del conflitto. Ma l'Argentina non ha mai smesso di rivendicarle, nonostante si tratti di isole remote ed inospitali sulle quali non abita nessuno, a eccezione di scienziati e staff del British Antarctic Survey che lavorano in alcune basi scientifiche.

 

9. Il Sahara occidentale. È una regione di terra costituita principalmente da deserto e dunque una delle aree più scarsamente popolate del mondo: eppure ciò non le impedisce di essere al centro di una contesa. In origine il Sahara occidentale, la parte dell’Africa di fronte alla Isole Canarie, faceva parte dell'Impero spagnolo, ma ora sia il Marocco sia il Fronte Polisario, attraverso la Repubblica Democratica Araba Saharawi, ne rivendicano il territorio. Nessuna delle due parti sta vincendo una maggioranza decisiva del sostegno della comunità internazionale; tuttavia, paesi come gli Stati Uniti e la Russia li spingono a concordare una risoluzione pacifica. Ci riusciranno? La principale risorsa economica del Sahara Occidentale, oltre alla pesca e alla pastorizia nomade, è l'estrazione di fosfati, di cui il sottosuolo è ricco.

 

Prefettura di Ngari, Tibet. La Via della Seta passava anche da qui. | Xinhua / eyevine/contrasto

10. Tibet. Sebbene la maggior parte delle persone creda che il Tibet sia una regione autonoma della Cina, il governo del Tibet e l'Amministrazione centrale tibetana, sono in realtà esiliati in India, lontano dal territorio a cui fanno riferimento.

 

A oggi, nonostante il sostegno di organizzazioni potenti come la CIA, il Tibet infatti non è stato in grado di guadagnare la sua indipendenza dalla Cina, che dopo aver soffocato nel sangue la ribellione del 1959 ha esiliato il Dalai Lama.

 

28 Settembre 2018 | Eugenio Spagnuolo